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Spiritualità
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Quello che Dio vuole da noi in questo momento è purificarci

BIBLE

Pascal Deloche | GoDong

Alvaro Real - pubblicato il 10/04/20

Nel tuo primo libro sull’Antico Testamento ci parli di perle. Ce ne puoi raccontare qualcuna che possa servirci in questi giorni?

Ce ne sono moltissime. In questi giorni raccomanderei, ad esempio, il Salmo 8, “O Signore, Signore nostro, quant’è magnifico il tuo nome in tutta la terra! (…) Che cos’è l’uomo perché tu lo ricordi?”, o il Salmo 23, “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla”, o anche la consolazione di Isaia nel capitolo 49, “Io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani”, Ezechiele 36 e Osea 2. Quando si leggono questi testi, ci si rende subito conto che quello che Dio vuole da noi in questo momento è purificarci. Purificarci e trarre il meglio da noi. Lasciare cammini e sentieri che dovevamo abbandonare e aprire una strada più autentica… ci darà un’acqua pura, ci farà innamorare nel deserto, vuole privarci di molte idolatrie. Ci offre una vera interpretazione del tempo contemporaneo in cui viviamo.

Dici che se non si conosce Cristo non si può interpretare né il Nuovo né l’Antico Testamento…

Non lo dico io, lo dice San Girolamo. La mancata conoscenza della Scrittura è la mancata conoscenza di Cristo. Il centro di tutta la Scrittura è Cristo, è l’Evento di duemila anni fa. È quello che fa interpretare tutto l’Antico Testamento e tutto ciò che si dice dopo di Lui. Cristo lo dice ai discepoli di Emmaus: “O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette!” Iniziando da Mosè e passando per tutti i profeti, ha fatto capire loro che tutto parlava di Lui. La Bibbia va letta sulla base di Cristo Risorto.

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Passiamo al Nuovo Testamento. Mi piace quando avverti di fare attenzione a non pensare di sapere già tutto…

Noi che leggiamo abitualmente il Nuovo Testamento, che lo ascoltiamo a Messa o lo leggiamo nelle App con le letture di ogni giorno ci troviamo di fronte alla tentazione della vanità. Visto che tutto ci risuona, sembra che non debba dirci niente di nuovo. La Scrittura serve perché possiamo parlare con Dio.

Nel momento in cui ci troviamo, senza volere possiamo cadere in una lettura errata dell’Apocalisse. Come si deve leggere? È una specie di visione della fine del mondo o no?

L’Apocalisse è una Rivelazione per la comunità cristiana dell’epoca in cui è stata scritta, ma trascende anche questa Rivelazione, arrivando ai cristiani di ogni epoca. L’Apocalisse si è sempre letta. Non si legge ora perché c’è una circostanza avversa o molto negativa, si legge anche nei momenti positivi.

L’Apocalisse è la parola ispirata che Dio ha dato all’apostolo San Giovanni in alcune rivelazioni per dire alla comunità cristiana di fronte alla persecuzione soprattutto romana “Coraggio! Forza! L’ultima parola non ce l’ha il male ma Dio, ce l’ha Cristo vittorioso”, ed è la stessa parola che viene ora a noi: “Coraggio! Forza! L’ultima parola nella storia ce l’ha Dio”.

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antico testamentobibbiadiolibrinuovo testamentopurificazione
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