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In America Latina, sospese tradizioni centenarie per la Pasqua a causa del coronavirus

POPAYAN

Junta Permanente Pro Semana Santa

Jaime Septién - Lucía Chamat - Macky Arenas - Roberta Sciamplicotti - pubblicato il 09/04/20

La Passione di Cristo di Iztapalapa (Messico) e le celebrazioni in Colombia. In Venezuela, il Nazareno ha sfilato sulla papamobile usata da Giovanni Paolo II

La pandemia del coronavirus, che coinvolge ormai tutto il mondo, non influisce solo sulla vita dei singoli, ma anche su manifestazioni culturali centenarie, come quelle pasquali latinoamericane, che quest’anno sono state sospese per evitare la diffusione del virus.

La Passione di Cristo a Itzapalapa

È il caso, ad esempio, della rappresentazione della Passione di Cristo, dalla Domenica delle Palme alla crocifissione, che si è svolta per la prima volta nella zona popolare di Iztapalapa, a ovest di Città del Messico, nel 1843, come risultato di un’epidemia di colera che aveva colpito la popolazione dieci anni prima.

In ricordo dell’efficacia della processione del Cristo crocifisso e delle suppliche perché l’epidemia avesse fine, e come segno di ringraziamento della zona nei confronti di Gesù, i quartieri di Iztapalapa hanno iniziato a rappresentare dal vivo l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, la sua Passione e la sua morte, sostituendo il Golgota con la sommità del colle de la Estrella.

Come sorta di consolazione per gli otto quartieri che si impegnano nella rappresentazione, che prevede 1.200 attori e a cui assistono circa due milioni di persone, la rappresentazione della Domenica delle Palme, la Passione, la Via Crucis e la crocifissione del Venerdì Santo si realizzano quest’anno in uno spazio chiuso senza accesso al pubblico. Il numero degli attori è stato ridotto a 60.

Le tradizioni della Settimana Santa in Colombia

Anche in Colombia non si riproporranno alcune tradizioni centenarie della Settimana Santa. Per la prima volta in 450 anni, le strade di Popayán e Mompox non vedranno passare Gesù Nazareno, la Madonna Addolorata o la Veronica, né i musicisti suoneranno melodie sacre con le loro trombe.

La processione di Popayán risale al 1556, quella di Mompox al 1564, ed entrambe si basano su tradizioni spagnole.

Monsignor Luis José Rueda, arcivescovo di Popayán, ha affermato che anche se non si svolgeranno gli atti abituali, la Chiesa della zona sud-occidentale del Paese “si mantiene unita nelle sue 92 parrocchie, realizzando le celebrazioni in modo diverso e arrivando nelle case per offrire incoraggiamento, consolazione e speranza”.

“Abbiamo dovuto prendere una decisione estremamente triste, sospendere una celebrazione che si svolgeva da 464 anni”, ha detto ad Aleteia Guillermo Ospina, presidente della Giunta Permanente Pro Settimana Santa di Popayán, annunciando eventi digitali alle stesse ore programmate per gli atti.

“Sappiamo che non è la stessa cosa vedere una processione per strada, con il tipico odore dell’incenso e ascoltando la nostra musica processionale”, ha riconosciuto, ma attraverso le trasmissioni in diretta su Facebook i predicatori offriranno comunque il loro messaggio, sarà spiegato il senso di ogni attività e verranno condivisi video degli anni precedenti.

Nel 2009 l’UNESCO ha riconosciuto le processioni della città Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Come dice monsignor Ospina, “viviamo tutto l’anno pensando a questo, parlando di questo e lavorando su questo”.

Oltre a quello che rappresenta per i cattolici, la sospensione comporta gravi conseguenze anche per la dinamica economica della città, perché durante la settimana delle celebrazioni molta gente vende i suoi prodotti, guadagnando quello che le permetterà di mantenere la stabilità familiare per il resto dell’anno.

A Santa Cruz de Mompox, nelle processioni della Settimana Santa gli abitanti marciano fino a nove ore, facendo due passi avanti e uno indietro, al suono di musica di tradizione francese con arrangiamenti di musicisti della regione.

GALLERIA

“È un catechismo vivo in cui impariamo fin da bambini, perché queste processioni sono composte da immagini di grandi dimensioni e in ciascuna riviviamo la Passione di Cristo”, ha detto ad Aleteia Cruz María Campo, presidentessa di Corposanta, incaricata del coordinamento logistico della celebrazione liturgica e paraliturgica.

L’unica dimostrazione pubblica di fede di quest’anno sarà la processione che uno dei parroci farà da solo il Giovedì Santo con Gesù Sacramentato sotto il pallio, ricorrendo varie strade e benedicendo gli abitanti di questa zona, affidata alla protezione della Santa Croce.

Il Nazareno sulla papamobile

In Venezuela, invece, l’immagine del Nazareno ha percorso le strade di Caracas sulla papamobile, il veicolo che ha trasportato Papa San Giovanni Paolo II quando ha visitato il Paese.

Dal 1696 il Nazareno è sempre uscito sulle spalle della popolazione ogni Mercoledì Santo, anche sotto pioggia, tuoni e lampi.

“Non è facile dire alla gente di non andare in chiesa”, ha affermato il giornalista e sacerdote padre Honegger Molina, coordinatore stampa dell’arcidiocesi e stretto collaboratore del cardinale Baltazar Porras, in un programma televisivo mattutino. “Nelle zone popolari, la gente chiede che tiriamo fuori il Nazareno di San Paolo e la Madonna di Coromoto, patrona del Venezuela”.

Per questo, l’arcidiocesi di Caracas ha deciso di dare un annuncio che ha portato speranza in mezzo all’angoscia e all’incertezza: l’8 aprile il Nazareno di San Paolo sarebbe stato portato in processione per le vie della città sulla papamobile.

NAZARENO
Twitter | @ArquiCaracas

Il Nazareno di San Paolo è una delle invocazioni più forti del Venezuela. La scultura venerata nella basilica di Santa Teresa risale al XVIII secolo, ed è stata intagliata nel legno di pino delle Fiandre. Il Mercoledì della Settimana Santa si contempla la settima stazione della Via Crucis e ha luogo la processione, che dura 3 o 4 ore.

Tags:
celebrazionicolombiacoronavirusmessicopasquatradizioni popolarivenezuela
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