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“Aiuto, vedo tutti (e solo) i suoi difetti!” La coppia si scopre in quarantena

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Shutterstock | Volurol

Paola Belletti - pubblicato il 14/04/20

La convivenza forzata per la maggior parte delle coppie normali non è né una luna di miele fuori tempo massimo né l'extended version di "A letto col nemico". Siamo noi, con i nostri difetti, le crisi latenti, l'amore da far crescere. E per farlo serve tutto il nostro impegno. Ascoltiamo i consigli di un vero esperto di dinamiche di coppia, prima, durante e dopo la quarantena: Marco Scarmagnani.

Si fa molta retorica sulle coppie in quarantena: alcuni immaginano che vivano una sorta di luna di miele. Le narrazioni più ciniche, invece, si nutrono di “vedrai quanti clienti avranno gli avvocati quando sarà finita”. Dove sta la verità? Lo chiediamo a Marco Scarmagnani, veronese, consulente di coppia che già abbiamo ospitato sulle nostre pagine con i suoi preziosi consigli per la vita di coppia. Coppie reali, cioè vere, ma anche un po’ “royal” come segretamente ci sentiamo un po’ tutte noi!
Luna di miele o luna di fiele? Come stanno veramente le coppie in questo periodo di convivenza forzata?
In questa dicotomia c’è innanzitutto un problema di narrazione, che non riguarda solo i tempi del Covid. Già da un paio di decenni si racconta la coppia in modo estremo e polarizzato: o è un disastro, oppure mielosa ed irreale. Pensa alla TV: ogni serie o film deve contenere minimo minimo violenza, tradimenti, figli iper problematici, antisociali, psicopatologie importanti; la pubblicità invece dipinge famiglie irreali. Lo stesso leggiamo sui giornali: amore perfetto o disgrazie. La coppia normale non fa notizia.
Questo che c’entra con le coppie reali?
Molto, perché le coppie reali sono immerse in questo flusso di notizie e ne vengono influenzate. Spesso non riescono a trovare dei modelli ai quali riferirsi e vengono modellate da questa imago. Quindi percepiscono sé stesse o come fallite, oppure con un doverismo di perfezione. Le coppie reali, nella media, non sono né patologiche né perfette.
E durante questa quarantena, che succede?
Avvengono gli stessi meccanismi, ma amplificati e rinforzati dalla convivenza forzata. Le coppie, le famiglie sono messe sotto stress. Metti marito e moglie chiusi in casa per due mesi, con reali preoccupazioni per il futuro, con 2-3 figli o più. Ci sono i figli piccoli con il loro bisogno di cura, i ragazzini da aiutare nei compiti, che soffrono perché sono senza amici, gli adolescenti che vorrebbero scapparti di casa. È uno stress test imponente, e come tale va trattato.
Che significa?
Che questo è evidentemente un periodo di “crisi”. E le crisi in una famiglia sono l’epifania della relazione, cioè “manifestano” le criticità che già c’erano, costringendo i coniugi a prenderle in mano, a dar loro un nome. Quando la vita va avanti con il suo tran tran, anche faticoso, la crisi quasi non si vede, ma non significa che non ci sia. Ed è giusto così, non possiamo passare la vita “in crisi”, la dobbiamo elaborare a piccole dosi.
Quali sono i bisogni delle coppie in questo periodo?
Posso dirti quali sono i bisogni che intercetto dal mio osservatorio, cioè le coppie che si rivolgono a me. Intanto sono venute meno alcune urgenze classiche: pensa al rapporto con i suoceri e le famiglie di origine – solitamente sono connesse all’aiuto ai figli e agli scambi – oggi sono sparite, semplicemente perché non c’è occasione. Oggi l’urgenza è l’aumento della conflittualità. Mi viene riportato che si litiga troppo o troppo a lungo o con troppa enfasi, magari con i bambini che fanno da spettatori. Tra l’altro è un problema che ritengo abbastanza comprensibile, succede in ogni contesto sociale quando si fa troppo stretto.
E per quale motivo si litiga?
Ovvio, perché il partner è difettoso, e questa cosa ci irrita. Piccole e grandi lacune che ora abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi. È insopportabile.
Siamo esagerati quando vediamo i difetti dell’altro? (Come sostiene mio marito: per lui io sono sempre esagerata nel sottolineare le -sue- mancanze. E questo è evidentemente un altro dei suoi difetti!)
Assolutamente no! In genere siamo abbastanza obiettivi. Recenti studi hanno scoperto che non sta lì il problema, il problema è nello sbilanciamento: vediamo con chiarezza i difetti dell’altro e diamo delle attenuanti ai nostri. Consideriamo i nostri come dovuti alle circostanze e attribuiamo all’altro la piena responsabilità. La metafora della pagliuzza e della trave di evangelica memoria andrebbe riletta tutti i giorni.
Come possiamo smettere di litigare?
Credo sia impossibile. Ho scritto l’anno scorso il libretto 3 regole per litigare. Partendo dall’assunto che tutte le coppie litigano, occorre imparare a farlo bene. Un buon inizio è applicare queste tre regole: non vincere, definire un confine, tagliare corto.
Tornando ai difetti, credi che si possa imparare ad amare i difetti del partner?
Dipende dal significato che si dà alla parola “amare”. Perché se per “amare” intendiamo un trasporto, un’attrazione – in pratica se la domanda nel profondo è: ci si può “innamorare” dei difetti? – la risposta è no. Se invece diamo la giusta collocazione alla parola amare, che è un’azione deliberata, perseverante (vedi Amoris Laetitia, 94) allora sì, si possono amare i difetti, amare il partner, e così crescere e far crescere. Dovremmo fare un lavoro personale affinché il difetto mi dia pena non tanto perché dà fastidio a me, ma perché stacca il coniuge dalla sua pienezza, dalla sua vocazione. Chiaro che è un processo che richiede una capacità di discernimento, di purificazione, che mi farà sicuramente bene. In sintesi: lamentarsi dei difetti altrui lo sanno fare tutti, innamorarsene ritengo non sia compatibile con la salute mentale, amare è un percorso di santificazione reciproca.
Tu come riesci ad aiutare le coppie in questo momento?
Già prima lavoravo anche online. Ora è diventata una scelta obbligata. Le attività dello studio hanno traslocato su Skype o Zoom. Avevo anche una sostanziosa attività formativa, che davvero mi manca tanto perché mi metteva a contatto con centinaia di coppie l’anno. Ho spostato online anche quella: un paio di settimane fa ho fatto la prima esperienza, che è andata molto bene, giovedì 16 ci sarà il secondo webinar, su comunicazione e conflitto nella coppia.
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