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Il vescovo che ha sconfitto il Covid alla CEI: meglio pazientare, sbagliato mostrare i denti al Governo

Monsignor Derio Olivero.
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Monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, invita alla prudenza sulle messe a porte aperte: Il virus è davvero pericoloso, ho rischiato di morire

La buona notizia è arrivata nella serata di Pasquetta. Il vicario generale della diocesi di Pinerolo (Cuneo), monsignor Gustavo Bertea, ha comunicato che il vescovo Derio Olivero stava meglio, riportando il testo di un messaggio inviatogli dal vescovo stesso su Whatsapp.

«Da un’ora respiro da solo. Quasi. Magari ce la faccio. Il Signore e Maria hanno fatto il miracolo insieme ai medici ed infermieri».

Il percorso in terapia intensiva

Monsignor Olivero, 59 anni, dal 19 marzo ricoverato nell’Ospedale Agnelli di Pinerolo dopo aver contratto il coronavirus, aveva manifestato fin da subito difficoltà respiratorie. Dopo essere stato intubato per più di dieci giorni, il Venerdì Santo ha subito la tracheotomia e poi i segnali di ripresa (Avvenire, 14 aprile).

Da allora il vescovo ha proseguito un lento percorso di recupero. Più volte ha ringraziato tutti coloro che hanno pregato per lui. Ma oggi, 28 aprile, in un’intervista rilasciata a La Repubblica (28 aprile), si è espresso anche sulla dura protesta della CEI, che in una nota aveva preso posizione contro la decisione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di prorogare la sospensione delle Messe.

“Perché non provare a pazientare?”

Olivero predica prudenza: «Serve prudenza. Io per quel virus ho rischiato di morire». «Credo non sia il momento di essere imprudenti, ma collaborativi – ha detto il vescovo di Pinerolo – Il comunicato mi sembra abbia un po’ troppo il tono dell’autonomia (…). Abbiamo rinunciato al Triduo pasquale, perché non provare a pazientare? Molti sono tornati a pregare come non facevano prima. Perché non insistere sulla necessità di reimbarcare la fede nelle case?».

“Non è il tempo di mostrare i denti”

Una posizione, quella di monsignor Olivero, riassume il portale www.cuneodice.it (28 aprile), che è opposta a quella di chi negli ultimi giorni ha chiesto a gran voce la possibilità di tornare a celebrare le Messe in Chiesa: «Di fronte a tragedie come queste si vince insieme. Chi mostra i denti ribadisce i propri diritti e pare che vinca, ma collaborerà alla sconfitta».

 

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