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La Corona di Spine di Cristo è sopravvissuta a guerre, rivoluzioni e all’incendio di Notre-Dame

CROWN OF THORNS

P Deliss | Godong

Lucien de Guise - pubblicato il 10/04/20

Le spine della reliquia della Crocifissione si ritrovano in collezioni delle chiese e perfino al British Museum

Un anno fa ci si è preoccupati molto per la Corona di Spine di Cristo. Quando un incendio ha quasi distrutto la cattedrale di Notre-Dame, a Parigi, è stato il primo oggetto che un sacerdote indomito è corso a salvare tra le fiamme. Sorprendentemente, questa reliquia fondamentale della Crocifissione ha affrontato anche prove peggiori. È sfuggita all’interesse dei nazisti per i memorabilia della Passione durante la loro occupazione di Parigi, ed è arrivata vicina alla distruzione durante la Rivoluzione Francese del 1789.

La Rivoluzione è stato un periodo terribile per i sacerdoti e le reliquie cristiane. Qualsiasi artefatto sacro fatto di materiali preziosi veniva trafugato o fuso. Fortunatamente, canne e spine non hanno un grande valore commerciale. A differenza di molti altri oggetti durante la Rivoluzione, la corona è stata risparmiata durante i saccheggi.

Fino a dopo la Rivoluzione Francese, la reliquia non era ospitata nella cattedrale di Notre-Dame. Poco dopo il suo arrivo in Francia, la Corona di Spine era stata conservata in una chiesa la cui esistenza era una provocazione per i rivoluzionari parigini. La Sainte-Chapelle era stata costruita principalmente per essere usata dal re, all’interno del palazzo reale, e serviva anche a ospitare la collezione regale di reliquie sacre. La più importante di queste venne acquisita da re Luigi IX nel 1239. Il sovrano, poi proclamato santo, amava molto i “souvenirs” sacri.




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La Sainte-Chapelle era intesa come un enorme reliquiario, una vetrina per la Corona di Spine. Il costo della reliquia fu esorbitante: 13.134 monete d’oro. Per evitare che sembrasse un acquisto mondano, il re decise di pagare i debiti del proprietario precedente. Il costo della cappella, per la quale non si badò a spese, fu meno di un terzo di quella somma. Vista con occhi moderni, la reliquia è il pezzo da collezione più caro che il mondo abbia mai visto. Il prezzo fa impallidire quello del Salvator Mundi di Leonardo.

Anziché tenerla per sé, il nuovo proprietario sbandierò ai quattro venti la sua acquisizione. L’imperatore di Bisanzio guadagnò molto denaro, mentre Luigi ottenne un prestigio mai visto prima di allora nell’Europa occidentale.

L’aspetto più interessante della Corona di Spine era il fatto che potesse essere suddivisa. Non è facile con un dipinto o una scultura, ma le spine potevano essere rimosse e offerte come il dono più gradito nella cristianità. È quello che hanno fatto vari re francesi. Stranamente, i rivoluzionari hanno rispettato l’integrità della Corona di Spine più dei sovrani, sempre desiderosi di colpire gli altri. Per questo, nessuna sua parte è mancata dal 1790. Prima di allora, invece, le spine sono state sparse ovunque, anche se in modo più controllato rispetto alle parti della Vera Croce, e abbiamo un’idea abbastanza precisa di quali spine facciano davvero parte dell’insieme originale.

Quasi tutte le spine autenticate hanno fatto parte di collezioni ecclesiali per secoli. Alcuni dei luoghi in cui sono custodite, come le cattedrali di Colonia, Praga e Siviglia, sono prevedibili, altri meno: una scuola nel nord dell’Inghiltera (il Stonyhurst College) e il British Museum, attraverso la collezione della famosa famiglia di banchieri Rothschild. Anche Pittsburgh (Pennsylvania, Stati Uniti), ha una spina attendibile nella chiesa di St. Michael.

Il reliquiario Rothschild, forse il più elaborato di tutti, venne creato per il fratello di un re francese verso il 1400. Sembra strano che venga mostrato come qualsiasi altro artefatto al British Museum quando all’epoca era l’oggetto più riverito in mani private. Innumerevoli visitatori passano oggi davanti al reliquiario quasi senza accorgersene, mentre nei secoli scorsi i fedeli ci si avvicinavano in ginocchio.

Nella maggior parte dei casi si può vedere solo il reliquiario, piuttosto che le spine. Ci sono alcuni recipienti che sembrano un ostensorio, permettendo ai fedeli di guardare questa fonte di umiliazione per il “Re dei Giudei”. Le spine sono lunghe, dure e affilate, come ci si aspetterebbe da uno strumento di tortura romano. I Vangeli non offrono dettagli sulla natura esatta della corona di Cristo, ma a Gerusalemme ci sono “discendenti” dall’apparenza spaventosa dei rovi di due millenni fa. I Vangeli non spiegano chiaramente se Gesù l’ha indossata per l’episodio dell’Ecce Homo con Ponzio Pilato o in tutto il suo percorso verso la morte.




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La Corona di Spine è un simbolo talmente potente che meraviglia il modo in cui gli artisti l’hanno inserita nelle scene della Crocifissione. Dobbiamo ringraziare re Luigi per la sua acquisizione. Prima di allora, le uniche corone nelle Crocifissioni avevano un aspetto regale. Dalla metà del XIII secolo ha iniziato ad essere usata la versione con le spine, per allontanare la figura di Cristo da quella di un re trionfante e farlo sembrare più un uomo sofferente. Per 800 anni, questa è stata l’immagine preferita dai cattolici rispetto ai Salvatori risorti o alle croci vuote.

Il fascino continua ancora oggi con l’“autentica corona di spine” che viene offerta su Amazon da una compagnia del New Jersey. Una che ho visto di recente era indicata come “usata”, senza alcuna indicazione su chi l’avesse utilizzata. Almeno è fatta di spine della Terra Santa, e quindi è forse più autentica di altre.

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