Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Perché il Dito è il simbolo dello Spirito Santo?

Dedo de Deus
Michelangelo Buonarroti / Domínio Público
Condividi

Tra gli 8 simboli dello Spirito Santo elencati esplicitamente dal Catechismo della Chiesa Cattolica, in genere il Dito sorprende

Il Catechismo della Chiesa Cattolica offre ai fedeli una profonda e vasta sezione dedicata a ogni articolo di fede che professiamo nel “Credo”, includendo, ovviamente, l’affermazione “Credo nello Spirito Santo”. Questo ricco patrimonio di catechesi e spiritualità è a nostra disposizione nella Seconda Sezione del Catechismo (“La Professione della Fede Cristiana”), capitolo terzo (“Credo nello Spirito Santo”).

In questo capitolo ci sono vari blocchi tematici sulla Terza Persona della Santissima Trinità, tra i quali “I Simboli dello Spirito Santo”, che elenca 8 sue rappresentazioni:

  • Acqua
  • Unzione
  • Fuoco
  • Nube e Luce
  • Sigillo
  • Mano
  • Dito
  • Colomba

In genere stupisce che il Dito venga considerato un simbolo dello Spirito Santo, visto che molto più spesso lo associamo alla figura della Colomba, la più presente nell’arte cristiana.

Lo stesso Catechismo si incarica di spiegare, al numero 700, il motivo di questo simbolo:

“Il dito. « Con il dito di Dio » Gesù scaccia « i demoni ». Se la Legge di Dio è stata scritta su tavole di pietra « dal dito di Dio » (Es 31,18), « la lettera di Cristo », affidata alle cure degli Apostoli, è « scritta con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei […] cuori » (2 Cor 3,3). L’inno « Veni, Creator Spiritus » invoca lo Spirito Santo come « dexterae Dei tu digitus – dito della mano di Dio »”.

DI fatto, una delle immagini più note della pittura cristiana ci mostra Dio Creatore che dà la vita al primo uomo, Adamo, con il suo Dito che indica specificatamente lui.

“La creazione di Adamo” è un affresco dipinto dall’artista rinascimentale Michelangelo Buonarroti verso il 1511 sulla celebre volta della Cappella Sistina, in Vaticano.

Public Domain
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni