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Siete nati con doni e talenti, ed è ora di farli brillare

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Catholic Link - pubblicato il 25/06/20

di padre Enrique Granados

“Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5, 14-16).

Condivido questo noto frammento delle Scritture perché un’alunna della scuola ogni volta che c’era la Messa scherzava dicendo: “Padre, oggi sicuramente ci leggerà il Vangelo che parla del fatto di essere sale e luce del mondo; sembra che sia il suo preferito”. E la verità è che aveva ragione, quelle parole di Gesù mi piacciono e mi mettono molto in discussione.

1. Come possiamo essere sale e luce del mondo?

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Handmadepicture - Shutterstock

Ho parlato spesso di questo passo. Una delle cose che mi ha fatto tornare su questo Vangelo è l’importanza e l’enfasi che Gesù gli ha dato dicendo: “Risplenda la vostra luce davanti agli uomini”.

A differenza di quello che alcuni possono pensare, confondendo queste parole con la vanità, Gesù ci invita a brillare. Ci dice che bisogna far sì che questa luce sia in un luogo visibile. Non si deve nascondere, perché bisogna manifestare con le nostre opere i doni e i talenti che Egli ci ha donato. In fondo, dobbiamo manifestare la ricchezza di quello che siamo.

Mi aiuta molto scoprire e riconoscere che tutto questo ci è stato dato da Dio. Ricordare che un giorno siamo stati pensati, creati da Lui, poi battezzati e lì abbiamo ricevuto la luce di Cristo, quella luce dello Spirito Santo che ci arricchisce, mi riempie di gioia.

Egli ci rende più grandi, e per questo Gesù ci paragona a una città posta sul monte, che non si può nascondere. Con quale precisione ciascuno di noi è stato pensato!

2. Le ricchezze che Dio ci ha dato

SPARKLE
PK Studio|Shutterstock

È fondamentale compiere un passo in più verso la profondità del nostro essere e scoprire quelle caratteristiche personali che si manifestano giorno per giorno nel nostro modo di essere. Nel modo in cui guardiamo le cose, nel modo in cui ci parla natura.

Avvicinarci alla realtà e poter vedere un po’ delle ricchezze che Dio ci ha dato è necessario. È un esercizio che non solo abbiamo bisogno di fare, ma che ci riempirà di sorpresa e gratitudine. Quante cose belle scopriamo quando ci guardiamo intorno!

Il desiderio profondo della verità, di amare e di essere amati, il desiderio di grandezza; la capacità di poter percepire la sua presenza nel mondo o di entrare in contatto con Lui nella preghiera e molto altro hanno in ciascuno un modo particolare di manifestarsi.

Valorizzare e rallegrarci per quello che è stato posto lì da Dio ci aiuta a conoscerci di più, e così a evitare di dire, con falsa umiltà, che non abbiamo un dono o un talento, perché li abbiamo e dobbiamo illuminarci con questi.


FRANCO NEMBRINI

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3. Desideri e doni

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MinDof | Shutterstock

Siamo chiamati a riconoscerli, valorizzarli e farli fruttare con semplicità e responsabilità, sapendo che li abbiamo ricevuti da Dio Padre. Farli brillare farà bene a noi, che a nostra volta faremo molto bene agli altri.

Lo faremo nella realtà concreta in cui Dio ci pone – a scuola, sul lavoro, in casa, nel quartiere, quando giochiamo a calcio, sulla spiaggia con gli amici…

Questi desideri e doni possono essere distorti a causa del peccato, ma fortunatamente Dio ci permette di purificarli, e questo si verificherà a poco a poco e giorno dopo giorno con la grazia di Dio e la nostra cooperazione, sapendo che tutto viene da Lui.

4. Doni al servizio degli altri

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Questi doni e talenti devono essere posti al servizio degli altri, non servono a illuminare solo noi stessi. Ciascuno farò brillare quella luce in modo unico, perché siamo unici e irripetibili.

Mi viene in mente un esempio. È come andare in un negozio di candele o di lampadari, in cui si trovano molti disegni e modelli – oggetti grandi, piccoli, rotondi, quadrati, come anche vari tipi di luce – calda, fredda…

Ciascun oggetto illumina, ma in modo diverso. La chiave sta nel fatto che tutti danno luce, e quindi non bisogna nascondere i doni, non ci si deve nascondere, ma assumere la responsabilità di essere luce e assumere una leadership cristiana, oggi assai necessaria.

Un cristiano non è chiamato a nascondersi sotto il tavolo, ma a manifestare Cristo. È chiamato a dare ciò che ha ricevuto e ad aiutare a incamminare il mondo con quella luce verso la pienezza che è Cristo.

5. I vostri doni e i vostri talenti diano gloria a Dio!

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Getty Images/Image Source

Non dimentichiamo che la ragion d’essere di questa esposizione a tutti è “affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”. Queste buone opere, questo “mettersi sul tavolo”, come dice Gesù, non deve alimentare la nostra vanità e farci credere migliori degli altri, ma servire per la maggior gloria di Dio, perché più persone possano incontrare Gesù, conoscerlo, amarlo e seguirlo. In questo modo, ciascuno diventerà una luce che brilla nel mondo.

Per concludere, vi raccomando di vedere un film intitolato Woodlawn, perfetto per capire cosa succede quando decidiamo di far brillare i nostri doni e talenti. Alzatevi, uscite dall’oscurità e fate brillare tutti i doni e i talenti che Dio vi ha donato!

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

Tags:
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