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Ma dietro a cosa corrono i “runner” della domenica?

Eugène Burnand. La corsa dei discepoli Pietro a Giovanni al sepolcro (1898)
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Nel suo libro intitolato “Risurrezione, istruzioni per l’uso” (Magnificat), Fabrice Hadjadj – filosofo e saggista – porta uno sguardo nuovo e pieno di finezza sul mistero di Cristo Risorto. Con la sua penna mordace egli ci offre un’altra visione della mattina di Pasqua: non quella – così spesso rappresentata – della tomba vuota, bensì quella di una folle corsa in cui Maria Maddalena, Pietro e Giovanni si spalleggiano. E il filosofo invita a domandarsi perché corressero: che si vinceva? Vi proponiamo un estratto del libro.

Conosco persone che fanno jogging al fine settimana. Sono così ammirabili, così rapidi, così regolari nella loro falcata che, al confronto, mia moglie e io, coi nostri sei figli che gesticolano in tutte le direzioni attorno alla nostra lenta marcia, sembriamo due grossi barattoli di marmellata circondati da un nugolo di pappataci. Che cercano, quei runner della domenica? Il fitness! La forma del cuore e del corpo. E hanno ragione! Il loro solo piccolissimo problema è che, malgrado tutto, stanno correndo anche verso la loro tomba – il che di per sé non sarebbe gravissimo, se non ci fosse quell’altra tendenza di alcuni a dimenticare che il loro cuore è soltanto un muscolo.

Lungi da me, in ogni caso, l’idea di disprezzarli. Stando a sentire san Giovanni, la mattina di Pasqua tutti si misero a correre. Il verbo “correre”, anzi, ricorre nel suo Vangelo esclusivamente per questi va e vieni dal/al Sepolcro. Ecco anzitutto quella donna – la conosciamo: una famosa peccatrice – che corre nelle strade di Gerusalemme e vi spintona al passaggio: «Signorina, potrebbe fare più attenzione!». E poi subito dopo passano quei due uomini – li conosciamo: due pescatori in pensione anticipata – che corrono in direzione opposta e che anch’essi stanno lì lì per farvi cadere: «Ma che avete tutti quanti, oggi? Il lutto per il vostro maestro dovrebbe farvi cadere in un’immobilità grave e dolente! Difettate fino a questo punto di interiorità?». Ecco il rimprovero che un buon cristiano non dovrebbe esitare e fare agli Apostoli, soprattutto se si fa vanto di stare egli stesso a messa vivace e caloroso come una statua di marmo.

Insomma, se si dovesse ripensare il rituale secondo il comportamento pasquale di Pietro, Giovanni e Maria Maddalena si dovrebbe organizzare qualcosa di incongruo come delle corse a staffetta attorno all’altare, rileggendo a ogni partenza, per ridarsi la carica, questo passo della prima lettera ai Corinzi:

Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono ma uno solo vince il premio? Correte dunque in modo da vincerlo.

1Cor 9,24

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Fabrice Hadjadj, Risurrezione. Istruzioni per l'uso

 

Per comprare il testo originale di Résurrection, mode d’emploi, Fabrice Hadjadj, Magnificat, febbraio 2016, 14,50 euro.

Magnificat

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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