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La Madonna del Sangue: prima un bagliore, poi venti giorni di sanguinamenti 

Il dipinto della Madonna del Sangue.
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Quest’anno niente festeggiamenti dal 29 aprile all’1 maggio per la Madonna venerata in Val Vigezzo, Piemonte, a causa della pandemia da coronavirus

Porte chiuse al santuario e niente festeggiamenti pubblici per il 526 esimo anniversario del miracolo della Madonna del Sangue, alla basilica minore di Re. Siamo nel cuore del Val Vigezzo (Verbano-Cusio-Ossola), zona duramente colpita dal coronavirus.

Qui, martedì 29 aprile 1494, accadde un fatto straordinario documentato da antiche pergamene custodite nella biblioteca del paese. A quel tempo una chiesetta sorgeva vicino all’abitato e sulla facciata vi era un affresco di una Madonna col Bambino.

Creative Commons.
Il santuario di Re.

La donna vestita di bianco

Nella notte di quel martedì, Giovanni di Minola di Re e Antonio Ardicio di Craveggia, passando davanti alla chiesa, notarono qualcosa di insolito sotto il porticato come se tutto l’ambiente  fosse illuminato da una candela accesa.

Il sagrestano Stefano di Gisla, mentre si accingeva ad aprire la chiesa, trovò inginocchiata davanti all’immagine  della Madonna una donna vestita di bianco. Da quel distratto che era, salutò con cortesia credendo fosse una sua vicina di casa (universica.it).

Il sanguinamento

In realtà non era una donna. Quella notte avvenne un prodigio. Fu scoperto da un anziano del posto, che aveva l’abitudine di toccare quell’immagine e baciarsi la mano. Quel giorno, nel ritrarla, s’accorse con stupore che la Madonna dipinta stillava sangue.

E così andò avanti per tutto il giorno tanto che dopo la mezzanotte il fiotto di sangue continuava ancora emanando un profumo soave “impossibile a descriversi”. Il parroco, quindi decise di  tamponare quel sangue con “panni bianchi” raccogliendoli poi in un calice.

La madonnina sanguinò per venti giorni, fino al 18 maggio di quell’anno. Ad ogni fiotto di sangue, le campane  richiamavano, il popolo che accorreva “di giorno e di notte”.

La festa del miracolo

In seguito a questi fatti, fu edificata una Chiesa più grande che conglobava l’immagine (iniziata nel 1609). Nei secoli l’afflusso dei pellegrini provenienti anche dalla Svizzera richiese un Santuario più grande e così, nel 1894, quattrocentesimo anniversario del miracolo, si decise di realizzare un santuario imponente.

Questo tempio, la cui costruzione iniziò nel 1922, fu consacrato il 5 agosto 1958 dal Vescovo di Novara Gilla Gremigni e insignita da Pio XII del titolo di Basilica Minore.

La festa del miracolo si svolge ogni anno dal 29 aprile al 1 maggio. Ma quest’anno, a causa della pandemia, nessun festeggiamento pubblico per la Vergine, molto venerata in Val Vigezzo e conosciuta in tutto il PIemonte.

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