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Vivere in casa il Giovedì Santo

By winui | Shutterstock
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Aleteia si mobilita per proporvi – col concorso della rivista Magnificat – di santificare questo quinto giorno della Settimana Santa con una celebrazione della Parola di Dio.

Indicazioni per l’uso:

  • Si terrà a mente quel che san Girolamo diceva della Parola di Dio: «Quando ci riferiamo al Mistero eucaristico e una briciola di pane casca a terra ci sentiamo perduti. E quando ascoltiamo la Parola di Dio sono il Corpo e il Sangue di Cristo, insieme con la Parola di Dio, a cadere nelle nostre orecchie… e noi a che pensiamo?».
  • Questa celebrazione ha luogo preferibilmente alla fine del pomeriggio o in serata.
  • Questa celebrazione richiede la presenza di almeno due persone.
  • Se si è soli, è preferibile leggere semplicemente le letture e le orazioni della messa della domenica nel messalina e/o seguire la messa in televisione.
  • La celebrazione è particolarmente adatta a un quadro famigliare, amicale e di vicinato. Tuttavia, nel rispetto delle misure di isolamento, non si inviteranno amici né vicini ove questo sia proibito (e quand’anche lo si faccia, si presterà la massima attenzione al rispetto delle misure di prevenzione).
  • Si collocano sedie per il numero necessario davanti a un angolo di preghiera, rispettando la distanza di un metro l’una dall’altra. Dopo la celebrazione si toglieranno dalla stanza eventuali fiori, in vista del Venerdì Santo.
  • Una semplice croce, o un crocifisso, deve sempre campeggiare sulla parete.
  • Si accendono una o più candele, da porre su supporto non combustibile (candelieri, piattini in porcellana) e si sta bene attenti a spegnerle alla fine della celebrazione.
  • Si designa la persona che condurrà la preghiera (in ordine di priorità: un diacono, un laico istituito in un ministero laicale [lettore o accolito], il padre o la madre di famiglia).
  • Colui che conduce è anche colui che stabilisce la durata dei momenti di silenzio.
  • Si designano dei lettori per le letture.
  • Si prepara in anticipo la Preghiera dei Fedeli (a seguire c’è un modello) e si designa la persona che la leggerà.

Giovedì Santo

Celebrazione della Parola

Fisso lo sguardo su Cristo Gesù,
entriamo nella battaglia di Dio

Tutti siedono. Colui che guida la celebrazione prende la parola:

Fratelli e sorelle,
in questo Giovedì Santo fissiamo i nostri occhi su Cristo Gesù nel momento in cui insegnò ai suoi discepoli a perpetuare, fino alla fine dei tempi, l’Eucaristia della sua vita per la remissione dei nostri peccati.

Ogni volta che viene proposta e ripresentata, quest’offerta è celebrata come memoriale e compie l’opera della nostra salvezza.

Purtroppo in questo giorno ci è impossibile raccoglierci per partecipare al pasto che è il sacramento del suo amore. Tuttavia, sappiamo bene che quando ci riuniamo per pregare nel suo Nome il Cristo è presente in mezzo a noi, e noi crediamo che quando si proclama la sua Parola nella Chiesa è lui stesso – il Verbo di Dio – che ci parla.

Pausa

O Gesù, vedi, siamo privati della comunione al tuo corpo dato per noi e al tuo sangue versato per noi. Te ne supplichiamo: secondo le promesse della tua Chiesa fa’ che la tua Parola sia per noi vero cibo per la nostra vita, e donaci la forza di imitarti per attualizzare la tua offerta nelle nostre vite, amandoci gli uni gli altri come tu ci hai amati.

Pausa

Dopo un adeguato momento di silenzio, tutti si alzano e si segnano dicendo:

℣.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

℟.: Amen.

Colui che guida prosegue:

Per prepararci ad accogliere la Parola di Dio e perché essa possa guarirci, riconosciamoci peccatori.

Si recita quindi l’atto penitenziale, con queste o simili parole:

℣.: Pietà di noi, Signore:

℟.: contro di te abbiamo peccato.

℣.: Mostraci, Signore, la tua misericordia,

℟.: e donaci la tua salvezza.

℣.: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

℟.: Amen.

Si dice o si canta allora:

℣.: Kyrie, eleison, 

℟.: Kyrie, eleison

℣.: Christe, eleison, 

℟.: Christe, eleison

℣.: Kyrie, eleison, 

℟.: Kyrie, eleison

Colui che guida recita allora l’orazione colletta:

O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena nella quale il tuo unico Figlio, prima di consegnarsi alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore, fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

L’incaricato della prima lettura (e del salmo, ove manchi un salmista che lo intoni) resta in piedi, mentre tutti gli altri siedono.

PRIMA LETTURA 
Es 12,1-8.11-14
Prescrizioni per la cena pasquale

Dal libro dell’Esodo

«Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.

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