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Come la vera umiltà conduce a maggior fiducia in sé

SAINT FRANCIS SALES

© Pascal Deloche / Godong / Photononstop

Vitrail de saint François de Sales à Combloux.

Philip Kosloski - pubblicato il 27/04/20

L’umiltà è una virtù delicata perché spesso pensiamo che significhi avere una visione negativa di sé. Eppure una persona umile è molto più coraggiosa e sicura di sé, perché sa di non possedere in sé la propria forza. Nella sua “Introduzione alla vita devota” san Francesco di Sales propone un luminoso chiarimento sulla vera umiltà.

Spesso ci immaginiamo che la persona veramente umile sia una che si nasconde nell’angolo più oscuro della stanza sperando che nessuno la noti, ma una siffatta concezione è molto aberrante rispetto alla verità! Senza dubbio, la persona più umile che ha camminato su questa terra è Gesù: lungi dallo scansare le proprie responsabilità, egli si è distinto tra la folla e ha condotto un’audace missione evangelizzatrice. Allo stesso tempo, si è pure inginocchiato per lavare i piedi ai suoi discepoli, anche mentre questi resistevano apertamente alle sue azioni. L’umiltà di Gesù è una cosa a cui non pensiamo spesso.


SAINT FRANCIS DE SALES

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San Francesco di Sales riflette su questa forma di umiltà nella sua Filotea, cioè l’Introduzione alla vita devota. Egli invita il lettore a riflettere sui numerosi doni che Dio ci ha fatto e sul modo in cui la vera umiltà consiste nell’utilizzarli coscientemente per la gloria di Dio.

Ci sono persone che non osano o non vogliono pensare alle grazie di cui Dio le ha dotate, per paura di diventare compiacenti e vanitose; tali persone si sbagliano di grosso… niente tende a umiliarci davanti alla Misericordia di Dio come la moltitudine dei suoi doni per noi; allo stesso modo niente tende ad umiliarci davanti alla sua Giustizia come la moltitudine dei nostri misfatti.

L’umiltà riconosce l’azione di Dio nelle nostre vite e il modo in cui egli vi signoreggia. Siamo i suoi strumenti e se egli vuole che stiamo ritti davanti a una sala piena per proclamare l’Evangelo, non dobbiamo lasciare che il nostro orgoglio si metta di traverso sul suo cammino. In questo caso, dobbiamo lasciare che Dio agisca attraverso di noi, così come Dio agì attraverso Mosè, il quale pensava di non essere sufficientemente grande per compiere la volontà di Dio. Quegli gli provò che aveva torto, e quando Mosè depose il suo orgoglio fu reso capace di condurre un’intera nazione nella Terra promessa. San Francesco di Sales prosegue la sua esortazione riassumendo questa verità spirituale:

Molti affermano che vogliono lasciare l’orazione mentale ai perfetti perché essi non ne sono degni; altri protestano che non hanno il coraggio di fare spesso la comunione, perché non si sentono sufficientemente purificati; altri ancora dicono di temere di essere causa di disonore per la devozione se ci si impegnano, a causa della loro enorme miseria e fragilità; altri rifuggono dal mettere i loro talenti al servizio di Dio e del prossimo perché, dicono, conoscono la loro debolezza e potrebbero inorgoglirsi vedendosi strumenti di qualche cosa di buono; temono di consumarsi facendo luce agli altri. Tutte queste preoccupazioni sono soltanto inganni, una sorta di umiltà non soltanto falsa, ma perversa, per mezzo della quale, con molta sottigliezza e senza dirlo, si critica l’operato di Dio, o almeno si tenta di coprire di umiltà l’orgoglio della propria opinione, della propria indole, della propria pigrizia.

Una volta che abbiamo riconosciuto la potenza di Dio in noi e che ci affidiamo interamente a Dio per tutto quello che facciamo, il nostro coraggio crescerà e la nostra fiducia in noi stessi si eleverà.

Il superbo, che confida solo in se stesso, ha infinite ragioni per non porre mano ad alcuna iniziativa; ma l’umile trova tutto il coraggio nella sua incapacità: più si sente debole e più diventa intraprendente, perché tutta la sua fiducia è riposta in Dio, che si compiace di manifestare la sua potenza nella nostra debolezza e far trionfare la sua misericordia basandola sulla nostra miseria.

(passi tratti dal capitolo V di Filotea)

Una grande libertà si apre a noi quando riconosciamo le nostre debolezze e comprendiamo i doni che Dio ci ha accordato. Sappiamo che ogni bene che facciamo è dovuto a Dio solo e che siamo dei semplici strumenti tra le sue mani. La nostra fiducia in noi può essere meglio compresa come la fiducia in Dio che fa grandi cose in noi e ci rende umili di fronte a Sé.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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