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Spiritualità
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Celebrare in casa la Pasqua di Risurrezione

SNOWDROP

PIXABAY

Aleteia - pubblicato il 11/04/20

Per santificare degnamente le feste pasquali, Aleteia (con la collaborazione della rivista Magnificat) vi propone questa celebrazione domestica della Parola di Dio.

Indicazioni per l’uso:

  • Se si è soli, è preferibile leggere semplicemente le letture e le orazioni della messa della domenica nel messalino e/o seguire la messa in televisione.
  • Questa celebrazione richiede la presenza di almeno due persone.
  • La si può fare dal sabato sera (celebrazione vigiliare) alla domenica sera, ma la domenica mattina resta comunque il momento più appropriato.
  • La celebrazione è particolarmente adatta a un quadro famigliare, amicale e di vicinato. Tuttavia, nel rispetto delle misure di isolamento, non si inviteranno amici né vicini ove questo sia proibito (e quand’anche lo si faccia, si presterà la massima attenzione al rispetto delle misure di prevenzione).
  • Si collocano sedie per il numero necessario davanti a un angolo di preghiera, rispettando la distanza di un metro l’una dall’altra.
  • Una semplice croce, o un crocifisso, deve sempre campeggiare sulla parete.
  • Si accendono una o più candele, da porre su supporto non combustibile (candelieri, piattini in porcellana) e si sta bene attenti a spegnerle alla fine della celebrazione.
  • Se si possiede un giardino, se ne raccolgono fiori, la cui presenza è particolarmente indicata per esprimere la gioia pasquale: tutto quel che per il Venerdì Santo era stato tolto può ragionevolmente essere ripristinato.
  • Si designa la persona che condurrà la preghiera (in ordine di priorità: un diacono, un laico istituito in un ministero laicale [lettore o accolito], il padre o la madre di famiglia).
  • Colui che conduce è anche colui che stabilisce la durata dei momenti di silenzio.
  • Si designano dei lettori per le letture.
  • Si prepara in anticipo la Preghiera dei Fedeli (a seguire c’è un modello) e si designa la persona che la leggerà.
  • Si possono preparare dei canti appropriati.

Domenica di Pasqua

Celebrazione della Parola

«Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto!»

Tutti siedono. Colui che guida la celebrazione prende la parola:

Fratelli e sorelle,
Pasqua è la vittoria definitiva dell’Amore inerme sulle potenze del male e della morte, armate fino ai denti. Così il disegno originario di Dio nostro Padre, compromesso dal peccato, è stato restaurato dall’offerta che il Figlio unigenito ha fatto della sua vita per noi, suoi fratelli, e per la nostra Salvezza. Rallegriamoci, fratelli e sorelle: la nostra vita non conoscerà mai fine, e dopo il pellegrinaggio terreno proseguirà per sempre, adottata come sarà – per amore e per sempre – nel seno stesso della Vita divina, per la nostra interminabile e somma gioia.

Ecco perché la Chiesa invita tutti i suoi figli a riunirsi per offrire a Dio nostro Padre la sola azione di grazie che egli gradisca: la nostra vita offerta per amore in comunione con l’Eucaristia del suo unico Figlio, Gesù Cristo, nostro fratello e nostro Salvatore.

Purtroppo in questo santo giorno circostanze eccezionali ci impediscono di partecipare alla celebrazione dell’Eucaristia. Sappiamo bene, tuttavia, che quando ci riuniamo per pregare nel suo Nome Cristo Gesù è presente in mezzo a noi. Parimenti crediamo che quando si legge la Scrittura in Chiesa, è lo stesso Verbo di Dio a parlarci. La sua Parola è allora vero nutrimento per la nostra vita.

Ecco perché adesso tutti insieme, in comunione con l’intera Chiesa, ci mettiamo all’ascolto di questa Parola.

Dopo un adeguato momento di silenzio, tutti si alzano e si segnano dicendo:

℣.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. ℟. Amen.

Colui che guida prosegue:

Per prepararci ad accogliere la Parola di Dio e perché essa possa guarirci, riconosciamoci peccatori.

Si recita quindi l’atto penitenziale, con queste o simili parole:

℣.: Pietà di noi, Signore:

℟. contro di te abbiamo peccato.

℣.: Mostraci, Signore, la tua misericordia,

℟. e donaci la tua salvezza.

℣.: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Si dice o si canta allora:

℣.: Kyrie, eleison, 

℟. Kyrie, eleison

℣.: Christe, eleison, 

℟. Christe, eleison

℣.: Kyrie, eleison, 

℟. Kyrie, eleison

Si dice o si canta il Gloria:

Glória in excélsis Deo
et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.
Laudámus te,
benedícimus te,
adorámus te,
glorificámus te,
grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam,
Dómine Deus, Rex cæléstis,
Deus Pater omnípotens.
Dómine Fili Unigénite, Jesu Christe,
Dómine Deus, Agnus Dei, Fílius Patris,
qui tollis peccáta mundi, miserére nobis;
qui tollis peccáta mundi, súscipe deprecatiónem nostram.
Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis.
Quóniam tu solus Sanctus, tu solus Dóminus,
tu solus Altíssimus,
Jesu Christe, cum Sancto Spíritu: in glória Dei Patris.

Amen.
Gloria a Dio nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo,
ti benediciamo,
ti adoriamo,
ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre;
tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo:
Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre.
Amen.
Colui che guida recita allora l’orazione colletta:
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

L’incaricato della prima lettura (e del salmo, ove manchi un salmista che lo intoni) resta in piedi, mentre il secondo resta seduto.

PRIMA LETTURA 
At 10,34a.37-43
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.


E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio 

Rendiamo grazie a Dio

Il salmista (se c’è chi intoni e che dunque sia distinto dal primo lettore) si alza, gli altri restano seduti.

SALMO RESPONSORIALE
Dal Salmo 117

℣.: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo ℟.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». ℟.

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. ℟.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. ℟.

L’incaricato della seconda lettura (e dell’acclamazione al Vangelo, ove manchi un cantore che la intoni) resta in piedi, mentre tutti gli altri siedono.

SECONDA LETTURA 
Col 3,1-4
Cercate le cose di lassù, dov’è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

℣.: Parola di Dio 

℟.: Rendiamo grazie a Dio

SEQUENZA PASQUALE

Si proclama il Victimæ Paschali Laudes a due cori, in lettura alternata

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.

L’agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».

«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,

e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.

Cristo, mia speranza, è risorto;
e vi precede in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.

Tu, Re vittorioso,
portaci la tua salvezza.

Víctmæ pascháli láudes
ímmolent
Christiáni.

Agnus redémit oves:
Christus
ínnocens Patri
reconciliávit
peccatóres.

Mors et vita duéllo
conflixére miràndo:
dux vitæ mórtuus,
regnat vívus.

Dic nobis, María,
quid vidísti in via?

Sepúlcrum Christi vivéntis:
et glóriam
vidi resurgéntis.

Angélicos testes,
sudárium, et vestes.

Surréxit Christus spes mea:
præcédit
vos in Galilǽam.

Scímus Christum surrexísse
a mórtuis
vere:
tu nobis, victor Rex, miserére.

CANTO AL VANGELO (Gv 20,1-9)
Egli vide e credette

Tutti si alzano in piedi per l’acclamazione alla lezione evangelica, che dev’essere trionfale

Alleluia! Alleluia! Alleluia!

Cristo, nostra Pasqua, è immolato:
facciamo festa nel Signore. [cf. 1Cor 5,7b-8a]
.

Alleluia! Alleluia! Alleluia!

La pericope evangelica non viene “proclamata” (in senso forte), bensì letta con sobrietà. La forma breve sarà da preferirsi nel caso in cui la presenza di bambini molto piccoli renda difficoltosa la tenuta dell’attenzione. L’apposito lettore introduce con semplicità:

Evangelo di Nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni

E prosegue:

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Alla fine della lezione evangelica, si acclama nuovamente al Risorto:

Alleluia! Alleluia! Alleluia!

Tutti si siedono e colui che guida ripete lentamente, scandendo all’attenzione dei presenti l’annuncio:

«È veramente risorto. Alleluia, alleluia!».

Si osservano cinque minuti di silenzio per una meditazione personale e silenziosa. 

Poi tutti si alzano e intonano questo inno pasquale (musica di Händel):

Cristo è risorto, alleluia!
Vinta è ormai la morte, alleluia!
Canti l’universo, alleluia,
un inno di gioia al nostro redentor.

Con la sua morte, alleluia,
ha ridato all’uomo la vera libertà.
Segno di speranza, alleluia,
luce di salvezza per questa umanità.

Poi tutti si alzano e professano la fede della Chiesa recitando il simbolo apostolico:

Io credo in Dio, Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso,
morì e fu sepolto; discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo,
siede alla destra di Dio Padre onnipotente:
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.

Amen.

Tutti restano in piedi e si svolge la Preghiera Universale, secondo lo schema approntato [in alternativa si possono utilizzare le parole che proponiamo di seguito]:

In questo giorno di festa, in cui Gesù risorto dà tenerezza, consolazione, grazia e gioia a tutto il mondo, rivolgiamogli la nostra preghiera:

℣.: Figlio di Dio, ascoltaci. ℟.

