Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 25 Luglio |
San Giacomo il Maggiore
home iconChiesa
line break icon

Papa: ricordate la gioia del primo incontro con Gesù

Document / VATICAN MEDIA / AFP

Vatican News - pubblicato il 27/04/20

Nella Messa a Santa Marta, Francesco pensa agli artisti e alla via della bellezza e della creatività che possono aiutare in questo momento difficile caratterizzato dalla pandemia. Nell’omelia, ha invitato a chiedere la grazia di tornare sempre alla prima chiamata, quando Gesù ci ha guardato con amore

Francesco ha presieduto la Messa a Casa Santa Marta nel lunedì della terza settimana di Pasqua. Nell’introduzione ha rivolto il suo pensiero agli artisti:

Preghiamo oggi per gli artisti, che hanno questa capacità di creatività molto grande e per la strada della bellezza ci indicano la strada da seguire. Che il Signore ci dia a tutti la grazia della creatività in questo momento.

Nell’omelia, il Papa ha commentato il Vangelo odierno (Gv 6, 22-29) in cui Gesù rimprovera la folla di cercarlo, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, solo perché si è saziata ed esorta a darsi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo darà. La folla chiede cosa deve fare e Gesù risponde: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». La folla che ascoltava Gesù senza stancarsi – ha detto Francesco – una volta saziata, pensava di farlo re: aveva dimenticato il primo entusiasmo per la parola di Gesù. E il Signore ricorda alla folla il primo sentimento. Corregge il cammino delle persone che avevano preso una strada più mondana che evangelica. Così accade anche a noi quando ci allontaniamo dalla strada del Vangelo e perdiamo la memoria del primo entusiasmo per la parola del Signore. Gesù ci fa tornare al primo incontro; questa è una grazia, davanti alle tentazioni di allontanarci. La grazia di tornare sempre alla prima chiamata, quando Gesù ci ha guardato con amore. Ognuno di noi ha l’esperienza del primo incontro in cui Gesù ci ha detto: “Seguimi”. Poi, lungo il cammino, ci allontaniamo e perdiamo la freschezza della prima chiamata. Il Papa invita a pregare perché il Signore ci dia la grazia di tornare al momento in cui abbiamo fatto l’esperienza di incontrare Gesù.

Di seguito il testo dell’omelia (trascrizione di lavoro non ufficiale):

La gente che aveva ascoltato Gesù durante tutta la giornata, e poi ha avuto questa grazia della moltiplicazione dei pani e ha visto il potere di Gesù, voleva farlo re. Prima andavano da Gesù per ascoltare la parola e anche per chiedere la guarigione degli ammalati. Sono rimasti tutta la giornata ascoltando Gesù senza annoiarsi, senza stancarsi o(essere)stanchi, ma erano lì, felici. Ma poi quando hanno visto che Gesù gli dava da mangiare, cosa che loro non aspettavano, hanno pensato: “Ma questo sarebbe un buon governante per noi e sicuramente sarà capace di liberarci dal potere dei Romani e portare il Paese avanti”. E si sono entusiasmati per farlo re. La loro intenzione è cambiata, perché hanno visto e hanno pensato: “Bene … perché una persona che fa questo miracolo, che dà da mangiare al popolo, può essere un buon governante”. Ma avevano dimenticato in quel momento l’entusiasmo che la parola di Gesù faceva nascere nei loro cuori.

Gesù si allontanò e andò a pregare. Si vede quella gente, è rimasta lì, e il giorno dopo cercavano Gesù, “perché deve essere qui” dicevano, perché avevano visto che non era salito sulla barca con gli altri. E c’era una barca lì, è rimasta lì … Ma non sapevano che Gesù aveva raggiunto gli altri camminando sulle acque. Così si sono decisi ad andare dall’altra parte del mare di Tiberiade a cercare Gesù e quando lo hanno visto, la prima parola che gli dicono (è): “Rabbì, quando sei venuto qua?”, come dicendo: “Non capiamo, questo sembra una cosa strana”.

