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Celebrazione domestica per il mercoledì della II settimana di Pasqua

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Dream Perfection | Shutterstock

Aleteia - pubblicato il 21/04/20

La Celebrazione della Pasqua si sviluppa per le sette settimane che si sono aperte con la Grande Veglia e che culmineranno a Pentecoste: una settimana di settimane, dunque, la prima delle quali vale come una domenica lunga sette giorni (detta appunto “ottava di Pasqua”). Fino alla fine della quarantena, Aleteia vi accompagnerà nella santificazione di tutti i giorni del Tempo Pasquale con celebrazioni quotidiane della Parola di Dio.




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Indicazioni per l’uso:

  • Se si è soli, è preferibile leggere semplicemente le letture e le orazioni della messa della domenica nel messalino e/o seguire la messa in televisione.
  • Questa celebrazione richiede la presenza di almeno due persone.
  • La si può fare dal sabato sera (celebrazione vigiliare) alla domenica sera, ma la domenica mattina resta comunque il momento più appropriato.
  • La celebrazione è particolarmente adatta a un quadro famigliare, amicale e di vicinato. Tuttavia, nel rispetto delle misure di isolamento, non si inviteranno amici né vicini ove questo sia proibito (e quand’anche lo si faccia, si presterà la massima attenzione al rispetto delle misure di prevenzione).
  • Si collocano sedie per il numero necessario davanti a un angolo di preghiera, rispettando la distanza di un metro l’una dall’altra.
  • Una semplice croce, o un crocifisso, deve sempre campeggiare sulla parete.
  • Si accendono una o più candele, da porre su supporto non combustibile (candelieri, piattini in porcellana) e si sta bene attenti a spegnerle alla fine della celebrazione.
  • Se si possiede un giardino, se ne raccolgono fiori, la cui presenza è particolarmente indicata per esprimere la gioia pasquale: tutto quel che per il Venerdì Santo era stato tolto può ragionevolmente essere ripristinato.
  • Si designa la persona che condurrà la preghiera (in ordine di priorità: un diacono, un laico istituito in un ministero laicale [lettore o accolito], il padre o la madre di famiglia).
  • Colui che conduce è anche colui che stabilisce la durata dei momenti di silenzio.
  • Si designano dei lettori per le letture.
  • Si prepara in anticipo la Preghiera dei Fedeli (a seguire c’è un modello) e si designa la persona che la leggerà.
  • Si possono preparare dei canti appropriati.

Mercoledì della II settimana di Pasqua

Celebrazione della Parola

Dio ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unico

Tutti siedono. Colui che guida la celebrazione prende la parola:

Fratelli e sorelle,
nella sua liturgia odierna la Chiesa ci fa cantare “Signore, annuncerò il tuo nome ai miei fratelli”. Ed ecco che nella prima lettura l’angelo dà una missione identica agli apostoli che egli libera dalla loro prigione: «Annunciate al popolo tutte le parole di questa vita». È la missione stessa che Gesù risorto ha dato agli apostoli da lui scelti prima di ascendere al padre, verso nostro Padre, dicendo: «Di queste cose voi siete testimoni».

E così, fratelli e sorelle, il messaggio pasquale sarebbe gravemente amputato se glie ne amputassimo il dinamismo missionario. Ogni anno, le celebrazioni di Pasqua vengono a rianimare in noi tale dinamismo ravvivando la certezza che «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unico perché per mezzo di lui il mondo sia salvato». Dio ha tanto amato il mondo – che vuol dire? Il mondo, fratelli e sorelle: tutto il mondo! Non solo la mia piccola persona, né un piccolo gruppo di iniziati. Il mondo è l’umanità intera, il cosmo, l’universo visibile e invisibile, la creazione tutta intera! In effetti, Dio ha dato il suo Figlio unico non per giudicare il mondo, né per giustificare un piccolo numero di persone, ma bensì perché mediante lui il mondo – tutto il mondo! – possa essere salvato.

Fratelli e sorelle, questa parola di speranza, più forte di tutte le prove, più forte della morte stessa, questa parola di Speranza contro ogni speranza noi dobbiamo testimoniarla all’intera umanità.

Anche quando si riapriranno le porte del nostro confino, non dimentichiamo mai quel che l’angelo del Signore ci dirà: «Andate e annunciate a tutti, ovunque siate, le parole della vita eterna».

Pausa

O Gesù, siamo impediti a perpetuare l’offerta della tua vita mediante la partecipazione all’Eucaristia: più che mai tu ci chiedi di attualizzarla amandoci gli uni gli altri come tu ci hai amati.

Dopo un adeguato momento di silenzio, tutti si alzano e si segnano dicendo:

℣.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. ℟. Amen.

Colui che guida prosegue:

Per prepararci ad accogliere la Parola di Dio e perché essa possa guarirci, riconosciamoci peccatori.

Si recita quindi l’atto penitenziale, con queste o simili parole:

℣.: Pietà di noi, Signore:

℟. contro di te abbiamo peccato.

℣.: Mostraci, Signore, la tua misericordia,

℟. e donaci la tua salvezza.

℣.: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Si dice o si canta allora:

℣.: Kyrie, eleison, 

℟. Kyrie, eleison

℣.: Christe, eleison, 

℟. Christe, eleison

℣.: Kyrie, eleison, 

℟. Kyrie, eleison

Colui che guida recita allora l’orazione colletta:
O Padre, che nella Pasqua del tuo Figlio hai ristabilito l’uomo nella dignità perduta e gli hai dato la speranza della risurrezione, fa’ che accogliamo e viviamo nell’amore il mistero celebrato ogni anno nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

L’incaricato della prima lettura (e del salmo, ove manchi un salmista che lo intoni) resta in piedi, mentre il secondo resta seduto.

PRIMA LETTURA 
At 5,17-26
Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano nel tempio a insegnare al popolo

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, si levò il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducèi, pieni di gelosia, e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica.

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