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3 compiti che ci richiede la Pasqua

JEZUS ZMARTWYCHWSTAŁY

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padre Robert McTeigue, SJ - pubblicato il 20/04/20

Cristo è risorto! E ora?

Avete colto davvero lo spirito della Pasqua per la prima volta?

Prima di rispondere, consideriamo ciò che si legge nelle Scritture: più volte il Signore risorto non è stato riconosciuto ed è stato scambiato per qualcun altro (un giardiniere, un fantasma); chi lo ha visto è rimasto terrorizzato; chi ha ascoltato i suoi testimoni non ha creduto loro.

Tommaso ha insistito sul fatto di voler toccare le ferite del Signore risorto. Anche quando gli apostoli hanno iniziato a cogliere la questione, i risultati sono stati diversi: “E, vedutolo, l’adorarono; alcuni però dubitarono” (Matteo 28, 17).

Non dovremmo quindi essere sorpresi leggendo: “Poi apparve agli undici mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l’avevano visto risuscitato” (Marco 16, 14).

Questo non si applicherà a noi, vero? Oppure sì?

Se viviamo come se fossimo orfani spirituali, come se Dio non volesse il meglio per noi, come se potesse esserci spazio per gli idoli, allora soffriamo di mancanza di fede e di durezza di cuore. Al giorno d’oggi, se viviamo come se regnasse il Covid-19 e non Dio, allora quel rimprovero si applica anche a noi.

Fortunatamente per loro e per noi, il nostro Signore risorto non si è fermato a un rimprovero. Non ha detto al penitente “Non temete, io sono con voi!” No. Ha invece detto al penitente, a chi rifiuta di essere governato dalle sue paure, a chi si sforza di diventare più forte delle sue scuse “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura” (Marco 16, 15).

Ci ordina di credere e di proclamare, e possiamo trarre queste conclusioni:

  1. Abbiamo la missione di proclamare. Ciascuno e tutti i battezzati devono essere messaggeri del Vangelo.
  2. Abbiamo una missione di riconciliazione. Ciascuno e tutti i battezzati devono essere riconciliati con Dio, e aiutare i fratelli ad esserlo a loro volta.
  3. Abbiamo tutto ciò che ci serve per la nostra missione. Ciascuno e tutti i battezzati sono stati unti dallo Spirito Santo, e possiamo essere utili strumenti nelle mani di Dio.
  4. Non siamo mai soli nella nostra missione. Ciascuno e tutti i battezzati vivono la propria missione alla presenza di Cristo crocifisso, risorto, regnante e che torna.

E allora, cosa dovremmo fare, soprattutto in quest’epoca di paura e dubbio? Preghiamo, rendiamo grazie e impegniamoci. Possiamo pregare per vedere la presenza del Signore risorto nelle Scritture, nella storia della Chiesa e nella nostra. Possiamo rendere grazie per la fedeltà, la vittoria e la provvidenza di Cristo. E dobbiamo impegnarci – in questo momento di crisi le opere di misericordia corporali e spirituali sono particolarmente necessarie.

Viviamo in modo tale che la nostra vita possa essere spiegata solo dalla verità che Cristo è risorto!

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