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Perché le piaghe sono rimaste sul corpo di Cristo risorto? Cinque ragioni

THOMAS THE APOSTLE
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Il più grande teologo di tutti i tempi, San Tommaso d’Aquino, sottolinea 5 motivi per la permanenza delle piaghe sul corpo risorto di Gesù

Gesù è risorto in un corpo fisico, tangibile, capace di parlare, camminare e mangiare; allo stesso tempo, era anche un corpo spirituale, in grado di apparire e scomparire alla vista dei suoi testimoni.

Ma perché ha mantenuto in quel corpo risuscitato e glorioso le cicatrici della Sua Passione?

Il più grande teologo di tutti i tempi, San Tommaso d’Aquino, sottolinea 5 motivi per la permanenza delle piaghe sul corpo risorto di Gesù:

  1. Per la gloria di Cristo;
  2. Per confermare il cuore dei suoi discepoli nella fede nella sua resurrezione;
  3. Per mostrare continuamente al Padre, quando supplica per noi, che tipo di morte ha subìto per mano degli uomini;
  4. Per mostrare ai fedeli redenti dalla Sua morte con quanta misericordia sono stati aiutati, mostrando le tracce della sua morte;
  5. Per denunciare nel giudizio finale come alcuni vengano giustamente condannati.

Quanto alle piaghe del Risorto, San Tommaso menziona alcune riflessioni di altri santi, come Beda e Agostino. San Beda aveva scritto che le cicatrici dovevano dimostrare in modo perpetuo il trionfo di Cristo sulla morte, mentre Sant’Agostino ha detto:

“Forse nel Regno dei Cieli vedremo il corpo dei martiri con le cicatrici delle ferite che hanno sofferto per Cristo, perché non si tratta di deformità ma di dignità, perché in esse risplenda una bellezza, e della virtù che, pur stando nel corpo, non sarà del corpo (…) Cristo sapeva bene perché doveva mantenere le cicatrici nel Suo corpo. Come le ha mostrate all’incredulo Tommaso perché le vedesse e le toccasse, così le mostrerà anche ai Suoi nemici, di modo che, convincendoli della Verità, possa dire: ‘Ecco l’uomo che avete crocifisso. Ecco le piaghe che gli avete inflitto. Guardate il fianco che avete trafitto. Perché è stato aperto per voi, e anche così non siete voluti entrare’”.

San Tommaso aggiunge che le piaghe della Passione non sono rimaste per qualche mancanza di perfezione in Cristo, ma per offrire la testimonianza visibile del fatto che Egli ha vinto la morte; come sul corpo dei martiri, quelle ferite sono segni non di debolezza, ma di grande dignità e vittoria. Offrono agli apostoli anche una prova visibile della resurrezione di Cristo: oltre ad aumentare la loro fede, confermano ancora che il Gesù risorto è lo stesso che era stato crocifisso.

Infine, osservava il teologo, nel giudizio finale ricorderanno ai condannati che hanno rifiutato di credere nonostante i segni di cui sono stati testimoni.

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