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Tutto il tempo del mondo è "breve" e sfocia nella pienezza eterna!

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Don Antonello Iapicca - pubblicato il 21/05/20

Anche la litigata con tuo marito, anche la crisi di tuo figlio, tutto quello che stiamo vivendo, anche questa pandemia, è solo “un poco”, perché tutta la vita è racchiusa in questo "mikron" tra lacrime e gioia piena.

Anche noi “non sappiamo”, siamo radicalmente ignoranti su come andrà a finire questa pandemia, se il fidanzamento ci condurrà all’altare, su che ne sarà di nostro figlio, se completeremo gli studi e troveremo lavoro, se ci licenzieranno, se saremo fedeli al marito, se e quando la salute ci abbandonerà, se guariremo da questa malattia, se ce la faremo ad arrivare alla fine del mese, se qualcuno ascolterà l’annuncio del Vangelo.

Ma proprio le parole di Gesù sono la password che ci abilita ad entrare nel fantastico programma che è la nostra vita. Ogni suo frammento, infatti, è parte della vita di Cristo, così che, annunciando il suo destino, ci svela il nostro: “ancora un poco e quanto avete potuto vedere attentamente di me, la mia carne, sarà sottratta al vostro sguardo. Ma ancora un po’ di tempo e potrete vedermi di nuovo, in pienezza, riconoscendo in me la vittoria sulla morte che vi ho annunciato: allora saprete, saprete perché avrete visto”.

Ma per passare a questa visione è necessario il “poco” di tempo di cui parla Gesù. La conoscenza, infatti, si radica nel tempo, in esso cresce, si trasforma in un sapere certo e assoluto, nella fede capace di smuovere le montagne. “Un poco” traduce “mikron”, da cui la stessa unità di misura, da cui microscopio. Un “tempo mickron”, cioè breve, nel quale però si accende il mistero pasquale del Signore. In una frazione di tempo si squarcia il velo del tempio, e la carne di Gesù varca la soglia del tempo cronologico per entrare nel tempo di Dio. Per questo il tempo della Passione e il tempo della tomba, i due “un poco” del Vangelo di oggi, sono micro-tempi, assorbiti e come innestati nella pienezza del tempo, nel tempo eterno di Dio. Questo significa che nulla è assoluto, ineluttabile, perché il tempo è il luogo dove Dio ci dà appuntamento perché, camminando in esso, passiamo da una visione carnale alla visione piena dell’amore di Dio nella debolezza della carne. Per questo, alla nostra domanda identica a quella dei discepoli Gesù risponde con l’annuncio della sua Pasqua che si compirà in loro.

Coraggio fratelli, anche la litigata con tuo marito, anche la crisi di tuo figlio, tutto quello che stiamo vivendo, anche questa pandemia, è solo “un poco”, perché tutta la vita è racchiusa in questo “mikron” tra lacrime e gioia piena. Il mistero pasquale del Signore è il paradigma di ogni esistenza: in ogni tempo vi è “un poco” per non vedere e “un poco” per vedere, un tempo per la Croce e il sepolcro, e un tempo per la risurrezione. Ciò significa non lasciarsi afferrare da nessuno per donarsi a tutti. La cifra autentica del tempo, infatti, è la libertà, che conferisce contenuto e sostanza a ogni istante. La libertà apparsa e compiuta nel Signore. Essa ci è donata attraverso la Chiesa, nella quale impariamo che la vita è, per grazia di Dio, un passaggio dalle lacrime e la gioia. In ebraico il termine “lacrima”, “demah”, esprime anche il sangue dell’occhio, mentre un altro significato della parola occhio è “sorgente”. Così, una lacrima, il sangue dell’occhio, è una sorgente di vita, perché, nella Scrittura, il sangue è la vita. Allora coraggio, non temere: quando appare la Croce e i cristiani sono chiamati ad offrirvi la vita “il mondo si rallegra”, perché crede di aver avuto ragione di loro. Ride di fronte a un martire della castità, dell’apertura alla vita, dell’amore al nemico. Ma non sanno che proprio le “lacrime” che scorreranno sul nostro viso anche oggi sono il grembo fecondo della “gioia” che in noi testimonierà la vittoria di Cristo al mondo.

QUI IL LINK AL POST ORIGINALE PUBBLICATO DA DON ANTONELLO IAPICCA SACERDOTE MISSIONARIO IN GIAPPONE

Tags:
resurrezionevita cristiana
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