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Bonetti: la famiglia è quello che ha permesso al Paese di tenere in questa difficile fase

Elena Bonetti
ELIANO IMPERATO / Controluce via AFP
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In una intervista a Famiglia Cristiana, la ministra di Italia Viva, Elena Bonetti, ha parlato di assegni familiari, congedi e misure per l’estate dei bambini

«La pandemia e la crisi conseguente hanno trovato impreparate le nostre società, e non solo quella italiana. Dobbiamo ripartire dandoci strumenti adeguati. Lo dobbiamo alle nuove generazioni. In questa prospettiva il tema della famiglia e del suo sostegno diventa fondamentale». Esordisce così il ministro della famiglia e delle pari opportunità, Elena Bonetti, nell’intervista che ha concesso a Famiglia Cristiana – in uscita domani – in merito alle intenzioni del governo in materia di politiche di sostegno ai nuclei familiari che entreranno nell’imminente, nuovo decreto sull’emergenza Covid-19.

L’intervista alla ministra Bonetti è una ideale risposta alle richieste fatte dal Gigi De Palo a nome del Forum Famiglie, almeno per alcuni aspetti.

L’assegno familiare

Tra i temi affrontati su Famiglia Cristiana, quello del cosiddetto “assegno universale” per i figli, per l’appunto uno dei provvedimenti maggiormente sollecitato dalle associazioni delle famiglie. «Il prossimo decreto – spiega il ministro – dovrà prevedere la misura straordinaria dell’assegno universale per ogni figlio, fino almeno ai 14 anni, perché questa è l’età che coincide per legge con l’obbligo familiare di custodia dei minori. E sosterrò con forza le istanze delle famiglie e laddove le risorse economiche a disposizione lo renderanno possibile, la misura verrà allargata fino ai 18 anni». Non manca nemmeno l’idea di prolungare i congedi familiari in via straordinaria per altri 15 giorni (al 50% dello stipendio).

Bambini e stress da isolamento

Sulla sofferenza psicologica dei bambini, dopo due mesi di quarantena, il ministro Bonetti ha sostenuto la necessità di aiutare le famiglie in modo concreto: «Bisogna restituire a bambini lo spazio all’aria aperta. Sto pensando alla possibilità di organizzare spazi pubblici, come parchi o aree verdi, con ingressi contingentati e regolamenti che rispettino il distanziamento, in presenza di personale per la vigilanza, per consentire ai bambini, accompagnati dai genitori, di fare attività motoria e ludico-ricreativa». Sulle attività ricreative (campi-scuola, Grest, ecc.) a rischio, a causa delle misure anti Covid-19, ha anche precisato: «Dovranno essere riorganizzate, ma non cancellate. Per questo impegnerò 35 milioni per due bandi specifici».

Il ruolo della famiglia

Per la ministra questa crisi ha fatto emergere il ruolo essenziale della famiglia: «Se c’è una cosa che ha evidenziato la quarantena è che proprio la famiglia è la componente strutturale e relazionale decisiva che ha permesso al nostro Paese di tenere. Se non esistesse, salterebbe tout court la dimensione educativa e solidaristica. Serve, più di prima, investire su di essa per il bene di tutta la società e per il futuro dei nostri Figli» e ha sottolineato come la ripartenza del Paese non possa essere centrata esclusivamente sulle esigenze produttive ed economiche, ma anche sulle esigenze relazionali delle persone «C’è bisogno di recuperare anche la dimensione delle relazioni, della socialità e
del gioco, diritti riconosciuti all’infanzia e che, durante l’epidemia, sono stati in qualche modo “sospesi”».

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