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La Chiesa nasce sotto la Croce: non è un apparato ma una relazione con Cristo

MANTEGNA, CRUCIFIXION, VERONA

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 01/06/20

Gesù si assicura che ogni credente possa trovare non un circuito di regole, una raccolta di idee teologicamente corrette, ma una relazione significativa sotto la protezione di Maria.

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. (Gv 19,25-34)

Dove nasce la Chiesa? Essa nasce sotto la Croce: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa”. La radice profonda della Chiesa è tutta dentro la maternità di Maria. Gesù si assicura che ogni credente che verrà dopo possa trovare non tanto un apparato giuridico, un circuito di regole, una raccolta di idee teologicamente corrette, ma che possa trovare una relazione significativa. Una relazione materna è fondamentalmente questo.

La Chiesa è una relazione significativa nata da Cristo stesso. Ma ciò non basta a fare di noi una Chiesa. Cioè non basta avere un legame significativo tra di noi per renderci diversi. C’è bisogno di una trasformazione, anzi sarebbe meglio dire di un cambiamento sostanziale. Così come serve il pane affinché la Grazia in sostanza cambi il pane nel Corpo e Sangue di Cristo, così servono delle relazioni significative che la Grazia sostanzialmente cambia in sacramento, cioè in un segno efficace di salvezza. E questo cambiamento avviene proprio ad opera delle parole e dai fatti che accadono mentre Gesù è in Croce. Innanzitutto l’esperienza della Sua sete: “Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete»”. La Chiesa nasce dal bisogno di Cristo di vedersi corrisposto nella Sua sete d’amore. E non di rado a questa sete noi rispondiamo con l’aceto. La Chiesa poi ha un significato solo e soltanto perché ci dà i sacramenti, quelli scaturiti misticamente dal Suo costato trafitto: “Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua”. Senza sacramenti la Chiesa è solo una pia associazione di buone intenzioni.

#dalvangelodioggi

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