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Immuni è stata scaricata 500 mila volte in 24 ore

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Anna Nass | Shutterstock
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Lo ha annunciato il ministro Paola Pisano. Secondo quanto risulta ad AGI, l’app è la più scaricata sia su Apple store che su Google Play

Immuni è stata scaricata 500.000 volte nelle prime 24 ore dal lancio dell’app. Lo ha detto il ministro per l’Innovazione Paola Pisano durante un’intervista al TG1. “Ad oggi siamo il primo grande Paese europeo a usare questa tecnologia, tra i primi al mondo”, ha aggiunto Pisano

Immuni è la app più scaricata sia su Apple store che su Google Play. Secondo quanto risulta ad AGI, l’app ha scalato le classifiche delle applicazioni con più download poco prima delle 24 ore dal lancio. L’app di contact tracing supera in questo momento diverse app molto popolari, come quella di Windtre (seconda in entrambe le classifiche) WhatsApp, Instagram e TikTok.

Immuni poi è sicura e garantisce totalmente la privacy di chi la usa. Questo almeno è il risultato di un’analisi dell’app fatta da Mobisec, azienda trevigiana che dal 2017 certifica la cyber security, commissionata dalla società che ha sviluppato l’app, la milanese Bending Spoons. L’app è stata sottoposta a diverse fasi di analisi della sicurezza, secondo gli standard internazionali di affidabilità.

Secondo l’azienda, la sicurezza di Immuni è data da quattro parametri fondamentali: l’assenza di accesso a dati personali; l’astrazione del tracciamento dal dispositivo della persona fisica; la casualità e non rintracciabilità nella generazione ed assegnazione dei codici di tracciamento; la separazione tra la modalità di tracciamento degli avvenuti contatti e l’identificazione dell’utente positivo al virus.

I test, fa sapere l’azienda, hanno consentito di isolare le possibili vulnerabilità dell’app e i rischi. Come ad esempio la mancanza di protezione durante la trasmissione dati, l’utilizzo, il processo e la conservazione delle informazioni: un percorso necessario a garantire “un risultato ottimale circa la totale sicurezza dell’app”.

“Abbiamo effettuato una sorta di intervento di hacking – ha commentato l’amministratore delegato di Mobisec, Alberto Zannol – che serve a stanare le possibili debolezze nella sicurezza, e correggerle. I test hanno confermato la sostanziale sicurezza dell’app, che è stata concepita fino dalle fasi di progettazione per tutelare al massimo la privacy degli utenti e dei loro dati personali, sensibili e ancora di più sanitari, dati particolarmente riservati e delicati”.

 

Qui l’originale

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