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India, attaccata una chiesa cristiana: «Fa proselitismo!»

KOBIETY W INDIACH
Sumit Saraswat | Shutterstock
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A Belagadia (nord-est del Paese), la croce di una chiesa protestante è stata vandalizzata da nazionalisti indù. L’ultimo di una lunga lista di atti anticristiani.

La croce di una chiesa protestante in costruzione è stata danneggiata da nazionalisti indù lo scorso 22 giugno, nel cantone di Belagadia (Stato del Jharkhand, nord-est dell’India) col pretesto che diversi cristiani avrebbero forzato la gente a convertirsi. Lo stato del Jharkhand ha effettivamente adottato, nel 2017, una legge anti-conversione che punisce severamente il proselitismo (e di solito non vanno tanto per il sottile nella distinzione tra questa “solenne sciocchezza” e la Missione). La pena può andare fino a tre anni di carcere, congiuntamente a una multa da 50mila rupie (poco meno di 600 euro).

«La Chiesa non persegue il proselitismo»

Bharatiya Janata, membro del BJP, il partito ultranazionalista al potere (insieme con i dirigenti dell’organizzazione nazionalista Vishwa Hindu Parishad [VHP]), ha sostenuto le accuse portate dalla popolazione locale che però sono state formalmente contestate da padre Augustine Topno, amministratore emerito della diocesi di Jamshedpur. Per lui le accuse sono false, «perché la Chiesa non persegue il proselitismo»: «Le rivendicazioni del legislatore e degli abitanti sono prive di fondamento».

In India, le violenze contro i cristiani si moltiplicano. Lo scorso 4 giugno un cristiano di 14 anni è stato selvaggiamente assassinato, nello Stato di Odisha, da un gruppo di fanatici religiosi. Faceva parte della comunità protestante Bethel House.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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