E Gesù li fa tornare al primo sentimento, a quello che avevano loro prima della moltiplicazione dei pani, quando ascoltavano la parola di Dio: “In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni – come all’inizio, i segni della parola, che li entusiasmavano, i segni della guarigione – non perché avete visto dei segni ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”. Gesù svela la loro intenzione e dice: “Ma è così, avete cambiato atteggiamento”. E loro, invece di giustificarsi: “No, Signore, no…”, sono stati umili. Gesù continua: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo”. E loro, buoni, dissero: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”. “Che crediate nel Figlio di Dio”. Questo è un caso nel quale Gesù corregge l’atteggiamento delle persone, della folla, perché a metà cammino si era un po’ allontanato dal primo momento, dalla prima consolazione spirituale e aveva preso una strada che non era giusta, una strada più mondana che evangelica.

Questo ci fa pensare tante volte che noi nella vita incominciamo una strada alla sequela di Gesù, dietro Gesù, con i valori del Vangelo, e a metà strada ci viene un’altra idea, vediamo qualche segnale e ci allontaniamo e ci conformiamo con una cosa più temporale, più materiale, più mondana, può darsi, e perdiamo la memoria di quel primo entusiasmo che abbiamo avuto quando sentivamo parlare Gesù. Il Signore fa tornare sempre al primo incontro, al primo momento nel quale Lui ci ha guardato, ci ha parlato e ha fatto nascere dentro di noi la voglia di seguirlo. Questa è una grazia da chiedere al Signore, perché noi nella vita sempre avremo questa tentazione di allontanarci perché vediamo un’altra cosa: “Ma quello andrà bene, ma quell’idea è buona…”. Ci allontaniamo. La grazia di tornare sempre alla prima chiamata, al primo momento: non dimenticare, non dimenticare la mia storia, quando Gesù mi ha guardato con amore e mi ha detto: “Questa è la tua strada”; quando Gesù tramite tanta gente mi ha fatto capire qual era la strada del Vangelo e non altre strade un po’ mondane, con altri valori. Tornare al primo incontro.

A me sempre ha colpito che tra le cose che dice Gesù nella mattina della Risurrezione: “Andate dai miei discepoli e ditegli che vadano in Galilea, lì mi troveranno”, Galilea era il posto del primo incontro. Lì avevano incontrato Gesù. Ognuno di noi ha la propria “Galilea” dentro, il proprio momento nel quale Gesù si è avvicinato e ci ha detto: “Seguimi”. Nella vita succede questo che è successo a questa gente – buona, perché poi gli dice: “Ma cosa dobbiamo fare?”, subito hanno obbedito – succede che ci allontaniamo e cerchiamo altri valori, altre ermeneutiche, altre cose, e perdiamo la freschezza della prima chiamata. L’autore della lettera agli Ebrei ci rimanda anche a questo: “Ricordatevi i primi giorni”. La memoria, la memoria del primo incontro, la memoria della “mia Galilea”, quando il Signore mi guardò con amore e mi ha detto: “Seguimi”.

Il Papa ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la Comunione spiritualeDi seguito la preghiera recitata dal Papa:

Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento (dell’altare). Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che mi abbia mai a separare da Te.

Prima di lasciare la Cappella dedicata allo Spirito Santo, è stata intonata l’antifona mariana “Regina caeli”,cantata nel tempo pasquale.

Qui l’articolo tratto da Vatican News

Tags:
omelia santa martapapa francesco
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Theresa Aleteia Noble
I consigli di 10 sacerdoti per una confessione migliore
2
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
3
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
4
Catholic Link
Una guida per l’esame di coscienza da ripassare prima di og...
5
Gelsomino Del Guercio
Cesare Cremonini indica al cardinale Zuppi “la strada per i...
6
José Miguel Carrera
La lettera di un giovane ex-protestante convertitosi al cattolice...
7
PILGRIMAGE,ROME
Giovanni Marcotullio
Lo stato della questione sulla Messa in “rito antico”
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni