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Come partecipano le confessioni religiose alle proteste per la morte di George Floyd?

GEORGE FLOYD
Stephen Maturen/Getty Images/AFP
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Sacerdoti cattolici hanno marciato con gli studenti delle università storicamente nere ad Atlanta

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Le proteste per la morte di George Floyd sono arrivate a unire quasi tutte le confessioni religiose sotto un unico imperativo: basta con il razzismo; la vita degli afroamericani (e per estensione degli ispanici e degli asiatici, di africani o musulmani) conta, e conta quanto quella dei bianchi.

Nelle proteste pacifiche ci sono state religiose che hanno subìto sulla propria carne le conseguenze della repressione, come la reverenda Laura Young, della Chiesa metodista, colpita sabato 30 maggio con gas urticante durante una manifestazione contro il razzismo a Columbus (Ohio).

“Sono stata colpita col gas urticante sul volto, intenzionalmente, senza alcun preavviso, dalla polizia”, ha riferito la Young al Religion News Service. “Come chierici, dobbiamo sostenere gli emarginati (…). Se mettiamo in azione la nostra fede, una frase che molti metodisti amano usare, quale modo migliore di farlo se non quando ce n’è davvero bisogno?”

Azione aggressiva e improvvisa

Alan Dicken, ministro dei Discepoli di Cristo, ha detto all’RNS di essere stato colpito da gas lacrimogeni mentre partecipava a una manifestazione a Louisville, nel Kentucky, venerdì 29 maggio. Il giorno dopo è stato colpito con proiettili non letali a Cincinnati mentre cercava di calmare i manifestanti. I poliziotti hanno aperto il fuoco e lo hanno colpito varie volte. “Non avevo mai assistito a un’azione tanto aggressiva senza preavviso”, ha confessato Dicken, che in passato ha già partecipato a varie manifestazioni contro il razzismo.

In altri Stati, molti leader religiosi si sono uniti alle manifestazioni. I sacerdoti cattolici hanno marciato con gli studenti delle università storicamente nere ad Atlanta. A Minneapolis, il rabbino Michael Adam Latz è stato presente a varie manifestazioni, sostenendo che “l’ebraismo richiede che parliamo contro il razzismo, la polizia razzista e i sistemi razzisti che hanno assassinato George Floyd”.

Il reverendo Willie Francois, della Chiesa Battista Mount Zion a Pleasantville, New Jersey, che ha assistito a una marcia ad Atlantic City, ha dichiarato: “Resteremo in ginocchio in tutti i luoghi finché smetteranno di inginocchiarsi sul nostro collo”.

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