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Covid-19. Torna a casa dopo un mese. Il figlio urla: sei grande, babbo, ce l’hai fatta! (VIDEO)

GILDO CIAFFONI,

Facebook | Samuele Ciaffoni

Silvia Lucchetti - pubblicato il 22/04/20

L'accoglienza festosa e commossa a Gildo Ciaffoni, ex fotografo 76enne di Castelbellino, che torna a casa dopo aver combattuto il coronavirus. "I miei figli mi hanno salvato la vita"

Di fronte al numero di decessi da Covid-19 che continua a rimanere alto nel nostro Paese, nonostante la progressiva diminuzione dei contagi, fa un gran bene al cuore il video che Samuele, il figlio di Gildo Ciaffoni, ha postato in rete per documentare il ritorno del papà a casa.

“Mi hanno fatto piangere”

Si può vedere il paziente, un fotografo di 76 anni in pensione, che ancora in pigiama scende con le proprie gambe dall’ambulanza che lo ha riportato a Castelbellino dopo una degenza di tre settimane all’ospedale Carlo Urbani di Ancona, guardandosi attorno commosso eun po’ smarrito. Accolto prudentemente da lontano dai familiari e dagli amici in festa perché ancora positivo al virus, dopo aver sgranchito un po’ le gambe si fa per avvicinare all’operatore sanitario, interamente bardato con i dispositivi di protezione individuale, che lo ha accompagnato per prendere dalle sue mani due borse che evidentemente gli appartengono, ma che l’altro fa cenno porterà lui stesso fin sull’uscio di casa.

Mi hanno fatto piangere, nessuno si aspettava di vedermi scendere con le mie gambe, ma un po’ mi è dispiaciuto perché ero in pigiama. I vestiti che avevo quando sono entrato in ospedale sono stati gettati via per evitare contagi e non sono riuscito a farmene portare altri. (ilrestodelcarlino.it)

“I miei figli mi hanno salvato la vita”

La scena nella sua semplicità è molto bella perché da un lato testimonia le incoraggianti condizioni di salute dell’anziano e dall’altra l’affettuosa premura del suo angelo custode dall’aspetto “marziano”, immagini che in altri tempi sarebbero sembrate colte sul set di un film di fantascienza. “I miei figli mi hanno salvato la vita” sussurra Gildo in preda all’emozione, perché è stata la figlia Olga, operatrice socio-sanitaria, a capire che il padre aveva bisogno di cure ed accertamenti:

Mi addormentavo davanti alla tv anche se un film mi interessava. Non respiravo bene ma non me ne accorgevo: inconsciamente evitavo gli sforzi e mi stavo ammalando senza rendermene conto: mia figlia Olga che è operatrice sanitaria, venendo a casa ha capito e mi ha salvato la vita portandomi in ospedale. Se avessi aspettato un giorno di più non so se sarei qui a raccontarla. (Ibidem)


GIORGIO E ROSA

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“Ho capito che gli abbracci sono la cosa più bella del mondo”

La cosa più brutta – racconta – è stato non poter vedere mia moglie e i miei figli accanto al letto di ospedale. Riuscivo solo a sentirli ogni tanto al telefono e mi davano una grande forza. Non vedo l’ora che i tamponi tornino ad essere negativi per riabbracciare mia moglie, i miei figli, i nipoti ma anche tutti gli amici che mi hanno sostenuto. (…) Gli abbracci: ho capito che sono la cosa più bella del mondo. (ilrestodelcarlino.it)

Grande babbo, hai vinto!

Questo il commento al video postato su facebook da Samuele, che sintetizza lo stato d’animo di tanti familiari che riaccolgono, come fosse stato “miracolato”, un loro congiunto fortunatamente guarito:

Grande babbo! La forza, il coraggio e la determinazione che da sempre sono dentro di te ti hanno aiutato a vincere questa battaglia. Sai, anche per noi sono stati momenti difficili: è stata dura restare lontani, senza poterti trasmettere un po’ di energia. Per questo vogliamo ringraziare tutte le persone che in questi giorni non ci hanno fatto mancare la loro positività. E soprattutto i medici, gli infermieri e tutta la squadra dell’ospedale Carlo Urbani: grazie per la vostra competenza, professionalità e umanità. Ve ne saremo eternamente grati. Grande super Gildoooooo!!!

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