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Giovanni Marcotullio - Gabriele Marconi - Breviarium - pubblicato il 25/04/20

Un cordone per l’immunità in chiesa

Il distanziamento rimane un elemento necessario e va accompagnato con una distribuzione geometrica che metta al sicuro coloro che, non essendo positivi ai sierologici, non sono ancora entrati a contatto col virus. In questa rappresentazione si può vedere una soluzione suggerita in base alle classiche collocazioni dei banchi nelle nostre chiese, con banchi “lunghi” (3 metri o più) o corti (2 metri o meno). Il fedele non sieropositivo (in rosso) ha come più vicini 3 sieropositivi collocati ad angolo retto (in blu), dietro e di lato ad una distanza di 2 metri e lungo la diagonale (ad una distanza maggiore): perché ciò sia possibile il fedele non sieropositivo deve sedersi ad un estremo di un banco “lungo” o non più vicino che al centro di un banco “corto”, inoltre la fila dei banchi subito dietro deve rimanere vuota, rimanendo vuoti così tutti i banchi una fila sì ed una no. Useremo in quest’esempio banchi di tipo “lungo” per esemplificare il modello.

Consideriamo i fedeli in piedi e approssimiamo per una maggiore applicabilità. L’ingombro medio di un maschio adulto è di 60 cm, così i due fedeli agli estremi del banco lungo alla peggio sono distanti spalla a spalla 1,8 m (= 3 – 0,6×2 m ), mentre la distanza tra bocche e nasi dei due fedeli è di 2,1 m. Considerando l’estensione del banco fino allo schienale e sommando con l’inginocchiatoio (ca 1 m) 2 volte, possiamo assumere un quadrato di 4 m2, così che immuni o meno siamo al di fuori del raggio delle droplets. Il fedele sieropositivo lungo la diagonale è distante dal non sieropositivo ca 2,8 m. Il rapporto tra sieropositivi e non in questo quadrato si mantiene 3 a 1, ovvero il 75% di sieropositivi.

Disinteressandoci della plausibile trasmissione via aerosol e focalizzandoci solo sulle droplets, non avremmo motivo di non collocare lungo la diagonale un fedele certamente non immune, ma del resto con lo stesso criterio egualmente si potrebbe fare per gli altri 2 vertici del quadrato, essendo anch’essi fuori dal raggio delle droplets (e del resto contagiarsi di spalle sarebbe ostico se l’emissione infettiva precipita invece che rimanere in sospensione). Qui sta dunque la differenza nel considerare gli immuni come fattore determinante. Con la presenza dei sieropositivi, le emissioni di aerosol in sospensione degli infettivi trovano lungo le proprie direttrici quelle dei probabili immuni, con una ben minore probabilità di formazione di “nuvole di aerosol” virale, o comunque con una carica virale fortemente ridotta, essendo la concentrale virale dell’eventuale nuvola divisa per 4.

Questo modulo a quadrato è alla base distribuzione per tutta la navata nella nostra proposta. Prendiamo una chiesa parrocchiale della tipologia più classica, con due colonne di banchi simmetriche ai lati del corridoio centrale (separate da almeno 2 metri), che si ripetono dal presbiterio all’ingresso per una ventina di file. Se si ripetesse la medesima distribuzione del quadrato iniziale, i due fedeli non sieropositivi sarebbero separati da 4 metri: il primo in I fila, il secondo in V fila. Per aumentare il distanziamento senza perdere spazio è sufficiente alternare i positivi posizionandoli uno a sinistra ed uno a destra, così che la loro distanza non è di 4, ma di 4,5m (si fa presente, che alcune stime per la presenza del virus in aerosol in ambienti ospedalieri parla di 4 metri. Altre stime parlano di 8 metri ed alcune ricerche ipotizzano che il virus sia arrivato in aerosol alle attività commerciali limitrofe dei centri ospedalieri di Wuhan a qualche decina di metri. Qui il distanziamento è associato alla presenza dei probabili immuni proprio per ridurre una propagazione “a ponte”). Il fedele non testato in V fila non ha più un perimetro di 3 fedeli probabili intorno, bensì di 5 solo nella propria colonna. Così per ogni quadrato fino al fondo della chiesa. La stessa disposizione si mantiene nella colonna dell’altro lato della chiesa, non simmetrica (che porterebbe relativamente prossimi, a 2 metri, due non sieropositivi), ma traslata di modo che ad ogni vertice di una colonna corrisponde il medesimo nell’altra. In questo caso se il corridoio centrale è di 2 metri, la distanza laterale tra due fedeli non sieropositivi lungo la fila sarà di almeno 4 metri ed ognuno meno che quelli in prima fila sarà circondato da 8 probabili immuni.

In rappresentazione anche le possibili aree di propagazione in aerosol.
La dimensione verticale è leggermente contratta per necessità di modellizzazione, le proporzioni sono mantenute.

Se i posti in chiesa sono costituiti da file di banchi del tipo denominato qui “lungo” (> 3 metri), la disposizione di 2 fedeli per banco a banchi alternati restituisce un numero di fedeli pari al numero degli stessi banchi: per una chiesa che ha venti file di banchi in 2 colonne, si tratta di ammettere 40 persone, di cui 30 sieropositive e 10 non testate. Sostituendo per ogni banco lungo una coppia di banchi denominati “corti” (2 metri) e correggendo la larghezza del corridoio centrale con la presenza di corridoi laterali, si ottiene facilmente una disposizione equivalente dove ad ogni banco corrisponde un fedele (che idealmente si posiziona al centro delle colonne centrali, anche più a lato in quelle laterali). Per le chiese dove i banchi sono in dimensioni intermedie tra 2 e 3 metri, con adeguati accorgimenti si può adottare il modello a banchi corti (sacrificando ad esempio l’ampiezza del corridoio centrale) oppure si possono sostituire ai banchi le sedie per l’intera navata e distanziando le file tra loro di 2 metri (ma ciò si valuti con attenzione per l’opportunità di tenere gli inginocchiatoi).

Con questa disposizione a linea spezzata dei fedeli non testati si assicura un cordone che li isola l’uno dall’altro ad una distanza di più di 4 metri, circondato ognuno di loro da fedeli sieropositivi (da 3 a 8). Nella premessa di avere a monte una stima di sovrapposizione tra la positività al test sierologico e il test molecolare negativo, i numeri permettono di assumere come raggiunta l’immunità di gruppo per l’assemblea per l’eventuale trasmissione via aerosol. Inoltre è utile anche per abbattere il rischio di contagio dalle superfici: posizionare i fedeli a file alternate permette di usare le file dispari nella prima celebrazione e le file pari nella successiva (o viceversa) igienizzando e disinfettando le superfici dei banchi dopo due celebrazioni, anziché dopo ognuna. Ciò consente un tempo adeguato di attenzione per la sanificazione senza dover intervallare le celebrazioni con tempi che pregiudicherebbero lo svolgimento di diverse nell’ambito della stessa mattina o dello stesso pomeriggio. Oltre ad alternare i banchi tra pari e dispari, anche scambiare i posti dei fedeli tra una celebrazione e l’altra può aiutare ad abbattere il rischio di contagio da superficie: posizionando il fedele non testato al banco dove prima stavano i due fedeli sieropositivi, si colloca un fedele vulnerabile all’infezione dove prima non c’erano agenti infettivi e viceversa dove prima c’era un potenziale infetto, ora è collocato un probabile immune che non risente dell’eventuale deposito del virus sulla superficie del banco.

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