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Perchè Roma è considerata la “città degli angeli”?

PONTE SANT'ANGELO
Jean-Pol Grandmont
Sant’Angelo Castle.
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Quartieri, strade, architetture dedicati agli spiriti celesti. Ancora oggi esistono testimonianze importanti. Scopriamole

La città degli angeli per eccellenza si trova in Italia ed è il centro del cristianesimo mondiale: Roma. E’ la tesi dello studioso di angelologia Marcello Stanzione nel suo libro “Giuseppina Berettoni e gli spiriti celesti per le vie di Roma e del cielo” (edizioni Segno).

Il quartiere degli angeli

Stanzione spiega nel libro che a Roma esisteva addirittura un intero quartiere dedicato agli Angeli. Oltrepassato Ponte Sant’Angelo, i pellegrini entravano nella Civitas Leonina, edificata da Leone IV tra l’848 e l’852, dopo la devastazione provocata dal saccheggio dei saraceni dell’846.

La costruzione delle mura a opera di Leone IV sancì in modo definitivo la costituzione in area urbana di questo settore, nel quale già da tre secoli si erano installati edifici sacri e ospizi per i pellegrini.

Matthias Kabel | CC

Borgo Santo Spirito

Dopo il Ponte degli Angeli, i pellegrini avevano la possibilità di scegliere uno dei percorsi che conducevano a San Pietro: il primo, più vicino al fiume, era il Borgo Santo Spirito, attraversato da una strada molto antica, esistente fin dall’VIII secolo.

La Portica

Più a nord c’era la Portica, una via porticata forse di origine tardo-imperiale, che si snodava al centro dell’attuale via della Conciliazione, presso la demolita “spina” di Borgo.

Si ritiene che questa via porticata coincidesse con l’antica strada detta Carriera Santa, percorsa dai cristiani che subirono il martirio sotto Nerone.

Nel Medioevo vi passavano i cortei papali che si recavano dal Laterano a San Pietro per l’intronizzazione del pontefice.

Borgo Sant’Angelo

Infine un percorso micaelico costeggiava le mura di Leone IV, lastricato da Sisto IV e per questo chiamato via Sistina, successivamente denominata Borgo Sant’Angelo, per la presenza della chiesa di san Michele Arcangelo al Corridore di Borgo. La tradizione narra che la chiesa di san Michele fu eretta da papa Gregorio Magno, il quale la dedicò a tutti gli Angeli santi, dopo la miracolosa apparizione di san Michele sul vicino castello.

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La svolta di papa Pio IV: strade dedicate agli angeli

L’intera area venne totalmente trasformata quando papa Alessandro VI realizzò la nuova via Alessandrina, un rettifilo, corrispondente oggi al lato destro di via della Conciliazione e che collegava, in modo più rapido e diretto, la fortezza a San Pietro.

Dopo di lui, nel Cinquecento, papa Pio IV, al secolo Angelo Giovanni de’ Medici (1560-1565), molto devoto agli spiriti celesti, rese omaggio a essi non solo per fare memoria del proprio nome di battesimo ma anche con la progettazione urbanistica e architettonica.

Nella Roma da lui concepita, molte strade iniziavano e terminavano con riferimenti agli Angeli, come si può constatare dirigendosi verso l’antica cinta muraria di Leone IV, che nel 1560 Pio IV ampliò per l’incombente minaccia turca.

La Civitas Pia

In tal modo, la fortificazione vanificò la funzione difensiva del muro leonino, nel quale furono aperti sette archi per rendere più agevole il collegamento con la nuova Civitas Pia (dal nome del papa), ossia l’estensione dell’antico Borgo, che si stava realizzando nell’area tra le antiche e le nuove mura.

I bassorilievi degli angeli custodi

La Civitas Pia portò alla formazione del nuovo Borgo Pio e di Borgo Angelico, quest’ultimo attiguo alle nuove mura verso piazza Risorgimento, dove si apriva porta Angelica. Questa, demolita nel 1888, immetteva chi proveniva dalla via Cassia a via di Porta Angelica, dalla quale si accede ancora oggi a Piazza San Pietro e alla Città del Vaticano.

La porta era in bugnato di travertino a un solo fornice, con lo stemma dei Medici sulla chiave dell’arco. Essa era ornata da bassorilievi marmorei raffiguranti due Angeli custodi con la croce, al di sopra dei quali si trovavano due importanti iscrizioni.

"Vincent de Groot - http://www.videgro.net, License CC-BY-SA"

La prima iscrizione: Dio e gli spiriti celesti

La prima, sull’attico della porta, esemplificava esplicitamente il programma urbanistico del papa, in stretta relazione con gli Angeli che proteggevano e custodivano le nuove fortificazioni della città: Angelis tuis mandavit de te ut custodiant te in omnibus viis tuis (Dio ti affidò ai suoi angeli affinché ti custodissero in tutte le sue vie). Il Pontefice, provvedendo alla difesa della città, è simile agli angeli.

La Civitas Pia diventava così una sorta di emanazione del Castello, sul quale, all’epoca di papa Gregorio, era apparso l’Arcangelo salvifico.

Un’altra iscrizione, sulla fascia di marmo interrotta dall’arco, ribadiva l’identificazione angelo custode-papa: Qui vult salvam remp(ublicam) Nos sequatur (Chi vuol salvare lo Stato ci segua).

Dove si trovano oggi

Dopo la distruzione della porta, gli Angeli, insieme allo stemma del papa, furono collocati sul tratto della fortificazione rimasto intatto prospiciente piazza Risorgimento, dove ancora oggi si trovano.

L’iscrizione della Porta Angelica è andata perduta; conservata invece a Castel Sant’Angelo è l’iscrizione di Porta Castello, anch’essa collegata a due bassorilievi raffiguranti Angeli.

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