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Papa Francesco chiama don Alberto, bloccato a letto dal cancro. “Non riusciva a parlare, ma piangeva”

Don Alberto si è commosso per la chiamata del Papa. La sua è una dura battaglia contro un tumore molto aggressivo.
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La telefonata raccontata da un membro del consiglio pastorale del paesino in provincia di Verona, dove don Alberto Antonioli è sacerdote

Il telefono che squilla, il suono di una voce famigliare e il cuore stanco che si riempie di felicità, inattesa, improvvisa.

Da una parte don Alberto Antonioli, il parroco di Trevenzuolo, piccolo comune della provincia di Verona, costretto da alcuni giorni a letto a causa di un tumore che lo sta mettendo a dura prova.

Dall’altra papa Francesco che, da Roma, ha voluto chiamare il sacerdote veronese: per salutarlo, per pregare con lui, per regalargli quella gioia inaspettata.

© Antoine Mekary / ALETEIA

“Lacrime di felicità vera”

«Don Alberto si è portato all’orecchio il telefonino», racconta un membro del consiglio pastorale, «ha sentito la voce di papa Francesco e ha iniziato a piangere di gioia: faceva fatica a parlare, per la malattia e per l’emozione. Ma le sue erano lacrime di felicità vera» (L’Arena, 10 maggio).

Niente messa

Don Alberto lunedì prossimo, 18 maggio, non potrà recarsi in parrocchia, né celebrare messa dopo questo lungo periodo segnato dalla diffusione del coronavirus. Avrebbe voluto esserci sull’altare, ma la malattia lo ha fortemente debilitato.

Quando il Papa è venuto a conoscenza di questa storia, ha voluto contattarlo personalmente al fine di assicurargli una preghiera, affinché il sacerdote veneto possa stare meglio. Un piccolo pensiero, con l’auspicio che don Alberto vinca la sua difficile battaglia.

D’altronde il Papa ama fare queste sorprese telefoniche, sopratutto agli ammalati. Solo qualche settimana fa aveva chiamato ad un ragazzo autistico di Caravaggio che gli aveva scritto per “rimproverarlo” affettuosamente.

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