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Questa pandemia cambierà il nostro modo di lavorare?

PRACA

SHTTEFAN/Unsplash | CC0

César Nebot - pubblicato il 07/05/20

In che modo il telelavoro influisce sulla produttività?

A causa della pandemia di Covid-19, molti Paesi hanno confinato i propri cittadini come misura sanitaria per evitare la diffusione del virus, cosa che ha portato a riconsiderare i sistemi di lavoro.

In Spagna, le imprese che sono passate al telelavoro sono aumentate dal 4% all’88%, ha rivelato un recente studio della EAE Business School.

Dal punto di vista economico, l’organizzazione interna delle imprese persegue l’ottimizzazione dei processi per ottimizzare i risultati. Questa visione implicherebbe il fatto che se prima della pandemia non si optava per il telelavoro, era perché si riteneva che il lavoro in presenza fosse il processo che permetteva di massimizzare i benefici.

Da un punto di vista meno teorico, però, dal punto di vista della teoria del comportamento le organizzazioni imprenditoriali non seguono necessariamente dinamiche ottimizzatrici perfette, sviluppando in genere pratiche che danno loro risultati e seguendole per inerzia.

Cambierebbero solo nel caso in cui non adattarsi farebbe incorrere l’organizzazione in perdite, mettendone a rischio la sopravvivenza sul mercato. In questo senso, certi cambiamenti nei processi imprenditoriali e nel comportamento organizzativo potrebbero verificarsi grazie a spinte o situazioni sopravvenute.

La pandemia potrebbe costituire uno di questi impulsi che altererebbero il comportamento organizzativo delle imprese. Molte compagnie hanno dovuto adattare il telelavoro quando finora lavorare da casa era impensabile, e non perché fosse tecnicamente impossibile, ma per inerzia e mancanza di fiducia e di conoscenza dei sistemi non di presenza che sembrano sfuggire alla supervisione diretta.

Una delle questioni rilevanti consisterà nel valutare se la presunta perdita di produttività per la difficoltà di supervisione diretta sarà superiore all’abbassamento dei costi che implica la presenza sul posto di lavoro.

In articoli come quello di Harker e MacDonnel (2012), si è sottolineata la grande quantità di studi empirici che dimostravano che il telelavoro aumenta la produttività, rafforza l’impegno organizzativo e migliora l’azione all’interno dell’organizzazione.

I miglioramenti tecnologici e lo sviluppo delle tecnologie di informazione e comunicazione hanno permesso di corroborare queste prove negli ultimi anni.

La comunicazione mediante e-mail, la messaggeria chat, lo sviluppo delle videochiamate e delle videoconferenze condividendo uno schermo, l’uso di strumenti online per la gestione e la pianificazione del lavoro o l’accesso a risorse di immagazzinamento in rete si sono insediate come pratiche abituali nel telelavoro, e attualmente sono diventate le alleate necessarie per non interrompere non solo il lavoro, ma anche l’istruzione dei figli in questo periodo complicato di isolamento.

Le famiglie si sono viste costrette a imparare rapidamente e a capire anche come affrontare i problemi tecnici, cosa impensabile appena qualche settimana fa.

Questa occasione forzata di fronte alla minaccia della pandemia ci offre l’opportunità senza precedenti di valutare i vantaggi del telelavoro a livello di produttività e di conciliazione tra lavoro e famiglia.

Il telelavoro permette di risparmiare il tempo degli spostamenti e il rischio di incidenti, quindi costi importanti. Da questo risparmio può sorgere una gestione migliore del modo di conciliare la vita professionale e familiare e l’impegno nella gestione del grado di responsabilità individuale sul lavoro per orientarlo al conseguimento degli obiettivi.

In questo modo, forse questa minaccia attuale sarà l’occasione per trasformare l’organizzazione del lavoro basata sulla presenza fisica e temporale in un tipo di organizzazione fondata sul raggiungimento di mete e sull’autogestione responsabile del tempo.

Come l’internazionalizzazione e la globalizzazione hanno alterato il modo di amministrare l’organizzazione del lavoro e i tempi di impiego nel XX secolo, potremmo forse approfittare dell’occasione per trasformare la minaccia attuale in un’opportunità di cambiamento verso nuove forme di impiego.

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