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In Pakistan ai cristiani vengono negati gli aiuti contro il Coronavirus

PAKISTAN HEALTH VIRUS

Aamir QURESHI / AFP

Aiuto alla Chiesa che Soffre - pubblicato il 14/05/20

ONG e leader musulmani in Pakistan rifiutano aiuti di emergenza contro il Coronavirus ai cristiani e alle altre minoranze religiose, nonostante questi ultimi siano fra quelli più gravemente colpiti dalla pandemia. Cecil Shane Chaudhry, Direttore Esecutivo della Commissione Nazionale Giustizia e Pace, organizzazione cattolica per i diritti umani, in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre riferisce di annunci di organizzazioni religiose e moschee rivolti ai cristiani affinché non si presentino per chiedere cibo e altri aiuti di emergenza. Chaudhry racconta in particolare il caso dei cristiani di un villaggio nei pressi di Lahore sulla Raiwind Road, ai quali sono stati negati aiuti alimentari, e quello di 100 famiglie cristiane escluse della distribuzione di cibo nel villaggio di Sandha Kalan, nel Punjab, distretto di Kasur. Chaudhry cita resoconti relativi a staff incaricati di distribuire sul territorio aiuti di emergenza contro la COVID-19, i quali rifiutano di fornire aiuto ai non musulmani poiché le donazioni sono frutto della zakat, l’elemosina rituale prevista dalla sharia, la legge islamica.

Secondo Chaudhry i cristiani e gli appartenenti ad altre minoranze religiose hanno particolare bisogno di aiuto perché molti di loro svolgono i lavori meno pagati, con retribuzioni giornaliere che li obbligano a vivere sulla soglia della povertà, oppure sono dipendenti da un lavoro che va scomparendo a causa del lockdown. Le donne appartenenti alle minoranze sono ovviamente fra le persone più vulnerabili. Il Direttore Esecutivo di Giustizia e Pace si appella dunque al governo pachistano affinché siano fornite mascherine, guanti e altri strumenti di protezione agli operatori sanitari e ai lavoratori domestici, molti dei quali sono cristiani. Il governo sta attenuando il lockdown, e per questo Chaudhry teme un picco dei contagi da COVID-19 proprio fra cristiani e appartenenti ad altre minoranze, i cui lavori, afferma, li espongono particolarmente al rischio di infezione.

«La COVID-19 non conosce confini, ognuno è a rischio, indipendentemente dalla religione. Come si può ritenere giusto negare cibo e altri aiuti di emergenza ai cristiani e alle altre minoranze considerando in particolare che loro sono fra quelli attualmente più sofferenti?», si chiede il Direttore di Giustizia e Pace. Chaudhry cita un imam di una moschea di Model Town, un quartiere di Lahore, il quale nel corso di un sermone ha affermato: «Domattina ci sarà una distribuzione di cibo per persone bisognose, ma solo per musulmani».

Secondo gli ultimi rapporti in Pakistan ci sono 32.819 casi confermati di COVID-19, nonostante Chaudhry ritenga che molti altri non siano refertati. Il capo della Commissione Giustizia e Pace fa appello al Governo affinché si consulti con le minoranze per fare un miglior uso dei dati censuari al fine di destinare gli aiuti ai più vulnerabili. «Nonostante si lavori a dei programmi, per adesso non siamo a conoscenza di alcuna iniziativa che includa i membri di minoranze religiose per garantire che i loro bisogni non siano ignorati», conclude Chaudhry.

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