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Quando qualcosa ti spezza il cuore e stravolge i piani, si vede dove hai fondato la tua vita!

WOMAN PORTRAIT,
Eugenio Marongiu | Shutterstock
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Aspettati dunque le difficoltà, perché dovranno mostrare al mondo che la tua vita è fondata su Cristo e “non cade”, perché la Chiesa, da duemila anni, nonostante quanto le sia successo, non è mai “caduta” perché fondata sulla Roccia che è Cristo, sul suo amore più forte della morte e del demonio.

Il Discorso della Montagna ha dipinto l’uomo nuovo rinato in Cristo, che vive i suoi giorni come un anticipo del Paradiso, nell’intimità con il Padre che si incarna nell’obbedienza alla sua Parola; i cristiani che si offrono con Cristo nel Gestemani, restano con Lui crocifissi, per entrare nel Regno di Dio. Come te e come me, oggi. “Quel giorno”, infatti, è quando si avvicina la moglie stanca e nervosa, il figlio che ha smarrito la bussola, il collega insopportabile, quando in banca ci rifiutano un prestito, quando qualcosa ci spezza il cuore e stravolge i nostri piani: la storia rivelerà dove abbiamo fondato la nostra vita. Per questo il Signore ci chiama oggi a camminare nella Chiesa per divenire “uomini saggi” nell'”ascolto” obbediente che “mette in pratica” la Parola. La Chiesa, infatti, è la “casa costruita sulla Roccia”: nelle sue assemblee “queste sue parole” sono proclamate e annunciate, lo Spirito Santo vi scende copioso come il giorno di Pentecoste per coniugarle nelle diverse lingue che parliamo, illuminando così le nostre storie passate e le vicende presenti per farci aprire e accoglierle umilmente; attraverso i sacramenti le sigilla realizzandole nel nostro intimo; e così potremo “metterle in pratica” nella porzione di mondo dove siamo stati chiamati a vivere.

“Costruire la casa sulla Roccia” significa allora rimanere nella Chiesa e lasciarsi guidare da lei, mentre “costruire la casa sulla sabbia” significa “ascoltare” le Parole del Signore con un cuore doppio che ha scelto di servire mammona e il mondo. Ma coraggio, restiamo saldi nella nostra comunità, anche ora che viene l’estate. Allora “i venti” dei pensieri e delle tentazioni, delle parole che ci diranno, “la pioggia” dei desideri mondani che ci bagneranno e ci sembrerà di affogare, “i fiumi” delle avversità, delle malattie, delle persecuzioni si “abbatteranno” e “strariperanno” su di noi, perché siamo ancora sulla terra. Aspettati dunque le difficoltà, perché dovranno mostrare al mondo che la tua vita è fondata su Cristo e “non cade”, perché la Chiesa, da duemila anni, nonostante quanto le sia successo, non è mai “caduta” perché fondata sulla Roccia che è Cristo, sul suo amore più forte della morte e del demonio. Al mondo, invece, bastano quattro gocce per farlo rovinare in macerie. Coraggio, il Signore ci ha chiamato nella Chiesa perché chiunque ci incontri possa scoprire in noi la “casa” incrollabile che li aspetta per salvarli.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA DON ANTONELLO IAPICCA SACERDOTE MISSIONARIO IN GIAPPONE

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