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Cosa sta facendo la Chiesa per aiutare nella situazione di pandemia? Ve lo dico io!

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GODONG | BSIP | BSIP via AFP

Catholic Link - pubblicato il 21/04/20

di Myriam Ponce

La Chiesa cattolica è un’istituzione profondamente incarnata nella realtà dei suoi fedeli. Di fronte alla recente emergenza sanitaria che vive il mondo, vescovi, sacerdoti e religiosi/e condividono la vita della gente, soffrendo con lei e consolandola nei modi in cui le è permesso. Nonostante le difficoltà, la Chiesa ha deciso di mantenersi più viva che mai.

Come fedeli, è molto emozionante vedere come la Chiesa abbia compiuto vari sforzi per rimanere vicina ai suoi fedeli. Lo stesso Papa Francesco è stato tra i primi a dare l’esempio uscendo per le strade vuote di Roma per andare a vistare un’immagine di Cristo a cui viene attribuita la fine della peste nel Medioevo. Questo gesto è stato accolto come un segno di compagnia e unità nei confronti dei fedeli di tutto il mondo.

È in questo momento che la Chiesa cattolica, attraverso la sua continua azione esemplare, ci ricorda la misericordia di Dio e ci invita a portare il suo messaggio d’amore. Molti si chiedono cosa fa la Chiesa per aiutare e se è rimasta a braccia incrociate mentre migliaia di persone muoiono. Cosa fa il Papa?

Oggi condividiamo con voi cinque modi in cui la Chiesa sta aiutando in questa pandemia, e un video di Vatican News in cui oltre a vedere varie immagini dell’azione ecclesiale si esorta il pubblico a condividere la propria testimonianza.

La Chiesa ci ricorda l’importanza di aiutare sempre il nostro prossimo!

1. Chiesa domestica

La Chiesa domestica è l’origine e la base delle comunità cristiane, e quindi della Chiesa cattolica. In famiglia, tutti i membri sono corresponsabili gli uni degli altri, vivono in intima comunione fraterna e si nutrono della Parola e della preghiera, come avviene nella Chiesa globale. Lo stesso Giovanni Paolo II, nella sua enciclica Familiaris Consortio, l’ha definita “Chiesa in miniatura”.

Visto che in questo periodo dobbiamo rimanere in casa, la Chiesa domestica si è rafforzata enormemente. La nostra religione cattolica ci ha istruiti continuamente sul fatto che la Chiesa domestica non persiste solo perché una coppia è sposata in base alla legge di Dio o perché la famiglia pratica i sacramenti, ma perché segue i passi della Santa Famiglia di Nazareth, cercando di imitarla.

In questa pandemia, si insiste sul fatto che la famiglia ha la missione di evangelizzare ad intra e ad extra, dando testimonianza dell’amore di Dio, vivendo i valori cristiani ed essendo partecipe dell’evangelizzazione con carità e speranza. Per questo, siamo stati dotati di molteplici strumenti per praticare la nostra fede in casa.

2. Sostegno medico

Chi critica la Chiesa cattolica si chiede spesso cosa fa a favore delle vittime di questa pandemia, e la risposta è il prezzo più alto: dare la propria vita. Solo in Italia sono decine i sacerdoti, le suore, i monaci e i missionari morti per essere rimasti accanto al popolo.

Un caso emblematico è stato quello di padre Giuseppe Berardelli, che ha dato la vita cedendo il suo respiratore a un paziente più giovane. Molti religiosi sono poi tornati a esercitare la professione medica per assistere i malati, e altri si stanno offrendo come volontari nei centri sanitari per accompagnare quest’opera con la loro missione spirituale.

Le misure di prevenzione negli ospedali sono rigorose, e molte persone muoiono da sole, senza potersi congedare dai familiari. Sono i sacerdoti non solo ad amministrare loro l’ultimo sacramento, ma anche a offrire la compagnia necessaria negli ultimi istanti di vita, incarnando così un apostolato di carità esemplare per tutta la comunità medica. Con questa decisione basata sulla loro fede profonda, ci ricordano l’amore per il prossimo che il Signore ci ha insegnato.

Moltissime comunità religiose, poi, rendendosi conto delle necessità mediche, si sono proposte di generare e donare strumenti medici di qualità per chi è in prima fila nella lotta contro il Covid-19. Molti conventi e monasteri di religiose si sono messi a confezionare mascherine.

3. La carità viva

“La preghiera senza carità non è completa”, ha affermato nei giorni scorsi il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di Sua Santità e arcivescovo titolare di Benevento. Per questo, la Chiesa si è messa a disposizione dei più bisognosi, come la buona samaritana che si ferma davanti a chi è in difficoltà e lo aiuta, lo accoglie e lo accompagna.

Avevamo dimenticato il sacrificio che si nasconde dietro la dedizione disinteressata, ma sono molte le dimostrazioni di solidarietà e unione a cui abbiamo assistito in tutto il mondo, che ci hanno uniti come mai prima. Innumerevoli religiosi cattolici ci hanno ricordato il valore della misericordia e della carità.

4. Donazioni

In questa atmosfera di incertezza, il Papa ci ha invitati ad affrontare le sfide che si avvicinano con fede e speranza, ma soprattutto insieme sulla stessa barca. Dando l’esempio, ha istituito vari fondi di emergenza per le zone più colpite.

Uno di questi sarà destinato alle missioni in Asia, America Latina e Africa, dove la scarsità di cibo e servizi, combinata con gli effetti della pandemia, potrebbe generare situazioni difficili da gestire.

In un enorme gesto caritativo, poi, il Pontefice ha destinato dei respiratori a Paesi come l’Italia e la Spagna. Questi macchinari sono diventati imprescindibili per curare i malati più gravi, e sono stati portati dai vescovi di ogni diocesi nei vari ospedali.

5. Vicinanza attraverso i mezzi di comunicazione

La Chiesa incoraggia la cura richiesta dalla quarantena, ma allo stesso tempo richiede e chiede il coraggio di vescovi, sacerdoti e religiosi/e. Per questo, la creatività divina è diventata un dono estremamente prezioso.

Migliaia di sacerdoti si sono dedicati a trovare forme per rimanere vicini al popolo, e come risultato abbiamo visto le reti sociali piene di Messe, ore sante, rosari, letture della Bibbia e altro. Forse in nessun’altra circostanza questi mezzi di comunicazione si sono riempiti di tanta grazia.

Senza alcun dubbio, l’opera religiosa è stata caratterizzata dal servizio al prossimo fin dalle origini, e questo momento non può fare eccezione. Le azioni menzionate in questa sede sono solo alcune delle migliaia che religiosi e fedeli hanno organizzato in tutto il mondo.

Dobbiamo essere orgogliosi del fatto di appartenere a una Chiesa vicina e che si preoccupa dei suoi fedeli, secondo l’esempio di Cristo. Sentiamoci benedetti per il fatto di appartenere a una Chiesa viva e seguiamo il suo esempio. Non permettiamo che la paura limiti la carità o che l’incertezza ci faccia perdere la fede.

Ricordiamo che “un miracolo accade quando si scambiano le lacrime con la preghiera e la paura con la fede”, come diceva San Francesco d’Assisi. È nei periodi difficili come questo che la Chiesa si rende presente per offrire una testimonianza viva di speranza, forza, fraternità, solidarietà e unità.

Condividiamo questa missione e ricordiamo che il progetto di Dio deriva dal suo amore misericordioso per i suoi figli. L’invito è chiaro, dobbiamo essere misericordiosi come Dio è misericordioso.

Fratelli, uniamoci in preghiera e nell’azione. Dio è con noi.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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