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10 azioni per dire NO al razzismo (FOTO)

RASIZM
Shutterstock
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Abbiamo tutti il potere di fare qualcosa contro la discriminazione razziale senza bisogno di sentirci dei supereroi o di mettere a rischio la nostra sicurezza

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La morte, qualche giorno fa, di George Floyd, un afroamericano accusato di aver rubato in un supermercato, ha scatenato un’ondata di disordini,proteste e manifestazioni in tutto il mondo.

Il razzismo è, come dice Papa Francesco, “un peccato che non possiamo tollerare”, come la violenza. Il nostro rifiuto della discriminazione razziale può esprimersi in molti modi non violenti. Eccone qualcuno.

1 Parlare con i più piccoli

Può sembrare la cosa più ovvia, ma è ciò che conta maggiormente per fermare quello che spesso si semina fin da bambini. Anche se credete che vostro figlio non capirà, è importante sedersi con lui e ricordare che Dio ha creato tutti e che il colore della pelle non conta.

In base all’età si può approfondire il tema e sottolineare che dobbiamo avere tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri. Ricordate che potete aiutarvi con film e libri che rendano più evidente questo problema. La lotta al razzismo inizia con i valori che si trasmettono in casa.

2 Autovalutazione e valutazione

Non solo i bambini, ma anche gli adulti devono valutarsi e analizzare da cosa e da chi sono circondati. Come ci esprimiamo? Che “ritornelli” usiamo? Abbiamo pregiudizi, a volte senza volerlo, su qualcuno per il colore della sua pelle in determinate occasioni? I luoghi che frequentiamo sono diversi a livello razziale? Cosa sappiamo dei diritti umani? Ci siamo mai sentiti discriminati o beneficiati per la nostra razza? In che modo agiamo?

Abbiamo mai pensato a come le nostre parole o le nostre azioni possono influire sugli altri?

3 Informarsi

Il razzismo o la sua negazione si verificano in genere per mancanza di informazione. L’educazione è generalmente la risposta a molti dei problemi della società, e questo non fa eccezione. Non si sa mai abbastanza di un tema, e men che meno dell’indole umana.

Informatevi su come erano le leggi in passato e su cosa dicono ora. Scoprite casi storici come ad esempio quello di Rosa Parks negli Stati Uniti. Andiamo nei centri della nostra comunità per ascoltare delle testimonianze. Leggiamo libri al riguardo e ascoltiamo.

4 Non rimanere in silenzio

È probabilmente la cosa più difficile, perché – siamo onesti – temiamo di essere insultati o feriti fisicamente. Immaginiamo, però, di stare al posto di chi viene offeso e come ci sentiremmo se nessuno reagisse all’ingiustizia. A volte è perfino una persona cara a fare uno “scherzo” offensivo in un incontro tra amici.

Con rispetto e cautela, possiamo intervenire nella situazione di cui siamo testimoni. Analizziamo come farlo, se in forma pubblica o privata, e vediamo se va al di là delle nostre possibilità. Se nessuno resta in silenzio l’aggressore ci pensa due volte, non credete?

Non esitate a chiamare qualche autorità, e se è quest’ultima il presunto aggressore contattate un’altra istituzione. Potete registrare l’incidente perché restino prove dell’accaduto.

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