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Chiesa

La santa dell'Eucaristia sul cui cuore Gesù ha lasciato impressa la sua croce

Larry Peterson - pubblicato il 12/06/20

Giuliana Falconieri ha abbandonato una vita nobile e agiata per servire le sue consorelle e Nostra Signora Addolorata

Santa Giuliana Falconieri nacque in una famiglia fiorentina agiata e molto considerata. I suoi genitori avevano desiderato a lungo un figlio, e nel 1270 vennero finalmente esauditi, venendo benedetti dalla sua nascita.

Giuliana mostrò subito insolite qualità spirituali, iniziando fin da piccola a pronunciare i nomi di Gesù e Maria, cosa che veniva considerata da molti un segno della sua futura santità.

Lo zio di Giuliana, Alessio Falconieri, era uno dei sette fondatori dell’Ordine di Serviti. Fu il suo formatore e mentore, e aveva detto alla madre di Giuliana che non aveva messo al mondo una ragazza mortale, ma un angelo. Sotto la sua influenza, Giuliana decise in giovane età di seguire la vita consacrata.

Dopo la morte del padre ricevette l’abito del Terz’Ordine dei Serviti da Filippo Benizi, Priore Generale dell’Ordine. Aveva appena 15 anni, e quindi rimase a casa seguendo la Regola che il Priore le aveva dato. La Regola emendata diceva che Giuliana sarebbe rimasta lì fino alla morte di sua madre.

Nel 1305, dopo questo evento, Giuliana e varie compagne si trasferirono in una casa tutta loro. Era situata in quello che oggi è il Palazzo Grifoni di Firenze, e fu il primo convento delle Suore del Terz’Ordine dei Serviti. La devozione principale dei Serviti era quella a Nostra Signora Addolorata, e si dedicavano soprattutto alla cura dei malati. Giuliana divenne Madre Superiora, incarico che mantenne per tutta la vita.

Pur soffrendo di problemi gastrici cronici, era sempre servizievole nei confronti delle consorelle. Nonostante provasse forti dolori per la maggior parte del tempo, lavorò instancablmente per convertire i peccatori, riconciliare i nemici e guarire i malati. Veniva vista spesso rapita in estasi, e a volte questo rapimento durava tutta la giornata.

Quando era in convento svolgeva i compiti più umili, come sfregare i pavimenti, rammendare i vestiti e preparare i pasti. Per le sue consorelle era un esempio luminoso di carità, castità, penitenza e mortificazione.

Si dice che avesse un livello di spiritualità tale che non si guardava mai allo specchio, tremava quando veniva menzionato il peccato e sveniva spesso quando sentiva dei pettegolezzi scandalosi. Anche se era molto dura con se stessa, nei confronti degli altri era sempre gentile e attenta. Altre giovani donne di Firenze sentirono parlare di questa santa suora e iniziarono a unirsi alla sua comunità, e l’ordine crebbe rapidamente.

Madre Giuliana era così piena di fede e d’amore, soprattutto per Cristo nella Santa Eucaristia, che scelse di dormire sul duro pavimento di legno e solo due o tre ore a notte, trascorrendo le altre in preghiera. Ogni sabato digiunava a pane e acqua. Due giorni a settimana assumeva solo un po’ d’acqua perché si preparava a ricevere la Santa Comunione. Gli altri giorni mangiava molto poco, e solo i cibi più semplici che fossero a disposizione, rifiutandosi di toccare qualsiasi altra cosa.

La vita di digiuno e sacrificio provò il fisico di Madre Giuliana, che si ammalò al punto che sul letto di morte non riuscì a ricevere la Santa Comunione. Chiese quindi al sacerdote di metterle un corporale sul petto e di adagiarvi l’Ostia. Poco dopo l’Ostia scomparve, e Giuliana morì.

Quando le consorelle andarono a lavare il suo corpo, scoprirono l’impronta della croce sul suo cuore; era la stessa che si trovava sull’Ostia. Era il 19 giugno 1341. La sua devozione a Cristo nell’Eucaristia le fece guadagnare il titolo di Santa della Santissima Eucaristia.

Giuliana venne onorata come santa subito dopo la sua morte, e venne canonizzata da Papa Clemente XII il 16 giugno 1737. Il suo ordine ha case in Europa, Stati Uniti e Canada. Le suore sono coinvolte nel ministero parrocchiale, nelle cappellanie ospedaliere e carcerarie e nella cura dei pazienti affetti da cancro e Aids.

Santa Giuliana Falconieri, prega per noi!

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