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La purezza di Maria è tutta nel suo dire: «Sia fatto di me secondo la tua Parola»

VIRGIN MARY STATUE
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Con una riflessione di Fulton Sheen gioiamo del mese mariano alle porte: la Madonna ci invita a vivere la purezza come l’opposto di una mancanza, bensì come entusiasmante attesa che il mistero della creatività di Dio si riveli in noi.

Di Fulton Sheen

Proprio perché ella è allo stesso tempo Vergine e Madre, divenne il Modello della Purezza, non solo per coloro che si sono consacrati alla verginità, ma anche per coloro il cui amore ha acquistato nel matrimonio valore di sacramento. Quel che rende, in gradi diversi, imitabile da tutti la sua purezza, è il fatto che ella la serbò per Volontà Divina. In un primo tempo aveva pensato di poterla sempre serbare servendo il Signore nel Tempio, ma dopo la visita dell’Angelo conobbe che l’avrebbe serbata dando vita al Messia. Così la parola d’ordine della sua purezza fu: «Sia fatto di me secondo la tua Parola». La purezza è la custode dell’amore finché la Volontà di Dio non si manifesti. La purezza di Maria, per l’uomo come per la fanciulla, significa che ciascuno di loro preserverà la santità del proprio mistero, finché la Volontà Divina non indichi la persona a cui tale mistero deve essere rivelato. […]

Quelli che dicono che la purezza è «l’ignoranza dei fatti della vita» sono come quelli che credono che il sapere sia ignoranza dell’analfabetismo. La Santa Vergine non era ignorante del mistero della generazione della vita, giacché all’Angelo che le era apparso ella chiese: «Come sarà ciò, se io non conosco uomo?» (Lc 1, 35). Ella aveva consacrato a Dio la sua verginità, per cui il suo problema stava ora nel completare quella consacrazione con la Volontà di Dio, or ora rivelatale, che ella diventasse madre. Ma non era ignorante della vita e dei suoi fini. Il voto stesso da lei pronunciato implicava che ella sapesse a che cosa rinunziava. Quel che seguì rivela che la sua purezza non è qualcosa di negativo, non è freddezza, ma fondamentalmente un desiderio, un amore delle Divine intenzioni in rapporto con un mistero.

© Pixabay

Essa è priva di passione soltanto per quelli che pensano l’amore come una passione corporea; ma se così fosse, come potrebbe Dio essere amore? Se la purezza fosse assenza di amore, come sarebbe potuta la Beata Vergine diventare Madre di Nostro Signore? E’ assolutamente impossibile che esista creatività senza amore. Senza Amore, Dio non avrebbe potuto generare un Figlio Eterno; senza Amore, Dio non avrebbe potuto creare la terra e tutta la pienezza di ciò che essa contiene; senza Amore, Maria non avrebbe potuto concepire nel suo seno. Ella concepì senza amore umano, ma non senza Amore Divino. Sebbene mancasse la frammentaria passione di un cuore umano, non mancava il Divino Amore, ed infatti l’Angelo le disse: «Lo Spirito Santo scenderà in te, e la potenza dell’Altissimo t’adombrerà» (Lc 1, 35). Dal momento che la purezza è riverenza verso il mistero della creatività, chi era più puro della donna che partorì il Creatore della Creatività e che nell’estasi di un tale amore poté dire al mondo, per adoperare il linguaggio di G. K. Chesterton:

Nella tua casa la lussuria senza l’amore dovrà perire. Nella mia casa l’amore senza lussuria vivrà?

In quanto riverenza verso il mistero della creatività, la purezza si estende dal fanciullo al giovane, dall’altare alla famiglia, dal vedovo a colui che è consacrato al Signore, differendo nel grado ma non differendo nella sublime consapevolezza che occorre un permesso Divino per togliere il velo del mistero. Poiché la purezza è custode dell’amore, la Chiesa insegna a tutti i suoi figli a considerare Maria come loro esempio e loro protettrice.

da Tre per sposarsi (libro distribuito dal Centro Missionario Francescano, per acquistarlo: laperlapreziosa@libero.it )

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