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Le Piccole Sorelle dei Poveri compaiono per la terza volta davanti alla Corte Suprema

<a href="http://www.shutterstock.com/pic.mhtml?id=137593865&amp;src=id" target="_blank" />Washington DC, US Capitol Building dome</a> © M DOGAN / Shutterstock

John Burger - pubblicato il 09/05/20

Ascoltando audizioni orali per telefono, i giudici hanno affrontato la questione della libertà religiosa che coinvolge da anni l'istituto religioso

Una delle prime audizioni orali che la Corte Suprema ha ascoltato via teleconferenza e in cui un giudice ha partecipato da una stanza d’ospedale ha coinvolto l’ordine religioso cattolico delle Piccole Sorelle dei Poveri nella sua battaglia per la libertà religiosa.

“Le Piccole Sorelle dei Poveri si ritrovano di nuovo in tribunale per difendere la propria comunità di fronte ai tentativi di costringere le religiose cattoliche a violare la propria coscienza”, ha affermato la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti in una dichiarazione a seguito delle audizioni mercoledì mattina.

Il caso è nato dall’implementazione controversa di una regola derivata dall’Affordable Care Act del 2010, che includeva una sezione che richiedeva la copertura dei servizi sanitari preventivi e degli screening per le donne. L’anno successivo, l’Amministrazione Obama ha chiesto che datori di lavoro e assicuratori offrissero alle donne la copertura gratuita di tutti i metodi di contraccezione approvati dalla Food and Drug Administration. Il cosiddetto “mandato contraccettivo” ha portato a un’esenzione per le case di adorazione, ma non per le istituzioni basate sulla fede.

Le Piccole Sorelle dei Poveri sono diventate protagoniste della lotta su questa decisione. Anche se gestiscono case per anziani e impiegano perlopiù laici, è stato riconosciuta la loro richiesta di non dover pagare o offrire politiche assicurative che coprano dispositivi e pratiche contrarie all’insegnamento cattolico.

Nel 2016, la Corte Suprema ha invertito all’unanimità le decisioni del tribunale inferiore nei confronti delle Piccole Sorelle e le ha protette dalle cifre che altrimenti avrebbero dovuto pagare all’Internal Revenue Service.

Il caso è arrivato ancora una volta in tribunale per via della sfida di Pennsylvania e New Jersey a una legislazione federale del 2017 che avrebbe permesso di non prendere parte al mandato contraccettivo.

Nella sua dichiarazione d’apertura durante la sessione di un’ora e quaranta minuti, il Solicitor General Noel Francisco ha affemato che l’Affordable Care Act stesso autorizzava esenzioni di questo tipo.

Il giudice Ruth Bader Ginsburg, che ha partecipato da una stanza d’ospedale in cui è ricoverata per curare un’infezione alla cistifellea, ha sostenuto che l’estensione dell’esenzione da parte dell’Amministrazione Trump “getta al vento tutte le indicazioni del Congresso per cui le donne hanno bisogno e dovrebbero avere una copertura totale e gratuita”.

La Ginsburg ha affermato che il regolamento del 2017 sposta ingiustamente il costo dal datore di lavoro al dipendente.

Francisco ha risposto che non c’è nulla nell’ACA che richieda una copertura della contraccezione. “Piuttosto, delegava alle agenzie la discrezione sull’idea di coprirla o meno. Pensiamo anche che includa la discrezione di richiedere che la maggior parte dei datori di lavoro la offra, ma non i pochi che avanzano obiezioni di coscienza”.

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