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Noiose le litanie? Scopriamole, invece: Madre del Buon consiglio

VIRGIN, MARY, JESUS

Zwiebackesser | Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 07/05/20

Quanti consigli abbiamo cercato in queste settimane di quarantena? Quanti ne abbiamo inflitti agli altri e al mondo intero? Torniamo a guardare Maria, il cui silenzio pieno di un ascolto vivo col Padre è già un ottimo consiglio.

Limitandoci alla cronaca dei Vangeli, la Madonna non parla molto. Che sia questo il suo primo e buonissimo consiglio per noi? Che sia soprattutto rivolto a noi donne?

Lei schiaccia la testa del serpente anche col suo silenzio, sconfigge la parola che si insinua come tentazione. Su questo faccio proprio fatica, sembra così gratificante avere l’ultima parola. Maria sembra non arrogarsi né il ruggito della prima parola né la superbia dell’ultima. Nel momento dell’Annunciazione, risponde con un consenso. Da Elisabetta, replica a lei esplodendo in una meravigliosa lode di Dio. A Cana, questa volta sì, dimostra un piglio deciso rompendo il silenzio per invitare suo figlio con quel «Non hanno più vino»; però anche qui l’inizio è in una precisa situazione della realtà a cui lei risponde. Subito dopo si rivolge ai servi e dice «Fate quel che vi dirà».


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E quest’ultimo comando è proprio paradigmatico del buon consiglio sintetico ed essenziale che ci lascia: seguire suo Figlio, non essere schiavi di teorie e paure ma avere la docilità libera e fiduciosa di camminare dietro una presenza che non delude. Maria è poche parole e tanta chiarezza, un silenzio pieno di relazione viva con il Padre («serbava tutte queste cose nel suo cuore»). La parte più attiva del suo essere è il suo tacere prima di ogni gesto, quel custodire – quasi in gestazione – il rapporto con Chi fa le cose e si manifesta in ogni istante compiutamente vissuto.

In ascolto

In questo mese di maggio in cui anche la recita comunitaria del rosario ha dovuto trovare forme alternative alla presenza in chiesa o a turno nelle famiglie della parrocchia (momento che amavo tantissimo), mi sono soffermata – come sì è già ben intuito – su quell’appellativo che nelle litanie la invoca come Madre del Buon consiglio.

Quanti consigli abbiamo cercato in queste settimane di quarantena? Quanti ne abbiamo inflitti agli altri e al mondo intero? Abbiamo aggredito la pandemia con gli schemi illusori di un società piena di altari devoti a esperti, influencer ed opinionisti. Predicatori forti del proprio ego, che hanno continuato a fare quello che facevano: esibirsi davanti a un pubblico. Il carrozzone dei tutorial e degli idoli non ha conosciuto momenti di silenzio, solo un restyling più sommesso. Mi ha urtato ancora di più questa ostentazione di parole sullo sfondo di un’umanità fragilmente esposta, perché ho sentito fin dai primi giorni di allerta, e poi di esplosione del contagio, che mi mancava l’alfabeto con cui esprimermi, ogni parola sembrava appartenere a una pelle secca abbandonata dopo la muta.

E così quando nelle litanie sono arrivata a pronunciare l’invocazione Mater boni consilii, ora pro nobis l’ho vista con occhi tutti nuovi. Abbiamo bisogno di una madre che ci dia un buon consiglio. Che sia madre innanzitutto, autorevole in quanto legata alla nostra generazione e alla nostra vera nascita come figli di Dio. Ci consiglia davvero chi ha a cuore il nostro bene, chi non mette al centro le sue competenze ma un discernimento protesto al compimento di noi che imploriamo aiuto.

MOTHER MARY
Moisés Becerra | Cathopic CC0

Che sia davvero un consiglio, poi. Pensando alla parola «consiglio» cosa ci viene in mente? Qualcuno che parla. Invece è interessante notare che una delle etimologie di questo vocabolo è cum – silere, cioé fare silenzio per ascoltare. Dal punto di vista linguistico non è l’etimologia più accreditata, ma dal punto di vista umano ci dà una dritta molto mariana. Il silenzio è la premessa del consiglio. Maria ci consiglia innanzitutto di non essere assillati dalla fretta di dire o cercare parole, quasi fossero l’acqua con cui spegne in fretta un fuoco che brucia. Lei si prende un gran tempo di ascolto, che è già un’accoglienza ricca di senso. Ci sono uomini che puntano tutto sulle parole per dimostrare quella sapienza con cui vorrebbero educare il gregge, dimenticando che il linguaggio e la retorica sono solo strumenti: senza un senso incarnato sono niente, si sgonfiano come palloncini.

Di fronte a Maria crolla quella facile equazione per cui chi parla tanto e in modo efficace, retorico, emotivamente trascinante, intellettualmente giustificato sia un ottimo consigliere. Lei ha cambiato le sorti del mondo con un Sì, preceduto dal silenzio di un ascolto sincero.

In rapporto

L’altra facile equivalenza che si mostra assai cedevole è quella di associare il consiglio a una risposta meccanica: i consigli per gli acquisti ci facilitano la ricerca di ciò che è meglio per noi, questa è l’ipotesi teorica. Si può ridurre il consiglio a una scorciatoia per fare meno fatica, per perdere meno tempo, per non essere fregati. L’unica frase che nei Vangeli esce dalla bocca di Maria e assomiglia a un consiglio è quella pronunciata a Cana: «Fate quel che vi dirà».

Ed ecco che applicarlo significa fare più fatica e cambiare completamente il modo di investire il tempo. Il consiglio essenziale di Maria sembra un fregatura che ci toglie dal trono del nostro regno personale. Quanto ci dà fastidio sentirci dire «smetti di fare quel che pensi, fai come dice lui»? E quale altro esperto opinionista avrebbe il coraggio di dire «fai quel che dice lui (non io)»? Insomma, la Madonna è agli antipodi di quello che definiremmo buon senso, ed è in realtà solo una superficialità di sguardo.

In effetti, si può dire che il buon consiglio di Maria è la sua profondità di sguardo. Non invidio i grandi pittori e scultori che hanno dovuto cimentarsi con il rappresentarne il volto, ma senza dubbio chi lo ha fatto con piena cognizione non può non aver sentito la spinta di una conversione … a guardare dove guarda Lei.

NATIVITY
Giottto - PD

«Fate quel che vi dirà» non è una frase pronunciata nel vuoto, ma direttamente connessa al rapporto che Maria ha con suo Figlio Gesù. L’opzione migliore nella vita non è una risposta eclatante o un prodotto, ma l’inizio di una strada da camminare con le proprie gambe e in compagnia di Dio.

A proposito di camminare. Questa rinnovata curiosità verso la Madre del Buon Consiglio mi ha portato a notare una della classiche evidenze che, proprio perché sono sotto i nostri occhi, non mettiamo bene a fuoco: la nostra penisola è costellata di chiese dedicate alla Vergine del Buon Consiglio. Fa parte dei miei buoni propositi, non appena la situazione sanitaria ce lo permetterà, quello di riscoprire questo tesoro mariano del nostro paese. Si parla tanto di rilanciare il nostro territorio, possiamo farlo anche in termini di vecchi/nuovi pellegrinaggi da far scoprire alle nostre gambe rattrappite dalla quarantena. E la prima tappa di un ipotetico pellegrinaggio del Buon Consiglio dovrà di necessità esserela chiesa di Genazzano , lì dove il culto di questo particolare atttributo mariano è cominciato.

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