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Cos’ha a che vedere San Giovanni Battista con le 7 note musicali?

BAPTISM OF CHRIST

David Zelenka | CC BY SA 3.0

Aleteia - pubblicato il 24/06/20

I nomi delle note musicali – Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si – hanno quasi mille anni. A differenza di quello che può sembrare, non sono state ideati in precedenza, ma derivano da un inno dedicato a San Giovanni Battista composto 1.200 anni fa, in cui ogni frase veniva cantata un grado sopra nella scala musicale.

I nomi delle note derivano dalla prima sillaba di ciascuna di quelle frasi, con soli due adattamenti: l’“ut” venne cambiato in “do” per facilitare il solfeggio, mentre il “si” è formato dalle iniziali di Sancte Iohannes (“San Giovanni”).

Ecco l’inno in latino, noto come Ut queant laxis o Hymnus in Iohannem:

Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte Iohannes.

Ecco la traduzione:

“Perché i fedeli sulla lenta lira possano cantare la tue grandi gesta, sciogli la colpa dell’impuro labbro, o San Giovanni”.
L’inno e il suo autore

Guido d'Arezzo notas musicais
Creative Commons

In genere si attribuisce erroneamente la composizione di questo inno a Guido D’Arezzo, ma in realtà è stato composto nell’VIII secolo dal monaco benedettino Paolo Diacono, anche lui storico.

Guido D’Arezzo era un altro monaco benedettino che nell’XI secolo ricorse a questo cantico per nominare i suoni oggi noti della scala. Grande conoscitore dell’arte musicale, Guido dirigeva il coro della cattedrale di Arezzo. Essendo stato responsabile di aver dato un nome alle note musicali, ha finito per diventare una delle figure più importanti della storia della musica.

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