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Coronavirus, infermiere ‘ateo’: non ce la faccio più, se c’è un Dio intervenga!

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Shutterstock | Robert Kneschke

Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 28/04/20

GERARDO RODRIGUEZ
Gentileza padre Gerardo Rodriguez

La santità del sacrificio

“Credo che la santità passi non solo attraverso le persone che credono che Dio esista, ma anche attraverso quelle che stanno donando il proprio tempo, la propria vita, l’impegno, l’attività, l’energia.

Quell’uomo è passato da essere uno che fuggiva di fronte alla mia presenza (come sacerdote) ad essere una persona che come mi vede mi saluta: ‘Padre, come sta? Vuole un caffè?’. Anche questo è un miracolo del Signore.

La santità, la comunione dei santi, per me si vede anche in questo. Uno Spirito che Dio dà a tutti gli esseri umani. Ci sono situazioni difficili per molti infermieri, per molti medici, e non solo”.

La Comunione chiama

“Il giorno di Pasqua ho chiesto a uno dei vigilanti dell’ospedale, che è un uomo molto religioso, ‘Vuoi fare la Comunione?’ Mi ha risposto ‘Sì’.

Lì, però, c’erano molti dei suoi colleghi, e istintivamente ho chiesto loro: ‘Volete fare la Comunione?’ Si sono guardati, e uno di loro ha detto: ‘Perché no, padre? Perché no? Facciamo la Comunione, ma devo confessarmi’. E allora abbiamo fatto entrambe le cose, la Confessione e la Comunione”.

Per padre Gerardo, la “santità passa attraverso tutti gli operatori sanitari, da chi pulisce gli spazi, perché senza pulizia non potremmo stare, ai medici che stanno con i pazienti o alle persone che magari non consideriamo, come gli amministratori – santità che passa dal primo all’ultimo… Perfino nel bar… Ci regalano un tempo prezioso per prenderci un caffè, scambiarci due parole, in qualche modo ci rigenerano. Penso che il Signore passi anche di là. Tutti possiamo essere santi: ‘Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste’ (Mt 5, 43-48)”.

I sacerdoti si sono uniti alla lotta contro il virus letale, spesso con grande rischio. Sono più di cento i consacrati uccisi dal coronavirus, e quasi 150 i medici morti per lo stesso motivo.

Da dove tira fuori la sua forza padre Gerardo? “Mi sento amato da Dio. Non sono buono, ma mi sento amato. Prego e l’Eucaristia mi sostiene ogni giorno”.

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coronavirusdioinfermieriospedale
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