Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!
Aleteia

Come creare il mondo che sogniamo?

Condividi

Cambiare è possibile!

Non voglio vivere ibernato, aspettando di vedere se la tempesta passa e tutto torna com’era prima. Non voglio vivere nascosto nella mia grotta, sognando la primavera. Non voglio vivere tra le nubi desiderando il sole estivo.

Ho nell’anima la luce di un nuovo giorno, tutti i sogni impossibili che ho sognato un giorno e un’acqua pura che mi pulisce dentro.

Non voglio vivere concentrato su me stesso in mezzo a tanto dolore altrui, pensando solo a quello che mi manca. Sarebbe molto triste vivere così.

Sento che questo vento ha spazzato via tutto ciò che era sicuro e si è portato via tante cose che contaminavano il mondo e la mia anima. E ora mi inginocchio commosso davanti a Dio con le mani vuote e l’anima inquieta.

PERU
Claudia Alejandra Mora Abanto

Ho messo da parte tante preoccupazioni assurde di prima, tante paure infantili che mi consumavano l’anima, tanti desideri mondani che mi esaurivano dentro.

Le mie sicurezze erano forse riposte nel luogo sbagliato. Ora ho il cuore nuovo, non so bene come. Vivo grato e al contempo piango le assenze e soffro dentro. Commentava padre Josef Kentenich:

“Quanto si rafforzerà la nostra finezza d’animo se affiniamo i sensi nei confronti dei doni di Dio e la riconoscenza! Rendiamo grazie con ogni respiro!”

Voglio vivere grato, con il cuore in pace. Vedo che la vita mi ha dato molto più di quello che merito, e mi ha tolto forse ciò che non era così necessario, o che non mi permetteva di volare più in alto.

So di non meritare niente, che tutto è un dono. Ringrazio commosso per tutto ciò che mi è accaduto.

CHRIST THE REDEMEER
CARL DE SOUZA / AFP

Si può ringraziare il cielo per quello che sta accadendo? Forse pensavo che nella mia vita fosse tutto perfetto. Vivevo con grande rapidità, fermandomi alla superficie delle cose.

E forse ho dimenticato quello che avrebbe potuto essere migliore se avessi lottato per cambiarlo. Mi sono rivestito della pelle più terrena, più mondana. Mi sono confuso in quel paesaggio vago di tanti volti.

So che conservare la gratitudine nell’anima può essere solo un dono di Dio nella mia vita. Ho bisogno di riconoscere ogni giorno che ho bisogno di un amore infinito che mi trascende.

Voglo quello sguardo puro che mi permetta di vedere tutto ciò che Dio mi ha dato. Sono un privilegiato della vita, e a volte me ne dimentico. Ho tutto nelle mani, proprio ora che ho perso ogni cosa.

Riuscirò ad essere diverso quando uscirò dalla mia grotta dopo un inverno così lungo? Sarò una persona migliore, più maturo, più di Dio, più bambino? Commenta suor Verónica, fondatrice di Iesu Comunio:

“Il nemico letale è la mancanza di senso. La nostra aspettativa non è quella di avere vita e salute. Vivere per sopravvivere è una scelta di morte. Smetto di vivere il presente come un istante consacrato a Dio. Solo l’amore spiega tutto. A volte credo di poter fare tutto senza Dio, ma quando l’uomo elimina Dio dal suo orizzonte entra nel vuoto e nella disperazione. Solo l’uomo che lascia che Dio sia tale nella sua vita sarà libero e felice. Questo periodo può essere un avvertimento per creare il mondo che Dio e noi sogniamo”.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni