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Dio le ha chiesto di disegnare “per gli ospedali, i malati e i medici”

MARIA OLGUIN

María Olguín

Dolors Massot - pubblicato il 11/04/20

“È il Signore che soffre con noi”

“Dopo quelle mozioni di Dio, lavorando mi è venuta in mente l’immagine degli angeli che curavano i malati di coronavirus. Era un chiaro messaggio di Dio per dirci che il Signore si prende cura di noi”.

MARIA OLGUIN
María Olguín

“Ho pensato ‘Lo farò più tardi, ho molto lavoro’, ma quel giorno, in un altro momento di preghiera in quella stessa chiesa, un’amica di mia madre che vive con noi, alla quale non avevo detto nulla, ha iniziato a dire: ‘Signore, ti prego perché i malati si sentano particolarmente custoditi dagli angeli, ti prego perché gli operatori sanitari si sentano protetti dai tuoi angeli’. Sono rimasta molto sorpresa perché non avevo detto nulla, e ho capito che non potevo aspettare ancora per realizzare quel disegno”.

“L’importante non ero né io né la mia preoccupazione per i diritti d’autore delle mie opere. Ho sentito che potevano essere uno strumento per far arrivare l’amore di Dio”, ha spiegato.

María ha 38 anni e si è convertita a 26. Viveva una vita di fede insieme ai genitori, ma non aveva mai avuto un incontro con il Signore. Ricorda che a 9 anni si è chiesta durante la Messa “Come posso sopportare tutta questa gente per tanto tempo?” I suoi genitori e la sua famiglia vivevano la spiritualità di Schoenstatt. Lei è nata in Cile, ma quando aveva due anni la famiglia è emigrata in Spagna, stabilendosi prima a Barcellona e poi nelle Asturie, dove vive immersa nella natura.

Il processo di conversione

Del suo cammino spirituale ha detto: “È stata una conversione molto forte. Ho avuto un’adolescenza difficile, con molta sofferenza. Un elemento costante di quel periodo era il fatto di non vedermi bella. Non riuscivo poi a capire l’opzione di vita dei miei genitori, che si dedicavano a evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione, cosa che spesso ci ha portato ad avere problemi economici. Dio mi aveva regalato un’aridità molto grande”.

MARIA OLGUIN
Gentileza

“A 26 anni ho conosciuto una comunità cattolica in cui ho visto persone davvero innamorate di Gesù. Ed erano felici. Hanno suscitato in me una sana invidia, e per la prima volta nella vita ho affrontato Dio. Sono andata in una cappella e gli ho detto: ‘Se sei davvero lì, voglio sapere che esisti’. L’ho detto in silenzio, dentro di me, ero arrabbiata. Ero sola, davanti al tabernacolo. Ed è entrato un ragazzo, si è avvicinato e mi ha detto: ‘Ho capito che devo pregare per te, permetti che lo faccia?’ Ha implorato lo Spirito Santo, e dopo aver cantato un po’, molto allegro, mi ha detto: ‘Il Signore vuole che tu sappia che questa aridità che provi non durerà tutta la vita, serve solo a rafforzarti’”.

“Quell’episodio mi ha scosso, ma continuavo a sentirmi inquieta. Dopo sei mesi ho avuto una crisi molto forte, che sarebbe stato il momento definitivo”.

“All’improvviso ho provato un’enorme sete di Dio”

María ricorda che “un 9 novembre ho preso la decisione di iniziare a pregare per 15 minuti ogni giorno per tutta la vita. Ci avevo pensato per varie settimane. Non sapevo come farlo, non sopportavo neanche 5 minuti di preghiera. Non sapevo pregare, ma stavo molto male. Avevo bisogno di un cambiamento drastico nella mia vita. E così quel 9 novembre, al mattino, ho pregato per i primi 15 minuti. Non è successo niente. Non so come ho pregato. Di sera, all’improvviso, ho provato un’enorme sete di Dio”.

MARIA OLGUIN
María Olguín

“Avevo disperatamente bisogno di stare vicino al tabernacolo. La mia disperazione era tale che ho dovuto chiedere la chiave della chiesa al sacerdote della mia parrocchia”.

“In quel tabernacolo c’era il mio Dio dall’amore infinito”

Una volta in chiesa “mi sono inginocchiata davanti al tabernacolo, e ho avuto per la prima volta nella vita l’assoluta certezza che all’interno del tabernacolo c’era il mio Dio di Amore infinito”.

“Ho capito che era stato nel mio cuore per tutta la vita e che tutto l’amore che ero stata capace di donare era Lui nel mio cuore. Ho capito che se volevo più amore da donare agli altri era lì che dovevo andare a cercarlo. Ho capito la sua offerta sulla Croce”.

Lei che aveva avuto tanti problemi di autostima è uscita dalla chiesa quella sera sentendosi “la donna più bella del mondo, amata da Dio”.

Messaggi di ringraziamento

Con la diffusione dei disegni, che lei stessa ha postato sul suo profilo Instagram, María ha ricevuto messaggi da molte persone. “Ci sono medici che si sono messi il disegno sul proprio profilo di Whatsapp. Una donna che ha la madre ricoverata in ospedale mi ha scritto che ogni giorno manda il suo angelo a prendersi cura di lei. Un medico ateo, vedendo l’immagine, ha chiesto preghiere per sé”.

Per realizzare queste immagini ha trovato tempo dove non ne ha, ma María è contenta di essere uno “strumento per comunicare l’amore di Dio” a tante persone che soffrono, ai loro familiari e a chi fa di tutto per curare i malati. “Ho altre due immagini da realizzare”.

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angelicoronavirusimmaginimalatimedici
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