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Una guida per prendere decisioni sulla morte in un momento di crisi

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Thaiview | Shutterstock

E. Christian Brugger - pubblicato il 14/04/20

Vi avvicinerete alla fine della vita con molta più pace se ci rifletterete in anticipo

In tempi di crisi come il periodo che stiamo attraversando attualmente a causa del coronavirus, i cristiani e le loro famiglie devono forse affrontare decisioni difficile riguardo alla fine di una vita.

L’obiettivo di questo articolo è quello di offrire orientamento pratico a chi sta agonizzando o si sta prendendo cura di una persona agonizzante; un orientamento derivato dalla dottrina morale cattolica.

Cure ordinarie e straordinarie

Le domande più comuni sulla fine della vita ruotano intorno a quali trattamenti – inclusi quelli per il mantenimento delle funzioni vitali – dovrebbero essere accettati e a quali si dovrebbe invece rinunciare.

Stabilirò le direttrici etiche generali rilevanti in tutti gli scenari particolari di trattamento con i pazienti, per poi applicarle ad alcune questioni comuni.

Le direttrici devono essere impiegate per educare le coscienze, nei dibattiti tra i familiari e nelle consultazioni con i medici. Non sono norme arbitrarie stabilite dalla Chiesa cattolica. Incarnano verità morali che aiutano a prendere buone decisioni.

Direttrici etiche generali

Se un trattamento offre una speranza ragionevole di beneficio (ovvero non è futile) e se non è eccessivamente gravoso, allora bisogna accettarlo.

La dottrina morale cattolica si riferisce a questa forma di assistenza come a quella “ordinaria” (chiamata anche “proporzionata”). In genere si ha il dovere di accettare le cure ordinarie.

Se un trattamento non offre una speranza ragionevole di beneficio (ovvero è futile) o è eccessivamente gravoso, allora ci si dovrebbe rinunciare. È indicato come cura “straordinaria” (“sproporzionata”). In genere non c’è il dovere di accettare le cure straordinarie.

Domande e risposte collegate a queste direttrici

Chi decide sul fatto che un trattamento offra una speranza ragionevole di beneficio?

Il paziente, ma per prendere una buona decisione sull’ipotesi che un trattamento sia promettente, i pazienti devono tener conto il più possibile delle opinioni informate dei professionisti sanitari.

Il paziente decide anche sulla questione relativa al fatto che il trattamento sia eccessivamente gravoso o oneroso?

Sì. È possibile che tra i pazienti ci siano diversi standard soggettivi su ciò che costituisce per loro un peso eccessivo. Se un certo trattamento offre una speranza ragionevole di risultato positivo ma un paziente trova il trattamento enormemente repulsivo (ad esempio, una donna che è stata vittima di abusi sessuali da bambina e per la quale l’idea di essere intubata risulti intollerabile), si potrà incoraggiare il paziente ad accettare il trattamento, ma alla fin fine la decisione spetta a lui.

È fondamentale ricordare che la questione che si affronta riguarda l’ipotesi che il trattamento sia percepito come eccessivamente oneroso; non ci si sta chiedendo se il paziente sente che la sua vita sia troppo onerosa.

Se sentisse che la sua vita è enormemente gravosa, allora ha bisogno di aiuto (magari assistenza psicologica o pastorale), ma in quest’ultimo caso non gli si chiede se vuole alleviare quel peso, perché farlo implicherebbe il fatto di porre fine alla sua vita attraverso il suicidio assistito o l’eutanasia.

Quando è lecito chiedere al proprio medico di scrivere un ordine di Non Rianimazione (NR)?

Si può chiedere una NR solo se si è sicuri che la dottrina morale cattolica non richiede di accettare il tentativo di rianimazione.

Quand’è che la dottrina morale cattolica esige di accettare il tentativo di rianimazione?

Quando la sua applicazione non è futile né eccessivamente onerosa.

Quando si dovrebbe accettare l’intubazione?

L’intubazione è sempre una cura ordinaria quando offre una sperenza ragionevole di beneficio e non è eccessivamente gravosa.

Quando si dovrebbe rifiutarla?

Quando è futile o eccessivamente onerosa.

Quando si dovrebbero accettare cibo e acqua, anche se devono essere soamministrati a livello medico?

Nel marzo 2004, San Giovanni Paolo II ha insegnato che la somministrazione di acqua e nutrimento, anche per vie artificiali, rappresenta sempre un mezzo naturale di conservazione della vita, non un atto medico, e il suo uso va quindi considerato in via di principio ordinario e proporzionato, e come tale moralmente obbligatorio, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità, che in questo caso consiste nell’offrire al paziente nutrimento e sollievo alle sue sofferenze.

