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7 azioni che vi permetteranno di essere santi nella quotidianità

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di padre Edgar Henríquez Carrasco

Quante persone nella Chiesa dicono “Santo io? No, è per altri, non per me!”, come se non credessero che Dio possa fare tutto nuovo, che per Lui nulla è impossibile. Se è potuto entrare nella mente e nel cuore di Sant’Agostino e di San Francesco, potrà entrare anche dentro di noi.

Dobbiamo solo credere quando ci dice che possiamo essere santi, che in cielo è pronto un posto per noi. La domanda che viene ora è “Come possiamo essere santi nella vita quotidiana? Cosa devo fare? Qual è la formula?” Non c’è una formula unica, visto che la santità è personale, ovvero la vostra santità non è uguale alla mia, né a quella degli altri.

La vostra chiamata alla santità è unica e dovete scoprirla, e quindi vorrei lasciarvi sette suggerimenti di azioni che potete svolgere durante la giornata per avvicinarvi maggiormente alla santità. Si tratta di sette azioni concrete che se messe in pratica possono guidarvi rapidamente a Dio. Fate attenzione.

1. Controllate e dominate i vostri sensi

Ci sono sensi interni ed esterni. Quelli interni sono la coscienza, l’immaginazione, la memoria e la stima, quelli esterni la vista, l’olfatto, il tatto, il gusto e l’udito. Con questi possiamo conoscere il mondo che ci circonda e farcene un’immagine mentale. Ricordiamo il passato, immaginiamo il futuro, siamo consapevoli delle nostre idee e valorizziamo le situazioni.

A volte, però, è facile che i nostri sensi vadano per conto proprio, come cavalli allo sbaraglio, senza che nessuno li guidi. Per essere santi bisogna prendere le redini della propria vita e dei propri sensi.

Ci sono suoni che non ci aiutano e immagini che non ci lasciano in pace, e li dobbiamo abbandonare. Mangiare molto ci porta alla gola, mettiamo da parte un po’ il cibo, e così via.

Lo stesso vale con quelli interni: a volte immaginiamo molte cose sugli altri, creiamo castelli in aria che non sono veri e possiamo perdere il senso della realtà. Per questo, se si dominano i propri sensi e si controllano ci si potrà concentrare su ciò che è necessario, su quello che è importante.

Lasciate che Dio permei la vostra vita e guidi i vostri sensi fino a Lui, sforzandovi al contempo di evitare il contatto con ciò che danneggia la vostra anima e vi priva della pace del cuore. “Ogni cosa è in travaglio, più di quanto l’uomo possa dire; l’occhio non si sazia mai di vedere e l’orecchio non è mai stanco di udire” (Ecclesiaste 1, 8). “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (1 Corinzi 10, 31).

2. Esaminatevi costantemente

Ciò vuol dire guardare se stessi, le proprie reazioni, i pensieri, le condotte, le idee, le azioni, ecc.. Sapere se si sta percorrendo un buon cammino o meno, se quello che facciamo aiuta gli altri ad essere santi o li ostacola nel cammino. Dobbiamo vivere con un atteggiamento di esame costante, sapere come stiamo, dove stiamo, dove andiamo, perché facciamo le cose…

Per questo bisogna darsi tempo, avere qualche minuto da soli per pensare alla propria vita. Può essere camminando o stando seduti in un luogo tranquillo. Se vi esaminate, potrete conoscervi meglio, e in questo modo sarete in grado di sapere cosa dovete migliorare e/o cambiare.

Può essere un piccolo passo per l’uomo ma un grande salto per la santità. I Greci dicevano una cosa molto saggia, “Conosci te stesso”, visto che pensavano che la massima saggezza si trovasse nel realizzare questo compito. Se vi conoscete potrete anticipare molte cose e saprete come reagire di fronte a difficoltà e problemi con forza e coraggio.

Vi invito a leggere il Salmo 139 (138), che vi aiuterà a entrare in un ambiente di esame. “Signore, tu mi hai esaminato e mi conosci… Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri. Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna” (Salmo 139, 1. 23-24).

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