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Russia: le suore accanto agli emarginati durante la crisi del coronavirus

NOVOSIBIRSK
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In Siberia gli effetti del coronavirus si fanno sentire ancor di più, ma le religiose trovano mille modi per tenersi in contatto con i fedeli

Pochissimi si sono ammalati, ma tutti gli abitanti di Novosibirsk, nella Siberia occidentale, hanno risentito degli effetti del lockdown e del suo impatto economico, soprattutto chi già prima dell’emergenza viveva ai margini della società: poveri, disoccupati, anziani e bambini di famiglie a basso reddito. Sono queste le fasce su cui le suore della diocesi cattolica romana della Trasfigurazione di Novosibirsk hanno concentrato la propria attenzione.

Le religiose hanno parlato con l’associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre delle sfide che stanno affrontando in questo momento difficile. Nell’area metropolitana di Novosibirsk sono stati registrati 4604 casi di coronavirus, con 62 vittime.

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Aid to the Church in Need

Nella diocesi della Trasfigurazione, che ha un territorio di 2 milioni di chilometri quadrati, vive circa un milione di cattolici, per la maggior parte di origini ucraine, polacche o tedesche. Circa 40 sacerdoti servono in 70 parrocchie, coprendo enormi distanze per svolgere il loro ministero. Senza l’assistenza delle suore sarebbe impossibile offrire l’assistenza pastorale necessaria ai fedeli.

Le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli si sono stabilite in Siberia nel 2015, e hanno attivato un centro per bambini gestito dallo Stato e dalla Chiesa a Slavgorod, a sud-ovest di Novosibirsk. “La maggior parte dei bambini qui proviene da famiglie a basso reddito e ha una vita familiare difficile, praticamente senza alcuna assistenza da parte dei genitori. Che lavorino tutto il giorno per una misera paga o uno dei genitori abbia trovato lavoro in un altro Paese e a volte stia lontano per mesi per sostenere la famiglia, i bambini vengono lasciati troppo spesso in balia dei dispositivi elettronici”, ha affermato suor Theresa Witschling.

Le religiose fanno i compiti con loro e si assicurano che circa cento bambini abbiano accesso al pranzo pagato, spesso l’unico pasto caldo che consumano in tutta la giornata. Due volte all’anno, poi, li invitano a trascorrere le “vacanze con Dio”.

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Aid to the Church in Need

Le religiose, che hanno anche iniziato a cucire mascherine, sono particolarmente amate dai senzatetto della città, che “non vengono da noi solo per ricevere assistenza spirituale, ma sono grati di ricevere anche un po’ di gentilezza e di calore”, essendo pieni di “ricordi dolorosi e ferite emotive”.

“Ringraziamo Dio per il fatto di poter celebrare ogni giorno l’Eucaristia”, ha aggiunto suor Theresa. “Svolgiamo ogni giorno servizi di adorazione in risposta alla pandemia, e alla fine del servizio il sacerdote esce in strada con l’ostensorio e benedice la parrocchia e la città”.

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