In altre parole, si dovrebbero accettare cibo e acqua, anche attraverso una sonda, se nutrono il corpo e aiutano a mantenere la vita.

Quando si dovrebbero rifiutare cibo e acqua?

Quando non offrono più nutrimento corporale, come può accadere nel processo dell’agonia quando il corpo smette di assimilarli.

Quando si devono accettare solo misure di “benessere”?

Si può rinunciare a qualsiasi forma di cura, includendo acqua e nutrimento, solo quando tutte le forme di trattamento, inclusa la somministrazione di acqua e nutrimento, risultino futili o eccessivamente gravose, come durante il processo attivo della morte.

È lecito rifiutare l’assistenza medica che non sia futile o eccessivamente onerosa?

Anche se normalmente si ha il dovere di accettare l’assistenza ordinaria, se le risorse sono scarse si può rinunciare volontariamente a queste cure per permettere che le riceva un’altra persona. In questo caso la rinuncia non si basa, parlando moralmente, su qualcosa di irragionevole, ma sull’amore per il prossimo.

Si dovrebbe stilare un testamento o un altro formulario standard di documento di volontà anticipata?

Non li raccomando. Tendono a favorire decisioni irresponsabili a livello medico e morale. Il formato in cui si barrano delle caselle non può prendere in considerazione tutte le possibili contingenze sanitarie che una persona potrebbe affrontare in futuro.

I familiari e chi offre assistenza sanitaria resterebbero quindi con la responsabilità di interpretare il documento in relazione a situazioni che il paziente non aveva mai previsto.

Questi documenti possono ostacolare i medici, che dovrebbero avere la libertà di aiutare i pazienti o i loro rappresentanti a prendere le decisioni migliori vista la necessità medica del momento per rispondere alle particolarità e complessità inerenti alla situazione di ogni paziente.

Potrebbero inoltre dettare decisioni immorali ordinando a chi si occupa delle cure di fermare un trattamento che nel contesto specifico potrebbe essere ordinario.

Ci sono documenti di volontà anticipata più sicuri?

Negli Stati Uniti, il modello più sicuro è chiamato Health Care Power of Attorney (HCPA, noto anche come Medical Durable Power of Attorney), ed è un atto notarile per l’assistenza sanitaria.

Potete preparare il documento voi stessi.

In questo documento, si designa e si autorizza qualcuno (il “rappresentante”) a prendere decisioni mediche per sé qualora non si abbia la capacità di prenderle personalmente.

Il rappresentante può prendere tutte le decisioni mediche per la persona, e quindi non c’è bisogno di alcun documento di volontà anticipata.

Come scegliere un rappresentante?

Bisogna designare qualcuno di cui ci si fida perché prenda decisioni basate sulla dottrina morale cattolica e sui propri desideri ragionevoli.

Bisogna parlare il più possibile con il proprio rappresentante dei propri valori e dei desideri di assistenza in scenari tipici del fine vita.

Se il rappresentante non conosce i propri desideri, allora le decisioni dovrebbero essere prese in base a ciò che ritiene sia meglio per la persona e gradito a Dio.

Nessuno deve accettare di fungere da rappresentante di una persona se pensa di disattendere gli insegnamenti morali cattolici al momento di realizzarne i desideri.

Il sito web Powerofattorney.com offre modelli gratuiti di HCPOA per ogni Stato degli Stati Uniti.

Cosa succede se si è decisi a impiegare qualche forma di documento di volontà anticipata?

Si ha sempre la libertà di cambiare qualsiasi documento aggiungendo o eliminando articoli. Si può provare a realizzarlo in conformità con i principi morali cattolici in questi modi:

  • Aggiungere “ordine di trattamenti” nel documento; ad esempio, “somministrare tutti i trattamenti che secondo medici affidabili non siano futili”.
  • Chiarire gli ordini di sospensione; ad esempio, “in caso di malattia terminale e irreversibile, sospendere o fermare tutti i trattamenti medici, inclusi quelli di mantenimento vitale, che siano ritenuti straordinari e sproporzionati”.
  • Specificare i punti morali non negoziabili; ad esempio “somministrare acqua e nutrimento quando possono mantenere la mia vita corporale. Se il mio corpo smette di accettarli, devono essere sospesi”.
  • Aggiungere le avvertenze necessarie; ad esempio, se una donna ha il terrore dell’intubazione, “in caso di necessità di intubazione, eliminarla se non per brevi periodi e solo quando sarò incosciente”.
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