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A Bologna gli operatori di una Rsa non tornano a casa e dormono in parrocchia

CORONAVIRUS

Shutterstock | Kaewsap

Imagen ilustrativa

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 27/04/20

Niente pendolarismo casa-lavoro, per ridurre i rischi di contagi dopo le stragi di anziani delle scorse settimane. L'iniziativa dopo il duro monito del cardinale Zuppi

«Non abbiamo protetto e difeso gli anziani come era necessario e se non ci accorgiamo di cosa dobbiamo correggere, queste settimane saranno passate invano». Il nuovo affondo arriva dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, durante l’omelia della messa celebrata il 27 aprile nel Santuario della Vergine del Soccorso a Bologna.

“Non li abbiamo protetto come avremmo dovuto”

«Quanto lutto abbiamo sperimentato in queste settimane – afferma Zuppi – in particolare per tantissimi anziani». L’arcivescovo già nei giorni scorsi era intervenuto con nettezza sui focolai scoppiati all’interno delle case di riposo. «Non li abbiamo protetti e difesi come necessario», aveva sentenziato (Bologna Today, 27 aprile).

Il cardinale Matteo Zuppi

Si dorme in parrocchia e non più nella Rsa

Proprio per prevenire i contagi nelle strutture per anziani, la casa d’accoglienza Beata Vergine delle Grazie, nella parrocchia di San Severino a Bologna, ha studiato un metodo diverso dagli altri.

«Proprio perché consapevoli dei rischi e delle proprie responsabilità – si racconta sulle pagine di ‘Bologna 7‘, settimanale di Avvenire – il personale, insieme alla direzione della casa, ha deciso di iniziare una nuova impresa. Un gruppo di operatori ha scelto di rimanere a dormire nella strutture al termine del proprio turno di servizio, per evitare che il pendolarismo casa-lavoro potesse essere fonte di potenziale contagio».

Le nuove “camere da letto”

Alcune aule della parrocchia, sono così diventate camere da letto, collegate internamente alla casa di riposo, per permettere agli operatori di rimanere sul posto.

«Vorremmo raccontare la nostra storia, non perché ci sentiamo migliori di altri – spiegano i responsabili della struttura sulle pagine del giornale – ma per contrastare il brusio mediatico che si sta alzando nei confronti di chi lavora nelle strutture per anziani in seguito ai tanti decessi per Covid-19».

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EVG photos | Pexels CC0

La strage di anziani in Emilia Romagna

Il bilancio del coronavirus nelle Rsa dell’Emilia Romagna è a dir poco disastroso. Il 57,7% dei decessi è stato causato da Covid-19; il tasso di mortalità è risultato del 4,0%, inferiore solo alla Lombardia, come si legge in un dossier dall’Istituto superiore di sanità del 14 aprile scorso. Il conteggio è riferito ad un arco di tempo che va dal 1°febbraio al 14 aprile 2020. Un disastro gestionale, che ha causato 520 decessi, contro il quale ha tuonato il cardinale Zuppi.




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