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Stile di vita

Cosa vuol dire avere un disturbo ossessivo-compulsivo durante una pandemia?

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Shutterstock | maridav

John Macias, PhD - pubblicato il 25/06/20

Il disordine ossessivo-compulsivo è nella migliore delle ipotesi difficile. Ecco come l'ha affrontato un uomo

Non è iniziato con comportamenti eccessivi. Prima ho cominciato lavandomi più spesso le mani, evitando gli assembramenti e usando un gel igienizzante per le mani. Ben presto, però, ho iniziato ad aprire i cassetti con i piedi o i gomiti e a lasciare da una parte i pacchi che mi arrivavano per giorni prima di aprirli. Il livello di ansia cresceva, e influiva sul mio appetito. Dopo un paio di mesi avevo perso circa sette chili ed ero prigioniero in casa mia.

Soffro di un disordine ossessivo-compulsivo (DOC), una condizione psicologica che provoca pensieri e ossessioni che portano a una forte ansia. I comportamenti compulsivi danno sollievo. Le ossessioni possono assumere forme diverse, come pensieri di contaminazione o paura di danni a familiari o amici.

Le compulsioni possono essere qualsiasi cosa, dal lavarsi le mani a cercare rassicurazioni. Spesso non c’è un collegamento ovvio tra il pensiero ossessivo e il comportamento compulsivo. Molte volte può essere difficile spiegare la differenza tra comportamenti provocati dal DOC e quelli che sono forse solo molto meticolosi. La vera differenza deriva dall’osservare quanto stress provocano i pensieri ossessivi e il grado in cui interferiscono nella vita quotidiana.

Da bambino ero noto come uno che si preoccupava molto. C’erano tante cose che mi provocavano l’ansia, come i fallimenti scolastici, il clima rigido e l’idea che la mia casa andasse a fuoco. Al liceo le mie ossessioni si sono spostate su un tema religioso, e allora è stato chiaro che c’era qualcosa che non andava. Il mio DOC ha assunto la forma della scrupolosità, e potevo confessarmi varie volte a settimana e rimuginare sul fatto di aver commesso un peccato morale o veniale o di aver effettuato la penitenza nel modo giusto.

Una delle sfide più grandi che ha presentato il nuovo coronavirus – che si soffra o meno di DOC – è l’incertezza. Per molti di noi, ad esempio, non è chiaro se disinfettare certi oggetti sia necessario o eccessivo. È sicuro prendere in mano la posta o le confezioni di cibo? Qual è la distanza sicura tra le persone? Visto che questo coronavirus è nuovo, anche chi non ha una malattia mentale non è certo della risposta a queste domande. Quando medici e scienziati ammettono che il coronavirus ha molti aspetti sconosciuti, la differeza tra ossessivo e prudente diventa molto labile.

La sfida per me è il fatto che il DOC richiede certezze. Devo sapere di non avere germi sulle mani o che la persona che ha appena tossito non è malata. La vita in generale non offre garanzie, ovviamente, e le cose diventano quindi più difficili quando mi trovo davanti alla vera incertezza.

Una pandemia può anche provocare un riacutizzarsi dei DOC legati alla non contaminazione. Ad esempio, se sono eccessivamente scrupoloso, potrei trovare che le incertezze relative alla letalità del coronavirus provocano ansia per il fatto di morire in stato di peccato mortale. Ancora una volta, la differenza tra una sana preoccupazione e l’ossessione può essere difficile da discernere.

Sfortunatamente, la malattia mentale non risparmia chi ha fede. Per via di una mancanza generale di comprensione circa la salute mentale, ci sono sfide significative per i cristiani che sperimentano ansia, depressione o altri disordini. Uno dei fraintendimenti più comuni tra chi ha fede è il fatto che i sintomi della malattia mentale sono causati da una mancanza di fede. Alcuni cristiani hanno la tendenza a pensare che si possa alleviare l’ansia semplicemente pregando. Potremmo anche credere che la lotta contro la depressione sia dovuta al fatto di disperare dell’amore di Dio.

Anche se la salute mentale influisce su quella spirituale e viceversa, non dobbiamo commettere l’errore di pensare che una possa sostituire l’altra. Anche i santi, come Ignazio di Loyola, Alfonso Maria de’ Liguori e Teresa di Lisieux, possono aver sofferto di disordini ossessivi e di ansia. I cattolici possono trovare conforto nel pregare Santa Dimpna, la patrona dei disordini nervosi e della malattia mentale. Dobbiamo ricordare che è del tutto accettabile avere bisogno sia di un direttore spirituale che di un terapeuta.

Non dimenticate mai che ci sono aiuti disponibili se lottate con i disordini relativi alla salute mentale. Non dobbiamo temere che cercare un terapeuta significhi non aver fiducia in Dio. Il Padre dei Cieli, che ci ha creati, ci ha dato anche gli strumenti di cui abbiamo bisogno per guarire. Abbiamo i sacramenti per la nostra anima, i medici per il corpo e i terapeuti per la mente. Grazie a Dio, sono riuscito a trovare aiuto anche in mezzo a una pandemia. Attraverso la teleterapia, ho iniziato un trattamento che mi ha lentamente aiutato a ottenere più controllo sulle mie ossessioni. Devo ancora lavorarci, ma so che Dio mi guiderà in questo periodo e che in futuro lo ricorderò come un momento di grazia.

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