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Che rapporto abbiamo ora con gli schermi?

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Juan Martínez Otero - pubblicato il 05/05/20

Internet e gli strumenti digitali ci hanno aiutato molto in questo isolamento

Un’amica che conosce la mia visione un po’ critica di Inernet e delle tecnologie digitali mi ha chiesto giorni fa con una punta di ironia: “Ora che siamo confinati, hai messo da parte le tue critiche e sei diventato un po’ più amico della tecnologia?”

Touché. La domanda è assai opportuna, perché è indubbio che grazie a Internet abbiamo potuto sopportare molto meglio i lunghi giorni di isolamento.

Grazie a Internet abbiamo potuto mantenere i nostri rapporti personali attraverso ogni tipo di strumenti – Whatsapp, Zoom, Hangouts e tanti altri -, condividendo gioie, pene, timori e speranze.

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Shutterstock | Rido

Grazie alla tecnologia digitale, molti di noi hanno potuto continuare a lavorare, se non al 100% almeno a un ritmo relativamente soddisfacente.

Grazie a Youtube, molte persone hanno potuto mantenere la propria pratica religiosa, assistendo alla trasmissione di cerimonie religiose in Piazza San Pietro, a Fatima o a Medjugorje. Altri – attraverso Zoom o altri strumenti – hanno recitato il Rosario in famiglia o in comunità.

Grazie a piattaforme di Internet come Netflix o HBO, mancando le opzioni di svago fuori casa, abbiamo potuto godere di film o serie interessanti.

Grazie ad Amazon abbiamo potuto acquistare moltissime cose senza uscire di casa o metterci a rischio.

Conosco persone che si sono divertite insieme attraverso varie piattaforme, organizzando gare, cori o concorsi di travestimenti. So di gente che è arrivata a contattare delle babysitter online per poter lavorare con tranquillità mentre altri intrattenevano i loro figli da dietro uno schermo.

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Rido I Shutterstock

E la lista potrebbe continuare a non finire.

Insomma, grazie a Internet e ad alcuni dei suoi fantastici strumenti in questi giorni abbiamo potuto continuare a coltivare e a sviluppare gli aspetti più preziosi della nostra umanità.

Di fronte a tutto questo, cosa dovrei rispondere alla mia amica? La mia idea di Internet e della tecnologia è migliorata? La risposta è… si e no.

In parte è migliorata, per un motivo. Costretti a usare la tecnologia per relazionarci, abbiamo dovuto compiere uno sforzo di alfabetizzazione digitale e originalità, per capire come poter usare gli strumenti digitali per avere un contatto personale con gli altri.

Penso che in queste settimane di isolamento abbiamo usato la tecnologia digitale molto meglio del solito, mettendola al servizio dei nostri rapporti personali e dell’efficacia sul lavoro.

Visto che sono un po’ testardo, in parte sono ancora scettico nei confronti di Internet. Credo che la quarantena abbia aiutato a spegnere un po’ l’entusiasmo di molti tecnofili. Dopo varie settimane in cui i nostri rapporti si sono ridotti a quelli che si possono avere attraverso uno schermo, è emerso chiaramente che non possono equipararsi alle relazioni e alle esperienze in carne e ossa. Vogliamo tutti uscire per fare una passeggiata, abbracciare un amico, condividere una merenda con i nonni, guardare un bel paesaggio mentre scende la sera. Perfino gli studenti – chi lo avrebbe mai detto! – sentono la mancanza della scuola, e molti di noi professori sentono la mancanza degli alunni.

Credo che queste settimane a casa ci abbiano dimostrato che molti rapporti e molte esperienze che possiamo avere attraverso Internet riescono ad essere solo un succedaneo di quelle in presenza. Visto che non posso dare un bacio a mio figlio gli mando un messaggio su WhatsApp; visto che non posso andare a trovare i miei nonni li chiamo su Skype; visto che non posso assistere a una lezione guardo una conferenza su YouTube; se non posso passeggiare sulla spiaggia guardo un documentario.

Il fatto di poter contare su questi succedanei è fantastico, visto che ci permette di sostituire la realtà di presenza quando questa è impossibile o sconsigliabile, cosa accaduta nelle ultime settimane.

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Shutterstock | Prostock-studio

La mia preoccupazione nei confronti della tecnologia digitale è che offra succedanei talmente attraenti e meravigliosi che, obnubilati da questi, in circostanze meno straordinarie di quelle attuali possiamo arrivare a dimenticare che le esperienze di persona sono ancora migliori. Il fulgore del succedaneo può finire per eclissare la realtà che pretende di rafforzare o di affiancare a livello complementare.

Concludo. Questa quarantena, fino a un certo punto, mi ha aperto gli occhi sulle meraviglie della tecnologia e di Internet, ma soprattutto mi ha confermato nel sospetto che la vita di persona è ancora più meravigliosa.

Magari questa quarantena ci facesse capire che i succedanei favolosi che ci offre Internet – necessari e utili – non dovrebbero mai sostituire la bellezza delle relazioni a tu per tu, in carne e ossa, con i loro petali e le loro spine! Non c’è emoticon capace di esprimere quello che potremo provare quando torneremo a dare una carezza a un nipote, a una fidanzata o a una madre, quando dopo la tempesta potremo rivederli.

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