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Conoscete il secondo capitolo della parabola del figliol prodigo?

the prodigal son
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È molto più di una storia: è la realtà della mia vita, e della mia chiamata all’Ordine Domenicano e al sacerdozio di Gesù Cristo

La parabola del figliol prodigo è piuttosto lunga, e tuttavia è possibile estenderla per trarre ancora più profitto da questo capolavoro spirituale.

Pronti? Immaginate che il figliol prodigo se ne vada per la seconda volta.

Il giovane sciocco è ovviamente tornato in sé, è ritornato a casa e ha ricevuto l’abbraccio misericordioso del padre, ma poi, qualche tempo dopo la grande festa col vitello grasso, se ne va di nuovo e si dispone a tornare nel paese lontano dove in passato ha sperperato la sua eredità conducendo una vita dissoluta.

No, non è tornato ai suoi modi di una volta. Immaginate, piuttosto, che sia stato rimandato in quel paese lontano proprio dal padre. Torna per testimoniare la misericordia paterna. Per trovare altre persone che vivono nei porcili – povere anime che non hanno alcuna familiarità con suo padre – per parlare loro della casa e del padre che possono trovare se riconoscono lo squallore della vita che conducono.

Una seconda parte di questo tipo non è una forzatura.

Lo svolgimento della parabola contenuta nel capitolo 15 del Vangelo di Luca suggerisce uno spin-off di questo tipo. Quando il figliol prodigo torna a casa ed è riconciliato, una delle cose che il padre ordina ai servi di portare sono le scarpe da mettergli ai piedi (Luca 15, 22). Nella sua lettura spirituale della parabola, Sant’Ambrogio interpreta le scarpe come simboli della sua preparazione per andare a predicare il Vangelo – la buona novella del perdono e della guarigione. Dopo tutto, a nessuno nella Bibbia viene mai data un’esperienza di Dio senza essere inviato, come osserva il vescovo Robert Barron. Dai patriarchi come Mosè ai profeti come Ezechiele e agli apostoli, chi è chiamato e incontra il Signore viene poi inviato. “Mi è stata dimostrata misericordia”, potremmo pensare che si sia detto il figliol prodigo, “e mi sento in dovere di dare agli altri quello che ho ricevuto”.

Come dev’essere stato per il figliol prodigo tornare in quel paese lontano? Ritrovarsi nel procile e ricordare com’era caduto in basso? Torna nel luogo in cui si era tanto dimenticato di Dio, e ora vede Dio in qualsiasi parte e in ogni cosa. Vede una prova della divina misericordia ovunque si giri. Il prodigo ormai diventato predicatore percorre tutto quel paese lontano e sorride, riconoscendo la profonda verità contenuta nella promessa che Dio ha fatto attraverso il profeta Isaia:

Farò camminare i ciechi per una via che ignorano,
li guiderò per sentieri che non conoscono;
cambierò davanti a loro le tenebre in luce,
renderò pianeggianti i luoghi impervi.
Sono queste le cose che io farò e non li abbandonerò (Isaia 42, 16).

Solo Dio può generare luce in mezzo all’oscurità. Solo Dio può realizzare questo tipo di conversione. Solo l’“amabile disegno di una Provvidenza amorevole ordina che il vuoto e la futilità del peccato aprano la nostra mente agli obiettivi e alla realtà dell’amore del Padre”, come scrive Romanus Cessario. Il figliol prodigo aveva pensato di seguire i propri progetti, ma ora vede che faceva tutto parte del progetto divino.

E poi arriva la svolta. Il figlio si sente dire che verrà ordinato sacerdote lì, sul sito del suo squallore passato. Gli verrà dato il potere del padre – il potere di effondere il perdono e la misericordia paterni su tanti altri figlioli prodighi. Colui che ha detto “Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio” (Luca 15, 21) verrà chiamato “Padre”; chi ha chiesto di essere trattato come un servo (Luca 15, 19) viene ora inviato come un lavoratore nella messe (Luca 10, 2). E tutto questo per estendere il regno e la portata della misericordia del padre.

Tutto ciò favorisce una bella estensione della splendida parabola di Cristo, ma è molto più di una storia: è la realtà della mia vita, e della mia chiamata all’Ordine Domenicano e al sacerdozio di Gesù Cristo.

Per favore, pregate per me mentre mi preparo ad essere ordinato sacerdote al Providence College il 23 maggio, e pregate anche per i miei compagni di classe che verranno ordinati lo stesso giorno in vari luoghi della Provincia di St. Joseph.

“Celebrate il Signore, perch’egli è buono, perché la sua bontà dura in eterno!” (Salmo 107, 1).

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