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I “santuari urbani” in cui i cattolici di Napoli si fermano a pregare (FOTO)

NAPLES STREET SHRINES

Photo courtesy of Carol Murray

V. M. Traverso - pubblicato il 12/06/20

La città è nota per i suo santuari di strada, che onorano la Madonna e i santi locali

Quando pensiamo a Napoli, viene spesso in mente la splendida Costiera Amalfitana, o il Vesuvio. Per i cattolici, però, Napoli è un luogo speciale perché i suoi cittadini possono pregare quasi a ogni angolo di strada.

Dai Quartieri Spagnoli al Rione Sanità, gli edifici o i cortili interni ospitano spesso edicole votive, una serie di piccole strutture concave con delle statue cattoliche, dalla Madonna a San Gennaro, patrono di Napoli.

Ogni edicola votiva riporta l’iscrizione della data in cui è stata realizzata e il motivo (gratitudine, voto…). Lungi dal far semplicemente parte del panorama, sono luoghi vivi di adorazione, davanti ai quali i passanti si fermano per accendere candele o lasciare fiori freschi.

Perché questi “santuari urbani” sono tanto popolari a Napoli? Secondo una spiegazione popolare, i santuari votivi napoletani sono un’idea di Gregorio Maria Rocco, un frate domenicano del XVIII secolo noto per la sua lotta alla povertà nella città. A metà Settecento, Rocco cercava un modo per rendere le strade di Napoli più sicure di notte. Pensò così che incoraggiare la creazione di santuari illuminati dalle lampade a olio potesse rendere le vie luoghi di adorazione e scoraggiare i piccoli ladri.

I Napoletani, noti per il loro rispetto e la devozione nei confronti di vari santi, furono felici di seguire il suo consiglio, e usarono degli spazi concavi negli edifici trasformandoli in santuari decorati sontuosamente. Di notte venivano illuminati dalle lampade a olio, offrendo la tanto necessaria illuminazione delle strade. Ben presto le strade di Napoli vennero costellate da questi santuari cattolici, e i crimini di strada diminuirono – grazie alla luce o per intervento spirituale.

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