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Di fronte a un’opzione decisiva, non dimenticate di porvi una domanda

DOKONYWANIE WYBORÓW
Nomad_Souls | Shutterstock
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Possiamo sempre fare qualcosa, anche nella nostra mancanza di azione…

Fare o non fare. Agire o rimanere inattivi. Compiere un passo o rimanere tranquillo. Amare o essere indifferente. Cercare o dare tutto per perso. Lottare o darci per vinti. Ricominciare o rimanere sconfitti.

Davanti a noi si presentano sempre due opzioni chiare e possibili. Posso scegliere. Posso fare o non fare qualcosa. Leggevo giorni fa:

“C’è solo una cosa che stanca gli uomini: il vacillare, l’incertezza. Qualsiasi azione libera il nostro animo; anche il peggio risulta meglio della mancanza di azione”.

Qualsiasi azione mi libera, mi dà speranza, mi tira fuori dal letargo. Non voglio rimanere tranquillo senza far niente mentre il tempo mi sfugge dalle mani.

Ho davanti a me la possibilità di mettermi in cammino o di rimanere dove sono senza avanzare di un metro. L’opzione di riflettere sulla mia vita e di trarre conseguenze o di lasciare che le cose accadano senza sfiorarmi l’anima.

Questo periodo di pandemia mi obbliga a rimanere tranquillo o a restare attivo. Dipende da quello che scelgo. Posso sempre fare qualcosa, anche con la mia mancanza di azione.

MIESZANE UCZUCIA
Nathan Dumlao/Unsplash | CC0

Cos’è che Dio vuole che io faccia?

Guardo il crocifisso come faceva San Filippo Neri. In un momento della sua vita si è chiesto cosa Dio voleva che facesse.

Filippo aveva i suoi progetti e sognava le missioni dei Gesuiti in India, ma poi non gli è stato possibile andare. E si sono aperte altre porte. Dio sembrava volere che rimanesse a Roma.

Con gli anni è diventato un santo allegro e povero di Roma che si prendeva cura dei più poveri, dei bambini di strada, dei vagabondi.

Al termine della sua vita, quando il Papa gli ha offerto il cardinalato, lo ha rifiutato dicendo solo “Preferisco il Paradiso”. Non voleva onori né privilegi immeritati.

Non aveva fatto niente. Aveva solo scoperto ciò che Dio voleva da lui e si era attivato. Ed era stato felice nella semplicità della sua vita.

Il suo progetto umano di diventare un missionario in terre lontane era svanito. E Dio gli ha mostrato la via della sua felicità, della sua santità. Era una via semplice e povera.

La Chiesa a un certo punto gli ha dato regole e norme per l’oratorio che aveva fondato per i giovani di strada, e Filippo ha risposto: “Non so niente di regole. So solo amare questi giovani”. Aveva solo una regola, la carità.

Mi piace questo santo del sorriso e della semplicità, della vita offerta in modo umile. Un innamorato di Dio che lotta ogni giorno per riconoscere i passi da compiere. Sa solo amare. Il suo cuore è davvero grande.

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