Cristo, nostro fratello e nostro Dio,

  • diffondi il tuo spirito su quanti sono stati immersi nell’acqua viva della vita nuova; ℟.
  • fa’ conoscere il tuo perdono a quelli che non conoscono questa gioia; ℟.
  • nutri la speranza e la tenerezza nelle nostre famiglie confinate; ℟.
  • rendi la gioia a tutte le persone che l’isolamento porta ad esaurimento e disperazione; ℟.
  • sostieni il coraggio e l’abnegazione di tutti quelli che lavorano a curare i malati e a cercare rimedî per i mali che li affliggono; ℟.
  • vieni in aiuto alle persone ospedalizzate e alle loro famiglie; ℟.
  • apri ai nostri defunti le porte della felicità eterna. ℟.

I presenti possono aggiungere spontaneamente, uno alla volta, le proprie intenzioni personali. Alla fine di ciascuna si risponde come sopra. Poi colui che guida introduce alla preghiera del Signore: 

Obbedienti alla Parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:

Padre Nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome.

Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà,
come in cielo, così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

[aggiungendo immediatamente (ossia senza l’embolismo della celebrazione eucaristica)]

Perché tuo è il regno,
tua la potenza e la gloria
nei secoli.

Colui che guida invita allora gli altri alla condivisione di un gesto di riconciliazione e di pace: 

Abbiamo appena unito le nostre voci a quella del Signore Gesù per rivolgerci al Padre. Siamo figli nel Figlio.
Nella carità che ci unisce gli uni agli altri, rinnovati dalla parola di Dio, possiamo scambiarci un gesto di pace, segno della comunione che riceviamo dal Signore.

A questo punto tutti si scambiano (a distanza!) un gesto di pace: un inchino profondo o anche (se si sta soli in famiglia) un bacio.

Ci si siede

COMUNIONE SPIRITUALE

Colui che guida dice:

Poiché non possiamo ricevere la comunione sacramentale, dal momento che non è stata celebrate l’eucaristia, seguiamo l’invito di Papa Francesco a praticare la comunione spirituale, chiamata anche “comunione di desiderio”.

Il Concilio Tridentino ci ricorda che essa «consiste in un ardente desiderio di nutrirsi del Pane celeste, con una fede viva che agisce mediante la carità e che ci rende partecipi dei frutti e delle grazie del Sacramento».

Il valore della nostra comunione spirituale dipende quindi dalla nostra fede in Gesù nostro salvatore e redentore e sul nostro desiderio di unirci a lui per mai da lui essere separati.

In questo spirito, vi invito adesso a inchinare il capo, a chiudere gli occhi e a raccogliervi. 

Silenzio

Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza. Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore, desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore. In attesa della felicità della comunione sacramentale, voglio possederti in spirito. Vieni a me, o mio Gesù, che io venga da Te. Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere, per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia.

Si serba il silenzio per altri cinque minuti.

Quindi si intona un Alleluia per rendere grazie:

Alleluia, alleluia, alleluia!

Ci si mette in piedi e colui che guida recita, a nome di tutti, la formula di benedizione:

BENEDIZIONE FINALE

In questo santo giorno di Pasqua,
Dio onnipotente ci benedica
e ci custodisca nella sua pace.

℟.: Amen.

Dio, che nella Pasqua del suo Figlio
ha rinnovato l’umanità intera,
ci renda partecipe della sua vita immortale.

℟.: Amen.

Che possiamo giungere alla grande festa
della Pasqua eterna,
noi che dopo i giorni della Passione
celebriamo con gioia la risurrezione del Signore.

℟.: Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
[Tutti si segnano] Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di noi e con noi rimanga sempre.

℟.: Amen.

Tutti si segnano. Poi i genitori possono tracciare il segno della croce sulle fronti dei figli.

Si può chiudere la celebrazione intonando il Regina Cœli o un altro canto mariano noto e gioioso:

Regina Cœli lætare – Alleluia!
Quia quem meruisti portare – Alleluia!
resurrexit sicut dixit. – Alleluia!
Ora pro nobis Deum – Alleluia!

Per continuare la santificazione della festa, sarà cosa buona rinnovare la venerabile tradizione dei vespri domenicali celebrando, verso la fine del pomeriggio, la Liturgia delle Ore che si troverà a questo link. A partire da domani, lunedì dell’Angelo, vi proporremo ogni giorno delle formule per la celebrazione domestica in modo da aiutarvi a celebrare, malgrado tutto, i tempi forti della nostra vita cristiana, per la gloria di Dio e la salvezza del mondo.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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