Aleteia logoAleteia logoAleteia
martedì 16 Aprile |
Aleteia logo
Stile di vita
separateurCreated with Sketch.

Dall’inizio della pandemia, un terzo dei giovani sente di più la fede, secondo uno studio

Opening Ceremony Holy Mass Blonia Park

© Jeffrey Bruno/Aleteia

John Burger - pubblicato il 23/04/20

Purtroppo, più della metà ammette di soffrire di solitudine

Un terzo dei giovani adulti che hanno partecipato a uno studio (35%) ha riferito un aumento della fede durante la pandemia del nuovo coronavirus, e quasi la metà (47%) ha confessato che il suo livello di fede è rimasto lo stesso durante la crisi.

Sette intervistati su dieci che hanno assistito a un servizio online dicono che interagire con le persone, anche se in modo virtuale, li fa sentire più collegati. Quasi la metà di loro, tuttavia, ammette di sentirsi isolata per il fatto di non essere stata contattata a livello individuale.




Leggi anche:
Come sarà il cristianesimo nel 2050? Si prevedono 5 grandi cambiamenti

La ricerca, condotta su mille giovani tra i 13 e i 25, ha portato alla pubblicazione da parte dello Springtide Research Institute di Bloomington (Minnesota, Stati Uniti) dello studio Belonging: Reconnecting America’s Loneliest Generation.

In seguito a quello studio, lo Springtide ha intervistato 508 giovani tra i 18 e i 25 anni, e ha scoperto che per molti giovani adulti l’isolamento a casa e il distanziamento sociale provocano paura e incertezza, portando a maggiori livelli di isolamento, solitudine e ansia. L’istituto ha anche verificato che il modo più importante di alleviare la solitudine è che adulti di fiducia si colleghino con loro.

Meno dell’1% degli adulti che si è collegato ai giovani era costituito da clero o leader religiosi. Il legame più comune era con familiari e amici (89%), seguito da insegnanti/professori (5%) e capi (2%).

“Nonostante chiese e comunità religiose o di fede offrano riti online e spazi virtuali durante questo momento di isolamento sociale, lo studio ha verificato che quello che allevia l’esperienza di solitudine per i giovani è che ci siano degli adulti che si prendono cura di loro collegandosi”, ha riferito un comunicato stampa.

“Mettetevi in contatto con i giovani della vostra comunità e chiedete loro come stanno”, ha affermato il dottor Josh Packard, direttore esecutivo dello Springtide Research Institute, un istituto di ricerca sociologica che si occupa dei giovani tra i 13 e i 25 anni. “Questo è il modo più importante per ridurre il senso di solitudine e isolamento durante il distanziamento sociale e anche oltre. Per sentire di appartenere alla comunità, i giovani hanno bisogno di sentirsi notati, chiamati per nome e conosciuti”.

Tags:
fedegiovanipandemia
Top 10
See More