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Il mistero pasquale alla luce del COVID-19

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Catholic Link - pubblicato il 10/04/20

di Andrew Rubinich

In questa pandemia di coronavirus e di fronte alla sfilza di direttive e regolamentazioni diffuse dalla Chiesa e dalle agenzie governative, preghiamo per la guarigione in tutto il mondo.

Nella maggior parte delle diocesi, le ordinanze impongono chiese chiuse e nessuna preghiera privata nei templi. Se è sicuramente una realtà dolorosa della pandemia e una misura presa nel miglior interesse della salute pubblica, è un’idea difficile da cogliere.

Per cattolici e cristiani, poi, questa storia delle porte chiuse dovrebbe suonare familiare: “Erano chiuse le porte” (Giovanni 20, 19). Queste parole iniziano il racconto dell’apparizione di Gesù risorto dai morti a San Pietro e agli apostoli. La storia continua con Gesù che alita su di loro dicendo “Ricevete lo Spirito Santo” (Giovanni 20, 20). Ovunque si trovi lo Spirito Santo ci sono santificazione, grazia, rinnovamento e fede, speranza e carità in abbondanza.

Anche oggi, con le porte chiuse, Gesù Cristo alita su di noi il dono del suo Spirito Santo e ci chiama al rinnovamento nel suo Spirito. Nonostante le porte chiuse, siamo chiamati a vivere e ad anelare alla Resurrezione del Signore cercando il rinnovamento. Con le porte chiuse, lo Spirito Santo effonde la grazia del rinnovamento per il Corpo di Cristo che vuole riunirsi a livello fisico e sacramentale.

Ci sono però dei modi in cui Gesù prova a istruirci nelle vie del rinnovamento e ci esorta a “ricevere lo Spirito Santo” nei periodi di porte chiuse, distanziamento sociale e isolamento volontario:

• Un rinnovo della fede eucaristica. La nostra sensazione di mancanza spirituale non nutrita da Gesù e dal dono di Sé può promuovere un autentico desiderio di Lui nella nostra vita. Quando potremo ricevere di nuovo l’Eucaristia, il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, lo faremo con grande reverenza, desiderio e fede. Possiamo decidere di assicurarci di essere davvero pronti a riceverLo vivendo in stato di grazia e impegnandoci a vivere in comunione con il Dio Onnipotente, la Chiesa e il Corpo di Cristo.

• Un rinnovamento della chiesa domestica. Le famiglie stanno pregando insieme, chiedendosi a vicenda preghiere, parlando della loro fede e guardando Messe e programmi cristiani insieme. Quanto sarebbe bello se fosse la norma! Forse questo periodo può essere un rinnovamento del nostro impegno nei confronti della fede in famiglia. Dopo tutto, “la casa familiare è chiamata a buon diritto ‘la Chiesa domestica’, comunità di grazia e di preghiera, scuola delle virtù umane e della carità cristiana” (CCC 1666).

• Un rinnovamento della nostra Preghiera Comune. Quanta voglia abbiamo tutti di riunirci di persona e di unirci in preghiera! Seguendo la Parola come profeti, offrendo tutto ciò che siamo e che abbiamo al Padre nell’offertorio e nel sacrificio eucaristico come sacerdoti e vivendo la comunione del Corpo di Cristo come re, possiamo ravvivare la nostra Preghiera Comune. “È ardente desiderio della madre Chiesa che tutti i fedeli vengano formati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione alle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia e alla quale il popolo cristiano, « stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo acquistato » (1 Pt 2,9; cfr 2,4-5), ha diritto e dovere in forza del battesimo” (Sacrosanctum Concilium, 14). Potremmo forse impegnarci nell’apprezzare con maggior consapevolezza il tempo che trascorriamo nella Preghiera Comune entrandovi pienamente.

Mentre continuiamo il nostro percorso verso il Mistero Pasquale – la celebrazione della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù –, ci ritroviamo davvero “nel deserto” provocato dalla diffusione della pandemia del coronavirus. In questo periodo in cui attraversiamo una terra inesplorata, però, dobbiamo perseverare nel nostro viaggio verso il Signore.

Cerchiamo di unire la nostra tristezza, le nostre lotte e le difficoltà che affrontiamo a chi è seriamente colpito dal coronavirus e a Gesù Cristo nella sua sofferenza. Cerchiamo di essere aperti ai modi in cui Gesù sta alitando su di noi e ci sta chiamando al rinnovamento nel suo Spirito al cuore della nostra fede: il viaggio verso e attraverso la croce.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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coronaviruspasqua
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